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SPV, appello alle istituzioni
Dopo la sentenza del Tar il coordinamento per la Pedemontana alternativa Co.Ve.P.A. invita la Regione a avviare un confronto pubblico per la revisione del progetto dell'infrastruttura. “Importante il ruolo del Comune di Bassano”
Pubblicato il 03 gen 2012
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“Invitiamo le istituzioni regionali ad accantonare ogni proposito bellicoso contro le istanze dei cittadini”.
Il Co.Ve.P.A. (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa), che raggruppa i comitati e le associazioni che a vario titolo si oppongono all'attuale progetto della SPV a favore della realizzazione di una Pedemontana “sostenibile”, sceglie nuovamente la città di Bassano per presentare la sua nuova iniziativa.
Il tutto a pochi giorni dall'esplosione della “bomba di fine anno” che azzera di fatto - nonostante il governatore Zaia e il commissario Vernizzi sostengano il contrario - tutto l'iter che ha portato all'apertura dei cantieri per la costruzione della superstrada a pedaggio: ovvero la sentenza, del cui dispositivo ci occupiamo ampiamente in un nostro precedente articolo (notizie.bassanonet.it/attualita/10055.html) con la quale il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso di un singolo residente di Loria, ha dichiarato illegittima la decretazione dello stato di emergenza viaria, firmata dal Presidente del Consiglio Berlusconi, che ha portato alla nomina del commissario di governo Vernizzi e a tutti i conseguenti atti e provvedimenti inerenti l'approvazione del progetto definitivo della SPV e dei relativi elaborati di progetto.
L'incontro del Co.Ve.P.A. al Caffè dei Libri in città
Le acque, sulla questione, sono agitatissime: la Regione Veneto ha annunciato che ricorrerà in appello al Consiglio di Stato per richiedere la sospensiva e quindi l'annullamento della sentenza del Tar.
Ma altri sei ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale, sempre in tema di Superstrada Pedemontana Veneta, sono tuttora in pendenza e ancora il Tar del Lazio li prenderà in esame a partire dal prossimo 25 gennaio.
Per questo motivo il Co.Ve.P.A. lancia un appello alle istituzioni - Regione Veneto in primis - chiedendo a tutti gli “attori” interessati di fermare le bocce e riavviare un confronto per “sciogliere il nodo della mobilità pedemontana realizzando una struttura moderna e contemporanea”.
Il documento del Co.Ve.P.A. è stato presentato oggi in un incontro al Caffè dei Libri in città dai due portavoce Massimo Follesa e Francesco Celotto.
Presente all'appuntamento, fra gli altri, anche il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione Sinistra Veneta) che farà da tramite tra il coordinamento e istituzioni regionali. Previsti già due incontri in consiglio regionale, il 18 gennaio e il 2 febbraio, nel corso dei quali l'appello sarà direttamente presentato agli amministratori veneti. “Lo scopo - informano i promotori - è quello di aprire una partita legata alla finanziaria regionale”.
L'appello dei comitati
“Il Co.Ve.P.A. - si legge nel testo dell'appello alle istituzioni - chiede alla Regione Veneto, al presidente della giunta, agli assessori e a tutto il consiglio regionale di avviare un confronto pubblico per una revisione del progetto dell'infrastruttura; la sentenza del Tar non ha affatto annullato il progetto e l'affidamento al vincitore della gara, ma lo ha riportato alla fase preliminare. Quindi l'ing. Vernizzi non può sostenere che la sentenza ha annullato il progetto tout court, né quindi può sostenere che il concessionario incaricato di realizzare l'opera possa richiedere risarcimento dei danni a causa della sentenza. Semmai l'illegittima dichiarazione di emergenza viaria ha incardinato una serie di costi aggiuntivi, che non si sarebbero dovuti sostenere e quindi potrebbe configurarsi il danno erariale. Di questo dovrebbero eventualmente preoccuparsi le istituzioni regionali e le persone che le rappresentano.”
“Chiediamo un confronto in ambito istituzionale - prosegue il documento - con tutte le parti interessate del territorio pedemontano delle province di Vicenza e di Treviso, in quanto portatori di interessi legittimi e trasparenti. Tra questi i primi devono essere associazioni e comitati territoriali di cittadini, rappresentanti locali delle forze economiche, amministratori locali, rappresentanti politici locali, sull'esempio delle migliori pratiche già da tempo adottate nei Paesi del nord Europa.”
