Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 06-09-2013 12:56
in Attualità | Visto 2.492 volte

Trattato di Parcheggiologia

Il “principio del minimo sforzo” applicato nel parcheggio di un'autovettura al Prato 2 a Bassano

Trattato di Parcheggiologia

Foto Alessandro Tich

Ho deciso: quando ne avrò il tempo e il modo, dovrò scrivere un trattato di Parcheggiologia.
Di cosa si tratta? E' una nuova scienza che studia la psicologia e le abitudini del parcheggio, con particolare riferimento al significativo habitat stradale di Bassano del Grappa.
Come l'Etologia studia il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale, così la Parcheggiologia analizza l'istinto primordiale dell'Homo Sapiens Movens, e cioè dell'uomo che si muove al volante di un'automobile, nei confronti del suo contesto di riferimento: una nicchia ecologica costituita da strisce blu a pagamento assolutamente da evitare e da strisce bianche gratuite assolutamente da occupare.
Neanche queste ultime, tuttavia, rappresentano sempre e comunque l'opzione prioritaria dell'Homo Movens bassanese.
Questa mattina, infatti, ho parcheggiato la mia macchina al Prato 2, il parcheggio gratuito ex “Annette” collocato a ridosso di via S. Anna e di Prato Santa Caterina, a due passi dal centro storico. Non ho avuto problemi a parcheggiare l'auto: c'erano posti liberi a volontà. Al Prato 2, del resto, eccezion fatta per le mattine di mercato, uno spazio libero a strisce bianche lo si trova praticamente sempre.
Ma ecco che, mentre mi apprestavo ad uscire dal posteggio, è arrivata un'auto il cui conducente, pur vedendo l'ampia disponibilità di parcheggi, si è fermato proprio accanto all'uscita e ha fatto manovra per lasciare la vettura - come vedete nella nostra foto - in area non consentita, attaccata al muretto e al paletto di delimitazione, a un metro dall'uscita medesima.
L'Homo Movens in questione, un baldo giovanotto, si è quindi incamminato in direzione del centro senza neppure lo sforzo di percorrere quella qualche decina di metri in più che avrebbe dovuto fare a piedi nel caso avesse parcheggiato regolarmente.
Un comportamento interessante - condiviso, ad esempio, da altri frequentatori motorizzati del centro che per non consumare troppo le suole delle scarpe ambiscono a lasciare l'auto in Ztl a tutti i costi - e per questo degno di studio.
Ci viene incontro, in tal senso, un raffronto con la stessa Etologia e il suo “principio del minimo sforzo”: gli animali, per arrivare al cibo e all'acqua e conservare le energie necessarie all'approvvigionamento, fanno il percorso più semplice e meno dispendioso.
Da cui la prima legge, appunto quella del minimo sforzo, della Parcheggiologia bassanese: ogni metro risparmiato, rispetto alla destinazione in centro storico, è un soldo guadagnato.
Meditate gente, meditate.

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