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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Il monumento al nulla

Tanti cari saluti: smontate le impalcature e smantellato il cantiere della Cittadella della Giustizia di Bassano. Soppressa prima ancora di nascere e travolta dall'insolito destino di non sapere che cosa ci sta a fare. E sui costi dell'opera...

Pubblicato il 09-11-2013
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Il conto alla rovescia è finito.
Gli operai edili della Consta Spa - l'impresa appaltatrice, attualmente sotto commissariamento, della costruzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa - hanno terminato il loro lavoro e smontato tutte le impalcature.
Dopo sei anni e un mese, il cantiere infinito della Cittadella della Giustizia è stato smantellato. Tanti cari saluti. C'è ancora qualche attrezzatura lasciata sul cortile da portare via, ma les jeux sont faits.

La facciata esterna su via Marinali, liberata dalle impalcature, della Cittadella della Giustizia di Bassano (foto Alessandro Tich)

Ora la città di Bassano si trova tra le mani la gigantesca e indigesta patata di un notevole complesso edilizio nel cuore del centro storico, costato una paccata di milioni e travolto da un insolito destino: e cioè quello di non sapere che cosa cavolo ci sta a fare. Analogamente a Palazzo Cerato, sede dell'ex Procura della Repubblica in via Verci, e in prospettiva futura anche a Palazzo Antonibon, sede del vecchio Tribunale, già oggi tenuto in vita artificialmente e col motore al minimo, fino a esaurimento scorte (cause civili arretrate), per decreto ministeriale.
Ma è soprattutto la grande scatola di cemento di nuova costruzione e di avveniristica concezione (by architetto anzi archistar Boris Podrecca) a richiedere un senso della propria esistenza: e dopo la soppressione del circondario giudiziario di Bassano, accorpato a Vicenza, la destinazione d'uso più logica della “cosa” di via Marinali sarebbe il trasferimento in una sede unica degli uffici comunali.
Ma finché gli effetti della riforma della geografia giudiziaria non saranno definitivi - tra commissioni ministeriali di studio per eventuali correttivi alla riforma stessa, ricorsi al Tar e persino un possibile referendum abrogativo - il Comune non trasferirà nei nuovi locali nemmeno un portapenne.
“Non è pensabile cambiare l'originale destinazione del complesso edilizio - aveva dichiarato un paio di settimane fa a Bassanonet l'assessore ai Lavori Pubblici Dario Bernardi - per non compromettere la possibilità di un ritorno degli uffici giudiziari a Bassano.”
E allora campa cavallo: se è vero che gli eventuali e ipotetici correttivi alla riforma - sempre che questi riguardino Bassano - saranno valutati, come ha ribadito il ministro, “entro il biennio previsto dalla legge”, il non luogo di via Marinali resterà tale ancora per lungo tempo.
E il bello è che l'intervento edilizio non è neppure completo in tutti i suoi elementi. Ci sono ancora, tanto per dare qualche esempio, pareti esterne da tinteggiare e scanalature aperte a livello strada da coprire.
L'“incompiuta” riguarda le tre preesistenti e restaurate palazzine delle ex carceri che si affacciano su via Marinali, che nel progetto originale avrebbero dovuto ospitare le sedi degli Ufficiali Giudiziari e dell'Ordine degli Avvocati, oltre ad alcune attività di ufficio residuali. Nel contratto di appalto della Cittadella della Giustizia, le rifiniture esterne e interne dei tre edifici in questione ricadono nella competenza del Comune: chi vivrà, vedrà.
E a proposito di paccata di milioni: quanto è costato, in definitiva, questo attualmente inutile e desolato gingillo?
Anche su questo, prima o poi, bisognerà fare chiarezza.
E' stato sempre detto e scritto che il costo per la collettività del nuovo complesso giudiziario di Bassano ammonta a circa 12 milioni di euro. 11.823.358,86 per la precisione: di cui euro 11.312.744,25 a carico del Ministero della Giustizia ed euro 510.614,61 a carico del Comune di Bassano del Grappa. La somma è indicata nella storica delibera del Comune di Bassano del 7/11/2003 con la quale veniva approvato il progetto definitivo, da eseguire in tre lotti, dei lavori di ristrutturazione dell'ex casa circondariale e di completamento della “Cittadella della Giustizia”.
Dell'importo complessivo, oltre 2 milioni e mezzo (euro 2.582.284,50) sono stati stanziati per la ristrutturazione di Palazzo Cerato, sede della Procura della Repubblica. Il resto - quindi oltre 9 milioni -, per la costruzione ex novo del nuovo Tribunale e degli spazi comuni esterni, più il restauro degli edifici storici lungo via Marinali.
Tuttavia, il documento datato maggio 2013 sullo stato di attuazione dei Lavori Pubblici dell'Ufficio Tecnico del Comune, nella scheda riferita alla Cittadella della Giustizia e riportata nel sito internet dell'Urban Center (www.urbancenterbassano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=92:cittadella-della-giustizia&catid=23&Itemid=221) specifica che l'importo complessivo dell'opera (realizzazione nuovo edificio, realizzazione spazi comuni esterni, restauro edifici su via Marinali) è di 7 milioni e 760.392 euro.
Prendendo il pallottoliere, c'è qualcosa che non corrisponde. I lavori, strada facendo, sono andati al ribasso?
Se così fosse, bisognerebbe riscrivere i termini della questione. Compreso il celebre manifesto del bidone tricolore con lo slogan “A Bassano del Grappa con la chiusura del Tribunale si gettano 12 milioni di euro”.
Anche se quasi 8 milioni di euro per costruire un monumento al nulla non sono proprio bruscolini.

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