Pubblicato il 09-03-2010 00:09
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Prezzi e beni di consumo: la parola ai commercianti

Rese note le cifre del "Paniere dei prezzi 2009", l'indagine dell'Umce sui prezzi di vendita al dettaglio di prodotti alimentari di largo consumo

Prezzi e beni di consumo: la parola ai commercianti

I membri del direttivo Umce durante la conferenza stampa

E' una situazione nel complesso incoraggiante quella descritta dall'Unione del Commercio di Bassano del Grappa nel "Paniere dei prezzi 2009": l'indagine di mercato, inaugurata nell'ottobre 2008, tasta il polso all'economia del territorio concentrando la propria analisi sui consumi di frutta, verdura ed altri generi di largo consumo.
Prendendo come campione una gamma di 30 prodotti di diverso tipo e distribuzione, i cui consumi sono stati osservati da ottobre 2008 a dicembre 2009, è stato possibile realizzare una banca dati utile a comprendere come le famiglie bassanesi stiano vivendo questa difficile congiuntura economica.
"I fortissimi aumenti (ndr. fino al 300%) di pasta e pane che erano stati prospettati tempo fa non si sono verificati: sono i dati concreti a dimostrarlo. In un anno - spiega Daniele Fietta, Presidente della categoria degli Alimentaristi dell'Umce - gli aumenti sono stati dello 0,02%. Rispetto alle province limitrofe, poi, a Bassano il prezzo medio di un chilo di pane resta il più basso: 2,54 euro rispetto ai 3,48 di Treviso o i 3,29 di Padova. Non c'è nessun intento autocelebrativo nell'analisi di queste cifre, ma solo la volontà di analizzare le spese che tutti noi nella quotidianità ci troviamo ad affrontare".
Sono anche le modalità di consumo ad essere cambiate profondamente: aumentano vertiginosamente gli acquisti nel settore dell'hi-tech, diminuiscono quelli in ambito alimentare. Il consumatore medio sembra disposto a rinunciare a tutto pur di ritrovarsi tra le mani l'ultimo modello di telefonino o lettore mp3. Senza contare, poi, i vertiginosi aumenti di tasse e tariffe riguardanti trasporti e servizi, fenomeno verificatosi sull'intero territorio nazionale.
"In un momento in cui il comparto alimentare segna un complessivo ribasso dei prezzi, soprattutto nel settore ortofrutticolo - spiega Riccardo Celleghin, Direttore dell'Umce - il potere d'acquisto delle famiglie viene comunque ridotto dagli aumenti in ambito tariffario e tassativo. Rispetto alla tendenza su scala nazionale, osservando l’indice ISTAT, nel bassanese si assiste ad un calo dei prezzi dell'1,4%".
"Il consumatore di oggi è un consumatore più attento, - spiegano Manuel Grigoletto e Stanislao Dal Monte, Presidenti Umce rispettivamente delle categorie 'Frutta e verdura' e 'Macellai' - che compra solo quello di cui ha bisogno, senza lasciarsi andare ad acquisti superflui. In un contesto di questo tipo il ruolo del negoziante è quanto mai prezioso: è a lui che il consumatore si affida per avere consigli sul tipo di prodotto da comprare. La situazione del mercato bassanese è contraddistinta da una qualità media molto alta, spesso il consumatore viene qui a fare i propri acquisti da comuni o province limitrofe".
Ad uscire vittorioso dal ritratto stilato dall'indagine di mercato dell'Umce è, ancora una volta, il negozio tradizionale: questo tipo di attività commerciale viene ancora vista come unica garanzia per acquisti di qualità, come confermano i dati relativi alle ultime festività natalizie.

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