“L'obiettivo che proponiamo - specifica il testo - è la modifica del sistema economico finanziario e della proposta di progetto che il Commissario ha voluto attuare in deroga alle leggi ordinarie. Siamo convinti che ciò può avvenire, pur facendo salvi gli obblighi economici verso il legittimo esecutore, dando risposte alle vere esigenze di mobilità della fascia pedemontana veneta.”
Vengono quindi lanciate le seguenti proposte: riduzione del tracciato da 94 a 70 km con l'annullamento del primo lotto, ovvero del tratto tra Thiene e Montecchio; riuso dei sedimi esistenti e realizzazione strada a scorrimento veloce nel trevigiano; massima permeabilità al traffico locale con tre sole barriere di esazione per il traffico a lunga percorrenza; connessione dell'infrastruttura alle ferrovie esistenti; progettazione degli scambi merci strada-rotaia su tre assi ferroviari nord-sud (Val d'Astico, Valbrenta, Belluno-Venezia); verifica su basi contemporanee del Piano di Fattibilità, del Piano Economico Finanziario e della Convenzione Economica; verifica di rispondenza della VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) sul progetto definitivo.
Occhi puntati sui sindaci
Particolarmente duro sull'argomento SPV è Egidio Bicego, ex sindaco di Villaverla, Comune attualmente commissariato.
“E' giusto - dichiara - parlare dello smantellamento della Gasparona da Bassano a Sarcedo e della demenziale scelta di deflettere verso sud all'altezza di Sarcedo il tracciato della SPV con tutto ciò che ne consegue: peggioramento della viabilità ordinaria esistente, con un numero spropositato di rotatorie tra Sarcedo e Bassano per collegare i vari tratti complanari; spreco di territorio agricolo fertile; irresponsabile eccessivo avvicinamento a centri abitati (il tracciato a Villaverla grida vendetta); allontanamento dell'infrastruttura dal centro produttivo dell'Alto Vicentino, col continuum industriale tra Thiene e Schio, e tutto ciò in aperto contrasto con le indicazioni della Conferenza dei Servizi di Castelfranco e con quanto consigliato nella delibera di approvazione del preliminare da parte del CIPE nel 2006. L'impiego della Gasparona trasformata in vera superstrada avrebbe consentito di evitare queste nefandezze.”
Bicego sa di affrontare un tema che per i sindaci del territorio è un campo minato: la caduta della sua Amministrazione, lo scorso giugno, è stata causata dalle dimissioni della maggioranza, in contrasto con lui proprio per la sua ferma opposizione all'attuale progetto della Pedemontana.
Ma per il coordinamento, il ruolo dei sindaci per la ridefinizione condivisa di una Pedemontana sostenibile diventa centrale.
“I sindaci non hanno avuto la forza di un singolo cittadino, andando a mendicare dal Commissario solo modifiche o aggiustamenti relativi agli interessi dei propri Comuni - sostiene Elvio Gatto, dei Comitati Viabilità Sostenibile Trevigiani-Co.ve.P.A. -. Mi auguro che questa sentenza dia l'occasione ai sindaci di lavorare assieme e con maggiore approfondimento.”
“Il senso del ricorso è chiaro - aggiunge l'ing. Alberto Baccega - ed è semplicemente quello di far rispettare la legge. La sentenza del Tar punta il dito sul comportamento “surrettizio” della decretazione d'urgenza. La parola “surrettizio” vuol dire questo: tu mi dici una cosa e invece ne fai un'altra. Anche le istituzioni, come noi cittadini, devono rispettare la legge. I sindaci che sottostimano questo profilo fanno una figura paragonabile a questi signori.”
Ed è a questo punto che dal cappello a cilindro del Co.Ve.P.A. spunta una richiesta diretta al Comune di Bassano del Grappa.
“L'Amministrazione di Bassano - affermano i promotori - è collocata nel punto centrale dell'asse pedemontano, il suo sindaco e i suoi amministratori devono ascoltarci. Chiediamo e auspichiamo che sia proprio Bassano ad aprire un tavolo di confronto con gli altri enti locali su questo argomento.”
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