Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 12-10-2013 23:28
in Politica | Visto 3.102 volte

MoVimento lento

Gli eletti a 5 Stelle, protagonisti di “Parlamento in piazza” a Bassano, si presentano in conferenza stampa con quasi un'ora di ritardo. Ma poi dicono cose interessanti: compreso un retroscena in Commissione Giustizia sulla riforma dei tribunali

MoVimento lento

Il gruppo dei parlamentari M5S intervenuti a Bassano con alcuni attivisti del M5S Area Pedemontana Veneta (foto Alessandro Tich)

Rieccoli qua, gli ex “dilettanti allo sbaraglio” - com'erano stati dipinti dai media all'inizio della loro avventura parlamentare - della politica nazionale.
Sono una dozzina in tutto, in rappresentanza del plotone dei 160 “cittadini portavoce” del M5S scaraventati dall'ultimo voto delle politiche alla Camera e al Senato.
Li avevamo lasciati a Solagna, per la prima parte del 5 Stelle Day promosso dal coordinamento M5S Area Pedemontana Veneta, di cui riferiamo nel precedente articolo. Ora li rincontriamo a Bassano, con un paio di altri colleghi che si sono aggiunti nel frattempo, per l'intenso pomeriggio - intitolato “Parlamento in piazza” - che il programma della giornata ha loro riservato.
Il quale inizia con una conferenza stampa in sala Tolio. Che a sua volta inizia, rispetto all'orario previsto, con 50 minuti di ritardo. Il che, sommato al ritardo accumulato nella mattina, fa una media di due ore di mancato rispetto nei confronti di chi questi cittadini eletti li ha dovuti attendere.
Ma a Solagna lo scarso tempismo era giustificato dalla forte pioggia della prima mattinata e dalla provenienza degli annunciati ospiti dai quattro angoli del Veneto. Mentre a Bassano il differimento di orario è stato dovuto a un'improvvisa “riunione interna” autoconvocata dal gruppo dei parlamentari al centro giovanile, subito dopo il pranzo.
Notizie importanti da Roma? Decisioni urgenti?
Giovanni Endrizzi, eletto al Senato e membro della Commissione Affari Costituzionali, tranquillizza i cronisti che hanno pazientato nel lungo extra time: “E' stato un normale incontro politico tra di noi. Lavoriamo a Roma dal lunedì al venerdì e i calendari di Camera e Senato sono sfasati, abbiamo approfittato di essere in tanti qui oggi per discutere di alcuni argomenti in agenda.”
“L'iniziativa “Parlamento in piazza” - esordisce il portavoce del M5S Area Pedemontana Veneta Flavio Ferrazzi - è stata voluta dai 12 gruppi della zona dell'A.P.V. per portare la democrazia in piazza e far vedere il nostro rapporto con la cittadinanza, con grande senso di collaborazione e aiuto reciproco. Vogliamo colmare la lacuna comunicativa che nasce dal fatto che tutto quello che è “scandaloso” o apparentemente bizzarro del MoVimento viene enfatizzato dai media, mentre quello che concretamente facciamo viene ignorato.” “E' anche l'occasione - aggiunge Ferrazzi - per presentare il gruppo di Bassano. Stiamo lavorando al programma, con il contributo dei cittadini, per le prossime elezioni amministrative.”
Nel frattempo, dopo sei mesi dalla loro entrata a palazzo, gli eletti a Roma del MoVimento hanno già messo a fuoco le “buone e cattive pratiche” del sistema.
“Il M5S - afferma Enrico Cappelletti, vicentino al Senato, rispondendo a una nostra domanda in merito - è l'esempio concreto che dei semplici cittadini possono fare politica, esattamente come quelli che li hanno preceduti.”
“L'inizio non è stato facile - riconosce il portavoce senatore - bisognava fare la conoscenza di regolamenti, procedure, prassi. Sei mesi ci hanno trasformato.
Il Movimento 5 Stelle non è più quello degli inizi in parlamento: siamo più consapevoli delle difficoltà e opportunità soprattutto attraverso il lavoro nelle Commissioni. Stiamo cambiando un po' dall'interno le istituzioni. Da quando abbiamo introdotto la consuetudine di richiedere il computo del numero legale dei senatori, ad esempio, molti più senatori sono presenti in aula.”
Tempi duri, quindi, per i “pianisti”: i parlamentari che allungano il braccino per premere il pulsante di voto anche per il collega assente. “Votare per sé stessi e per altri è un segno del livello etico dei frequentatori del palazzo - prosegue Cappelletti -. La difficoltà è cambiare la consuetudine accettata sia dal centrodestra che dal centrosinistra, e correlata all'indennità di presenza legata al tasto del voto.”
“Il nostro modo di agire sta scombussolando la politica, perché non abbiamo conflitti di interesse - aggiunge Gianni Girotto, della Commissione Industria del Senato -. La prima categoria produttiva che ha chiesto di incontrarmi, l'associazione delle fonderie, l'ho convocata dopo due giorni. Sono rimasti sorpresi. Mi hanno detto: “Erano 10 anni che cercavamo un incontro con un parlamentare”. Con le associazioni teniamo un rapporto costante, vogliamo che le categorie professionali siano i nostri consulenti tecnici per le iniziative legislative che rispondano alle loro esigenze.”

