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Politica

Con Oscar o senza Oscar

Bassano: visita al gazebo elettorale di Fare per Fermare il Declino, il giorno dopo le dimissioni del leader Oscar Giannino. “Il modo in cui il partito ha gestito questa situazione di crisi è stato un segno di coerenza e di maturità”

Pubblicato il 21 feb 2013
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Loro, la faccia, ce la mettono comunque. Anche e soprattutto in queste ore di tsunami - a soli quattro giorni dal voto - che hanno visto Fare per Fermare il Declino finire sulle prime pagine dei giornali non per i contenuti del suo programma elettorale, ma per l'incredibile mazzata capitata al suo leader Oscar Giannino, costretto a dimettersi da presidente del partito, restando comunque il candidato premier, per l'assurda vicenda del suo curriculum di studi taroccato.
E così, questa mattina, nell'ultimo giorno di mercato prima del silenzio elettorale, tra tutti i gazebo elettorali allestiti in fila indiana in via Verci a Bassano del Grappa, c'erano anche loro: i due candidati alla Camera di “Fare” Aldo Agostini, di Bassano e Elisa Baù, di Tezze sul Brenta che assieme ai volontari e agli attivisti del movimento hanno continuato a distribuire ai cittadini i volantini col programma della lista.
“E' un momento difficile, ma lo abbiamo superato - ci dice Elisa Baù -. Oscar Giannino si è dimesso e ha chiesto scusa. Penso che il modo in cui il partito ha gestito questa situazione di crisi, con la nomina di Silvia Enrico a nuovo coordinatore nazionale, sia stato un segno di coerenza e di maturità. Fare per Fermare il Declino non è solo Oscar Giannino, ma siamo noi: io candidata e tutti i volontari che da mesi si impegnano per portare avanti il nostro programma che è un programma valido, scritto da Oscar Giannino ma anche da altri economisti competenti, tra cui Michele Boldrin.”

I candidati Elisa Baù (terza da sinistra) e Aldo Agostini (quarto da sinistra) con gli attivisti al gazebo di "Fare" in via Verci (foto Alessandro Tich)

“E' un brutto momento - afferma Aldo Agostini -, però sul nostro simbolo non c'è Oscar Giannino. Non siamo mai stati un partito leaderistico e personalistico. In questo momento di difficoltà il nostro punto di riferimento è il programma. Noi andremo avanti assolutamente, indipendentemente dal risultato delle elezioni, forti anche dell'attestazione di solidarietà da parte delle persone. Il nostro movimento ha 25mila militanti e sono quasi 100mila i firmatari del manifesto. Il movimento non è proprietà di Giannino o di Zingales, ma è proprietà di tutti.”

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