Pubblicità

Fondazione The Bank

Pubblicità

Fondazione The Bank

Laura VicenziLaura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

Life & Style

Jeans a “effetti speciali”

Non una questione di sfumature, ma di diritti umani. La nuova campagna promossa contro la sabbiatura dei jeans coinvolge anche le aziende del territorio

Pubblicato il 15-02-2011
Visto 5.366 volte

Pubblicità

Fondazione The Bank

E’ partita in tutto il mondo la campagna internazionale per l’abolizione dei jeans sabbiati promossa da CCC (Clean Clothes Campaign) e Fair Trade Center e sostenuta in Italia da www.abitipuliti.org/ e da www.faircoop.it/. “Non è una questione di gusti” - dicono i promotori - "ma di diritti umani: il sandblasting, la tecnica usata per la sabbiatura del denim, può provocare in fase di produzione la silicosi". La sabbiatura applicata a un tessuto denim allo scopo di conferirgli un aspetto vissuto è un processo relativamente nuovo per l’industria dell’abbigliamento, ma la tecnica come tale è conosciuta e importata dall’industria mineraria e delle costruzioni. Il sandblasting consiste nello sparo ad aria di sabbia ad alta pressione, l’operaio può manovrare il getto in maniera molto precisa e calibrata e creare effetti diversi che possono essere ottenuti allungando o abbreviando il tempo di esposizione del tessuto al getto, effetti graditi all’occhio e al mercato, meno graditi ai suoi polmoni se l’ambiente di lavoro non è posto sicurezza e “certificato”. Nei laboratori di sabbiatura della produzione collocata in Paesi come Cina, Bangladesh, Egitto, Brasile, Messico, i controlli sono scarsissimi e le precauzioni inadeguate: gli operai lavorano a mani nude, senza tute o mascherine, il rischio di contrarre la silicosi, spesso in forma acuta, è alto, e mortale. La Turchia ha proibito il sandblasting dal marzo 2009, dopo le denunce di sindacati e associazioni per i casi di morte imputabili all’operazione. Levi-Strauss e H&M hanno annunciato che smetteranno di vendere jeans sabbiati, Gucci ha preparato una strategia per abolire il sandblasting dalle sue fabbriche. Sembra, a detta della stampa nazionale e dei promotori della campagna, che ci sia ancora silenzio da parte di Armani, Cavalli, Dolce&Gabbana, Diesel, Replay. Sono attese anche sul territorio proposte/rassicurazioni/risposte da parte delle aziende di casa nostra.

Pubblicità

Fondazione The Bank

Più visti

1

Politica

10-01-2026

"Ambulatori post-vaccino": è guerra aperta

Visto 9.260 volte

2

Attualità

08-01-2026

Mercatini, bilancio d'oro

Visto 9.076 volte

3

Attualità

09-01-2026

Polizia Locale, scatta il nuovo corso

Visto 8.889 volte

4

Attualità

09-01-2026

Polizia Locale, è caos post-Unione

Visto 8.703 volte

5

Politica

11-01-2026

Polizia Locale: «Basta fake news sulla sicurezza»

Visto 8.194 volte

6

Geopolitica

12-01-2026

Perché Israele ha riconosciuto il Somaliland?

Visto 5.801 volte

9

Incontri

10-01-2026

A Palazzo Roberti e al Vinile, il David Bowie Bash

Visto 3.646 volte

10

Teatro

09-01-2026

Quando è Scandalo

Visto 3.574 volte

1

Attualità

20-12-2025

Verso la riapertura del Caffè Italia

Visto 12.059 volte

2

Politica

24-12-2025

Manovra di bilancio, fondi a Bassano

Visto 10.117 volte

4

Attualità

21-12-2025

Agrovoltaico, cresce la contestazione a Rosà

Visto 9.959 volte

5

Attualità

20-12-2025

Scacco al degrado

Visto 9.905 volte

6

Attualità

24-12-2025

Ztl, stretta festiva in centro storico

Visto 9.899 volte

7

Cronaca

20-12-2025

Cassola, tolleranza zero sull'azzardo

Visto 9.781 volte

10

Politica

10-01-2026

"Ambulatori post-vaccino": è guerra aperta

Visto 9.260 volte