Riforma dei tribunali: “Il dietrofront clamoroso di Pd e Pdl”

Tra i retroscena di palazzo svelati dagli eletti a 5 Stelle, uno riguarda la riforma della geografia giudiziaria, che ha portato alla soppressione - tra gli altri - del Tribunale di Bassano. E' ancora Cappelletti, nella sua veste di componente della Commissione Giustizia del Senato, a riferirlo ai giornalisti.
“In Commissione - rivela il parlamentare vicentino - c'era la convergenza di centrodestra, centrosinistra e M5S per chiedere un rinvio della riforma, necessaria entro certi limiti. La posizione su cui c'era totale convergenza era questa: andiamo a verificare, tribunale per tribunale, qual è la reale situazione sul territorio per fare una decisione consapevole. Quindi dare tempo al tempo per fare una scelta ponderata. La richiesta di rinvio sarebbe andata in aula al Senato con un ordine del giorno di raccomandazione al governo.”
“Il ministro Cancellieri - continua Cappelletti - è venuta in Commissione dicendo che vuole portare avanti la riforma impostata dal suo predecessore, costi quel che costi. Il ministro si è così messo in contrasto con tutte le forze politiche e non c'è stato modo di ragionare. Abbiamo quindi assistito a un dietrofront clamoroso delle altre forze politiche. Stavamo lavorando a una mozione di sfiducia del ministro, ma Pd e Pdl si sono tirati indietro estraniando M5S e Lega, che da soli non potevano proporre il provvedimento. La questione della riforma della geografia giudiziaria è stata quindi raffreddata e non è più prioritaria.” “E poi si dice - commenta un collega - che il movimento etero-diretto saremmo noi?”.
Sul reato di immigrazione clandestina, oggetto di una reprimenda via blog di Beppe Grillo: “C'è forte volontà di prendere in mano una legge come la Bossi-Fini, coi contributi della rete - spiega il vice capogruppo alla Camera Federico D'Incà - C'è necessità di un nuovo progetto di legge che garantisca sicurezza ai cittadini, eviti i fatti di Lampedusa e persone ingabbiate nei centri di accoglienza. L'emendamento del M5S ha avuto una grande convergenza, perché toglie il congestionamento dalle aule dei tribunali sostituendo la pena con un'ammenda. Ben venga quindi un dibattito per superare la Bossi-Fini, in settimana ne parleremo in un incontro con Beppe.”
Interviene anche Mattia Fantinati, della Commissione Attività Produttive della Camera: “Per venire incontro agli imprenditori - sottolinea - abbiamo fatto la proposta di legge per abolire l'Irap. Fino ad oggi stati fatti Dpr “ad aziendam”, per salvare le grandi imprese come Telecom e Alitalia. Bisogna invece aiutare le PMI. L'abolizione dell'Irap troverebbe copertura smettendo i finanziamenti a pioggia. E' quello che ci chiedono le imprese e anche le Conf, Confindustria compresa. Dei 35 miliardi all'anno di finanziamenti, 4 restano inutilizzati. E' il gettito che garantirebbe l'abolizione Irap per le microimprese, con meno di 10 dipendenti e fino a 2 milioni di fatturato.”
Il messaggio finale lo lancia il battagliero Alberto Airola, torinese, ex cameraman oggi in Commissione vigilanza Rai, che a fronte del rifiuto da parte del commissario Vernizzi di mostrare gli atti della Superstrada Pedemontana Veneta ai parlamentari M5S che ne hanno fatto richiesta traccia un parallelo con “l'opposizione a qualsiasi trasparenza” riguardo agli atti dell'Alta Velocità in Val di Susa: “Basterebbe la trasparenza - afferma - a cambiare radicalmente questo Paese.”

Ci vediamo in piazza

Ma questo è solo l'inizio del pomeriggio full immersion dei “cittadini portavoce” in città. I quali, subito dopo la conferenza stampa, incontrano una delegazione delle categorie economiche bassanesi: coi presidenti mandamentali di Confcommercio Luca Chenet, di Confartigianato Sandro Venzo, di Apindustria William Beozzo e degli albergatori Roberto Astuni.
Tutto è nato dall'interesse del blog di Beppe Grillo riguardo al problema degli aumenti impazziti della Tares segnalato da Astuni e quindi da un articolo di Bassanonet.
Il già citato deputato Fantinati della Commissione Attività Produttive ha pertanto invitato “Mister Tares” (come lo abbiamo ribattezzato noi, e come ormai è conosciuto Astuni anche negli ambienti della politica) e i presidenti di categoria - unica assente, Confindustria - per ascoltare le loro istanze e informarli sulle iniziative di legge in corso.
Dopodiché “Parlamento in piazza” si trasferisce finalmente in piazza Libertà, per una non stop dalle 17.30 alle 20 coi cittadini eletti del MoVimento che intervengono a turno al microfono sul palco e incontrano separatamente i cittadini elettori nei rispettivi gazebo, ciascuno dei quali dedicato alle tematiche della specifica Commissione parlamentare di cui fanno parte.
Un'iniziativa lodevole che tuttavia, lontana dagli echi della campagna elettorale e dai tuoni e fulmini dei comizi di Grillo, viene accolta da una città che sembra più vivamente indifferente che vivamente interessata.

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