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Il profumo del legno impregna il visitatore sin dall'ingresso della mostra, nell'ala laterale di Palazzo Bonaguro che porta alle cantine dell'edificio.
Un tocco olfattivo che rievoca antiche sensazioni e che ti fa voglia di trovare, come nelle vecchie taverne, un bicchiere di vino e una fetta di pane e sopressa. Perché quello che si racconta nel nuovo allestimento dei sotterranei del Palazzo è il legno della storia: vero e proprio cordone ombelicale delle passate generazioni tra il Trentino, la Vallata e il Bassanese.
E' il piccolo mondo antico di “Un fiume di legno”: la mostra itinerante sulla fluitazione del legname dal Trentino a Venezia che dopo Fiera di Primiero e Fonzaso fa tappa a Bassano del Grappa. La rassegna - realizzata dal Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino con la Comunità di Primiero e dall'Associazione InVeneto e promossa dall'assessorato alle Attività Culturali e Museali del Comune di Bassano - illustra, con immagini e ricostruzioni, la secolare attività del trasporto del legname che scendendo dai torrenti alpini Primiero e Vanoi e confluendo nel torrente Cismon arrivava, lungo il Brenta, fino alla laguna di Venezia.
Chi era il "menadàs"? Ce lo spiega la mostra a Palazzo Bonaguro
Aperta al pubblico dal 9 aprile al 22 maggio prossimi (inaugurazione venerdì 8 aprile alle 18 nel salone degli specchi di Palazzo Bonaguro), la mostra accompagnerà i visitatori alla scoperta di un mondo ormai definitivamente scomparso ma che per lungo tempo, fino alla Prima Guerra Mondiale, ha costituito una delle voci più rappresentative dell'economia locale. Nelle sale espositive sono presentate le figure principali della dura catena di lavoro legata al taglio del legname e al suo trasporto. Nomi quasi ormai scomparsi dal vocabolario: il boschiere, il segantino, il conduttore, lo zattiere e il menadàs, che era l'addetto alla conduzione dei legnami lungo il Cismon.
Si rievocano gli attrezzi del mestiere: dalla scure, o manera, alla sega fino al “zapìn”, che veniva usato per la movimentazione dei tronchi. Si spiegano i segreti della condotta dei legnami, della fluitazione libera e legata, delle segherie alla veneziana e non. Ci sono anche i sassi del Brenta, e un'interessante sezione sulle unità di misura: tutto il lavoro dei segantini, veri e propri maestri d'ascia, era calcolato sul “piede veneto” - pari a 34,7 cm. - e le “taie”, cioè le “taglie” dei tronchi dovevano corrispondere a 12 piedi veneti, ovvero 4 metri e 17 centimetri.
Nella mostra, di indubbio valore didattico, si impara questo ed altro. C'è anche una sezione “personalizzata” dedicata a Bassano del Grappa, con l'esposizione - a cura della sezione Naturalistica del Museo - di 15 fogli, con altrettante specie di piante erbacee e fiori di palude, provenienti dall'inestimabile Erbario Parolini, raccolto e catalogato nell'Ottocento dall'illustre botanico bassanese.
“Si tratta di 15 specie spontanee della sponda del Brenta - spiega, nella conferenza stampa di presentazione della mostra, la direttrice del museo Civico Giuliana Ericani -. 6 di queste specie, oggi, sono o estinte o non più reperite.”
In mostra anche la preziosa “Mappa Dapontiana” di Bassano, realizzata da Francesco e Leandro Bassano, che con minuziosa precisione topografica illustra la città di Bassano e la fluitazione delle zattere sotto le stilate del Ponte Vecchio.
E ancora lo stesso Ponte Vecchio, nella stessa sala della rassegna, viene riproposto nel famoso modellino in legno scala 1:20 realizzato nel 1975 da Terenzio Bonato di Pove del Grappa.
“Poche mostre come questa - afferma l'assessore alla Cultura Carlo Ferraro - sono in grado di presentare un territorio attraverso il racconto, con tante storie che si legano anche all'economia del nostro passato.”
“Questa sede - aggiunge Roberto Vinante del Parco Naturale Paneveggio - si presta benissimo alla nostra mostra. Questa rassegna è rimasta nei magazzini per qualche anno, poi l'abbiamo esposta con successo a Fiera di Primiero e Fonzaso. Bassano è uno snodo importante per poi arrivare all'ultima tappa del nostro viaggio, e cioè Venezia.”
Il legno, nell'interessante esposizione, è ovunque. Persino i sedili per i visitatori, nelle sale, sono ricavati da cassette di legno messe a disposizione dallo sponsor: un'industria di pallets di Solagna. Che ha realizzato, con gli stessi pallets, anche una piccola e originale “arena” per il pubblico e le scolaresche, di fronte alla quale è inoltre allestito un pannello con le sorprendenti tavole dell'artista berlinese Roswitha Asche che raffigurano in modo originale il corso del Brenta.
Il Museo Civico di Bassano metterà a disposizione di “Un fiume di legno” le proprie guide del servizio Naturalistico e della Biblioteca per visite guidate e gratuite.
Venerdì 6 maggio alle 20.30, sempre a Palazzo Bonaguro, sarà inoltre presentato il libro “Memorie di Angelo Negrelli” a cura della direttrice Ericani e dell'autore Ugo Pistoia: un volume che ripercorre la figura del grande commerciante di legnami e deputato di Primiero, vissuto a cavallo tra i 7' e l'800, a cui la mostra dedica doverosamente una delle sue sezioni.
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