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Il Tribunale mezzo pieno e mezzo vuoto
Piccolo viaggio tra le dichiarazioni della politica (e non solo) sulla notizia della proroga di cinque anni concessa dal ministro Cancellieri al Tribunale di Bassano, ma a servizio di Vicenza
Pubblicato il 11 feb 2014
Visto 3.810 volte
“Il Tribunale mezzo pieno e mezzo vuoto”: intitola così il suo intervento trasmesso in redazione - commentando la notizia del decreto di proroga di cinque anni concessa al Tribunale di Bassano dal ministro della Giustizia Cancellieri - l'imperituro avvocato bassanese Nereo Merlo, sempre sul pezzo, ispirandosi probabilmente al titolo di un nostro editoriale dell'anno scorso sull'argomento (editoriali.bassanonet.it/tich/13785.html).
“Questo decreto - spiega il professionista forense - non comporta certo il “ripristino” del nostro Tribunale. Come più volte più viene ribadito dal ministro nel testo del decreto, il Tribunale di Bassano del Grappa rimane “soppresso”. E rimanendo così le cose dal 1 gennaio 2015 non ci sarà nemmeno più l'Albo degli Avvocati di Bassano del Grappa.”
“Ma finalmente - prosegue l'avv. Merlo - il Ministero è stato costretto a prendere atto delle “criticità organizzative e funzionali” del Tribunale nuovo vicentino e che “dette problematiche possono incidere negativamente sulla funzionalità”
Dall'archivio fotografico di Bassanonet: la protesta "mascherata" per il Tribunale di Bassano
dell'amministrazione della giustizia bassanese e vicentina. Finalmente!”
“Ora - aggiunge l'avvocato - si aprono mille scenari. E per il ministero lo sceneggiatore dovrà essere il Presidente del Tribunale di Vicenza, oggi nella persona del f.f. dott. Oreste Carbone, che dovrà emettere i conseguenti e necessari “provvedimenti tabellari, organizzativi e di coordinamento”. In altre situazioni analoghe è allo studio di portare il civile presso una sede ed il penale presso l'altra...”.
Come dire: il decreto di proroga è fatto; ora - per la sua reale applicazione nella pratica quotidiana - sono cavoli nostri, con la netta e motivata sensazione che il sistema-giustizia vicentino, messo di fronte al titanico compito della riorganizzazione e ri-dislocazione del personale e degli uffici, continuerà a navigare a vista.
Nel frattempo - quasi a fare da contraltare alla soddisfazione molto relativa e condita di perplessità dell'avvocato Merlo, che vive tutti i giorni le conseguenze pratiche e i problemi dell'accorpamento giudiziario con Vicenza - giungono puntuali e inevitabili le dichiarazioni della politica, di ben altro e assai più roboante tono.
Del governatore del Veneto Luca Zaia - il primo a commentare la notizia dopo averla per primo diffusa - e della sua dichiarazione di “battaglia vinta” e di “passo in avanti per vincere la guerra” abbiamo già scritto.
Sul Tribunale - dopo aver notato la sua assenza alla manifestazione dello scorso novembre sul Ponte di Bassano - rispunta anche la voce di Elena Donazzan, che dichiara in una nota: “Plaudo all’impegno profuso fin da subito dal presidente Luca Zaia in difesa del Tribunale, tra i migliori d’ Italia per efficienza dell’amministrazione giudiziaria. E’ stato in prima linea con caparbietà, seguendo la vicenda passo a passo e lavorando su tutti i tavoli su cui la questione era dibattuta. Ora la guardia non va abbassata, dovrà continuare la sorveglianza e l’attenzione di tutti per far ritornare la sede di Bassano autonoma e funzionante come è sempre stata.”
E poteva mancare Rosanna Filippin, paladina del Tribunale sul fronte politico opposto, pure assente quel giorno sul Ponte per impegni al Senato ma comunque attiva “sottotraccia” - come da lei stessa sottolineato - nel perorare la causa della sede di giustizia bassanese a Roma?
Certo che no: “Le criticità della situazione odierna erano sotto gli occhi di tutti - afferma in un comunicato la senatrice democratica - e finalmente il ministro della Giustizia si è deciso a intervenire. È impensabile per giudici, avvocati e addetti ai lavori continuare a operare in quelle condizioni, negli edifici vicentini non a norma oppure necessitanti di pesanti e onerose modifiche.”
“Finalmente - conclude Filippin - il Ministero ammette le problematiche legate alla riforma della geografia giudiziaria avviata dal governo Monti e prende una decisione per arginare la questione. Tuttavia la cosa non può considerarsi conclusa.”
“Ottima decisione quella del Ministero e del Governo nel mantenere gli uffici del Tribunale di Bassano funzionanti anche se sotto la gestione del Tribunale di Vicenza - sostiene il consigliere regionale vicentino Costantino Toniolo (NCD) -. E' una soluzione temporanea che ci fa tirare un sospiro di sollievo.”
“Inoltre concordo con il presidente Zaia che il Tribunale in questo modo sia stato salvato - commenta ancora Toniolo - ma invito tutti a tenere la guardia alta per due motivi. Il primo che Bassano di fatto diventa sede periferica di Vicenza e quindi determinati meccanismi potrebbero dilatare i tempi di gestione delle pratiche della Giustizia. La seconda che si tratta di un provvedimento temporaneo: ora bisogna pensare di porre le basi per renderlo definitivo, trasferendo gli uffici attuali in quelli nuovi, nella sede nuova di zecca costata 12milioni di euro. Sono convinto, come dimostrano i fatti, che solo dimensionando in un certo modo le sedi giudiziarie mantenendole vicine ai territori si riesce a dare un servizio efficiente ai cittadini.”
Renderlo definitivo? Vincere la guerra? Questione non conclusa?
In quanto a proclami e a ottimistiche rivendicazioni, la politica non è mai in difetto. Ma se torniamo ai commenti degli addetti ai lavori, ecco che la questione si presenta sotto tutt'altra luce.
Afferma infatti il cancelliere dell'Ufficio Esecuzioni (ora trasferito a Vicenza) Stefano Titomanlio, con un'email pervenuta in redazione in tarda serata: “Tribunale di Bassano salvo? Non mi pare il caso di lasciarsi andare a facili trionfalismi...sarebbe opportuno, a parer mio, ricondurre la notizia nell'ambito della possibilità che vengano utilizzati i locali di Via Marinali con tempi e modalità che solo a Vicenza verrano decisi....e là hanno tanta voglia di prendere tempo....come ho già percepito stamane!”
Morale della favola: la proroga quinquennale concessa per decreto dal ministro è una mezza soluzione, che può ben rispecchiarsi - per tornare al nostro punto di partenza - nella solita metafora del bicchiere.
Il bicchiere mezzo vuoto è rappresentato dal fatto che il ripristino di quella che fu l'autonomia giudiziaria del nostro comprensorio è ancora una chimera e che da qui al 2019 il Tribunale di Bassano continuerà a lavorare, ma per conto terzi.
Il bicchiere mezzo pieno - oltre all'evidenza che il nostro Tribunale, già condannato a morte, viene ancora e in qualche modo mantenuto in vita - può invece intravvederlo, nonostante le riserve avanzate, l'avvocato Nereo Merlo assieme a tutti i suoi colleghi: per ancora almeno un lustro, qui a Bassano, la sua categoria non sentirà la crisi.
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