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Terremoto ai vertici alla Popolare di Marostica
Sospeso il direttore generale Gianfranco Gasparotto. Si dimette anche il vice presidente Meneghini. A norma di statuto il CdA è decaduto. Ma la banca comunica: “L'organo amministrativo prosegue la sua azione di governo, con pieni poteri”
Pubblicato il 19 nov 2013
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Come spesso accade, più breve è il comunicato stampa o il lancio di agenzia e più importante è la notizia comunicata.
E' il caso della succinta nota stampa trasmessa in redazione nella serata di oggi dall'ufficio comunicazione della Banca Popolare di Marostica, con la quale viene ufficializzata la notizia della sospensione del direttore generale Gianfranco Gasparotto, professionista molto conosciuto nel territorio, da lunghissimi anni top manager dell'istituto di credito.
La decisione - le cui motivazioni non sono state rese note - è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della banca, nella riunione di ieri nel corso della quale sono state accolte anche le dimissioni del vice presidente della Banca Popolare di Marostica Mario Meneghini.
Foto: archivio Bassanonet
L'epocale ricambio ai vertici della Popolare si pone in un momento estremamente delicato per la banca locale, finita la scorsa estate nel mirino della Banca d'Italia che dopo le ispezioni di vigilanza effettuate alla fine dello scorso anno aveva chiesto l'azzeramento e il ricambio immediato e totale del CdA e del Collegio Sindacale.
Un diktat al quale i soci della banca, riunitisi in assemblea lo scorso 21 luglio, si erano opposti a larghissima maggioranza ma dando il via libera al contempo - come contraddire, del resto, le direttive di Bankitalia? - al cambiamento ai vertici dell'istituto. Ovvero: “no” all'azzeramento immediato, “sì” al rinnovamento graduale dei vertici amministrativi e dell'organo di controllo.
Già nella riunione immediatamente convocata a seguito di quella stessa assemblea il CdA aveva cambiato volto, con quattro consiglieri dimissionari (Giuseppe Zuech, Romano Pigato, Augusto Brugnaro, Lino Dainese).
Contestualmente, nel corso di quella cruciale giornata, si era dimesso l'intero Collegio Sindacale con decorrenza dalla prossima assemblea ordinaria.
Le dimissioni rassegnate ieri dal vice presidente del CdA Meneghini cambiano nuovamente - e clamorosamente - le carte in tavola. Creando una situazione di assetto istituzionale molto difficile da interpretare.
Con cinque consiglieri eletti dimissionari su nove, il CdA dell'istituto di credito dovrebbe infatti risultare decaduto: è infatti saltata la maggioranza dei consiglieri nominati dall'assemblea e, a regola di statuto, l'intero consiglio decade “fino alla convocazione dell'assemblea per la nomina dei nuovi amministratori”.
I quattro nuovi consiglieri di amministrazione (Giorgio Munari, Giuseppe Bottecchia, Alessandro Luca e Maurizio Casalini) cooptati lo scorso agosto in sostituzione dei primi quattro dimissionari non sono stati infatti ancora votati e approvati dai soci e pertanto non fanno numero: il CdA non ha più la maggioranza eletta dalla base e dovrebbe rimanere in carica per la sola ordinaria amministrazione fino alla prossima assemblea elettiva.
Eppure la nota stampa della Popolare di Marostica non ne fa cenno, e comunica anzi che “l'organo amministrativo prosegue la sua azione di governo, con pieni poteri, fino alla prossima assemblea”.
Una decisiva ondata di cambiamento che ha portato alla sospensione del direttore generale Gasparotto, sostituito ad interim dal dirigente Giuseppe Viero.
Proprio Gasparotto, nei giorni caldi della comunicazione della Banca d'Italia, aveva trasmesso una lettera agli oltre 7mila soci della banca con la quale chiedeva, in sostanza, la riconferma del CdA e del Collegio dei Sindaci per atto di fede, nonostante la richiesta di dimissioni avanzata dall'Autorità di Vigilanza.
Ora il consiglio al vertice ha cambiato in gran parte i connotati e Gasparotto, che è pure componente del CdA, non siede più nella poltrona esecutiva più alta della stanza dei bottoni.
Il tutto mentre la Banca Popolare di Marostica sta affrontando la cruciale trattativa in vista dell'integrazione, ovvero della fusione con la Volksbank - Banca Popolare dell’Alto Adige.
Sono i presupposti informativi con i quali vi invitiamo ora a leggere il breve comunicato stampa trasmesso in redazione dall'istituto di credito, che riportiamo di seguito:
COMUNICATO
Il Consiglio di Amministrazione del 18.11.13 ha preso atto delle dimissioni del Vice Presidente della Banca Popolare di Marostica Mario Meneghini rassegnate in medesima data.
L’organo amministrativo prosegue la sua azione di governo, con pieni poteri, fino alla prossima assemblea rispettando anche gli impegni assunti con la lettera di intenti siglata con la Banca Popolare dell’Alto Adige e approvata da tutti i consiglieri di amministrazione all’unanimità nel Consiglio di Amministrazione del 10.10.13.
Contestualmente il Consiglio di Amministrazione sta garantendo una puntuale informativa all'Organo di Vigilanza Banca d’Italia, sulla evoluzione aziendale rispettando puntualmente gli indirizzi forniti dalla stessa.
Il Consiglio di Amministrazione del 18.11.13 ha inoltre sospeso il Direttore Generale Gianfranco Gasparotto attribuendo le funzioni ad interim al dirigente Giuseppe Viero.
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