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Laura Vicenzi

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Giornalista
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Girone radioattivo

Giovedì 20 gennaio al Caffè dei Libri va in scena il teatro con una performance che rievoca nel 25° anniversario il disastro di Cernobyl

Pubblicato il 17 gen 2011
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Al Caffè dei Libri giovedì 20 gennaio arriva il teatro. Elisa Geremia e Michele Gregori propongono “Girone radioattivo” una performance teatrale che rievoca il disastro di Cernobyl nel 25° anniversario della tragedia. Non si tratta di una commemorazione, lo spettacolo intende riportare alla luce il ricordo attivo dell'incidente, un evento che ha rappresentato la fine di un mondo e l’inizio di un altro in Unione Sovietica e non solo. Molti hanno nitidi nella memoria quei giorni della primavera dell’ 86 in cui si è stati invitati a bere latte, a non mangiare le verdure dell’orto e a lavare bene i pavimenti di casa, come se ciò potesse bastare a scongiurare il pericolo e la radioattività. Per le persone giovani che in quegli anni erano appena nate Cernobyl rappresenta un fatto remoto, diventa familiare solo quando si sente parlare di ospitalità ai bambini di Cernobyl, ragazzini pallidi che trascorrono qualche settimana in Italia e anche nelle nostre zone per respirare un po’ d’aria buona, come si diceva una volta quando si mandavano i figli in colonia al mare o in montagna. Le informazioni sull’attuale situazione in Ucraina, Bielorussia e Russia non sono facili da decifrare, soprattutto perché da decenni sono in corso ricerche promosse da enti legati al nucleare spesso interessati a minimizzazione il rischio radioattivo. In rete del resto, per tornare all’attualità, ci sono tracce di un recente gravissimo incidente nucleare in Africa, si parla dell’11 dicembre, ma non si trovano comunicati ufficiali sugli organi di stampa italiani. E’ importante per chi narra mettere in evidenza anche la parte meno scientifica, ma non meno importante, delle conseguenze di disastri di questo tipo, un aspetto che investe l’antropologia e riguarda l’annientamento dell’affettività e del senso di appartenenza nei confronti della propria terra. Lo spettacolo accompagna anche in questo girone, mette in luce l’aspetto umano del dramma.
“Voglio raccontare di come mia nonna ha detto addio alla nostra casa. Ha chiesto a mio padre di portare fuori dalla dispensa il sacco del miglio e l’ha sparso in giardino: ‘Per gli uccellini del buon Dio!’. Ha raccolto le uova in un paniere e le ha lasciate qua e là sull’aia: ‘Per il nostro gatto e per il cane’. Ha anche affettato per loro del lardo. Ha svuotato tutti i suoi sacchettini di semi di carota, zucca, cetriolo, nigella… e anche diversi fiori… E li ha sparpagliati per l’orto: ‘Che vivano nella terra!’. E poi si è inchinata davanti alla casa… si è inchinata davanti alla rimessa… ha fatto il giro del frutteto inchinandosi davanti ad ogni albero di melo”. Svetlana Aleksievic, “Preghiera per Cernobyl”, e/o edizioni.
L’appuntamento a Vicolo Gamba ha inizio alle ore 21 ed è a ingresso libero.

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