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La Regione “on the road”
A Venezia l'incontro di fine anno con la stampa del governatore Zaia e della giunta regionale. Sanità, lavoro e imprese i temi pregnanti. “Il 2013 è l'anno che passerà alla storia per la chiusura definitiva della Pedemontana Veneta”
Pubblicato il 20 dic 2013
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E' il tradizionale incontro augurale di fine anno del governatore Luca Zaia e della giunta regionale con i rappresentanti degli organi di informazione del Veneto.
Ma nel salone grande di Palazzo Balbi a Venezia - oltre agli inviati, ai redattori e ai direttori di testata - sono presenti anche i direttori generali delle Aziende Ulss. Compreso, ovviamente, il DG dell'Ulss n.3 di Bassano del Grappa Fernando Antonio Compostella. Tutti convocati in Regione per apprendere di prima mano e in separata sede i dettagli di quella che è la notizia del giorno: l'accordo raggiunto ieri a Roma per la definizione del riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2013 con il quale il Veneto porta a casa un finanziamento complessivo di 8 miliardi e 495 milioni di euro (oltre 61 milioni in più del previsto) sulla base dei costi standard della Sanità regionale e nonostante il Fondo complessivo sia stato tagliato di 1 miliardo e 300 milioni.
“La sfida della Sanità quest'anno l'abbiamo vinta noi - commenta Zaia nel suo intervento -, è un fiore all'occhiello di questa amministrazione.”
Il presidente della Regione Luca Zaia e alcuni degli assessori presenti all'incontro di fine anno di oggi con i giornalisti del Veneto a Palazzo Balbi a Venezia
Del resto, “il bilancio della Regione è di 12 miliardi e di questi 8 miliardi e mezzo sono della Sanità”. Una voce preponderante di bilancio sulla cui gestione virtuosa va prestata la massima attenzione, perché in caso contrario “vorrebbe dire che curiamo male i cittadini e diamo uno scossone alla programmazione economica e finanziaria dei veneti.”
Grande attenzione, nell'anno che sta per finire, è stata data anche alle emergenze dell'economia e del lavoro: “Il Veneto abbiamo 170mila disoccupati - sottolinea il governatore -. L'accesso agli ammortizzatori sociali è aumentato del 40%. e la nostra risposta non è mai mancata perché la nostra è un'istituzione on the road, alle richieste dei cittadini dobbiamo dire: “presente”. La sfida del 2013 è stata quella occupazionale, ci preoccupa ma non ci impaurisce.”
Riguardo alle imprese, strette nella morsa di burocrazia, tasse (“68,5% contro una media europea del 46%”) e finanza: “In Italia l'interpretazione della burocrazia ha del patologico, oltre alla dittatura finanziaria della Banca d'Italia - afferma il presidente del Veneto -. Tramite la finanziaria regionale Veneto Sviluppo abbiamo dato risposta a 10mila imprese. Ma quest'anno abbiamo avuto ancora 70 suicidi dentro i capannoni. Lo sportello anti-suicidi, che tanto ha fatto discutere agli inizi, ha avuto 1500 utenze. Un modo per dire che siamo presenti fino in fondo.”
Riguardo al futuro: “I nostri indicatori sociali ed economici sono maggiori di quelli della Baviera. Ma diamo a Roma 21 miliardi di tasse all'anno e non accettiamo che queste tasse abbiano una gestione di spreco totale. Non possiamo accettare che la virtuosità del Veneto sia un'eccezione di questo Paese.”
Nella nuova finanziaria regionale sono previste anche misure a sostegno dell'imprenditoria giovanile: “Dei nostri giovani, uno su tre oggi è disoccupato e gli altri due sono precari. Bisogna incentivare le giovani partite Iva, la finanziaria supporta le nuove start-up.”
La competitività della nostra regione, per il presidente della giunta veneta, passa anche per una strada obbligata: “agevolare le forme di aggregazione”.
A cominciare dall'aggregazione fieristica: “tre fiere in Veneto sono troppe”. Una necessità di accorpamento strategico da cui non deve essere immune neppure il sistema bancario: “L'aggregazione va considerata anche per le banche popolari. Nascerebbe un gruppo bancario unico a livello nazionale, e vicino ai nostri cittadini.”
Poi ci sono anche le scelte impopolari, “fatte da chi non guarda le scadenze elettorali”. Una di queste, la più recente, è l'orario cadenzato dei treni, partito da pochi giorni tra polemiche e disservizi. Ma la colpa “è di chi gestisce i treni”.
Zaia lancia l'affondo: i treni cadenzati delle linee metropolitane regionali andrebbero tolti a Trenitalia e direttamente gestiti dalla Regione. “Ci vuole pazienza, perché stiamo affinando e raccogliendo le segnalazioni dei cittadini per risolvere i problemi. Come nella Sanità, siamo pronti a puntare alla qualità anche nelle ferrovie, ma dando le chiavi del vapore a noi.”
E in attesa del federalismo ferroviario, se mai sarà messo in atto, non manca per voce di Zaia anche una dichiarazione riguardo alla mobilità su gomma: “Il 2013 è l'anno che passerà alla storia per la chiusura definitiva della Pedemontana Veneta.”
L'assessore alla Mobilità Renato Chisso, presente in sala con altri colleghi di giunta, annuisce.
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