Pubblicato il 10-01-2021 09:25
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Modalità lettura 2 - n.0

Inaugura oggi l'edizione 2021 della rubrica di Bassanonet dedicata ai libri e alla lettura, protagonista il romanzo di Kent Haruf che porta il titolo: La strada di casa

Modalità lettura 2 - n.0

Fabio Cremonesi, traduttore di Kent Haruf, a Rovigoracconta 2020

N.0 in questo 10 gennaio per Modalità lettura, la rubrica di Bassanonet dedicata ai libri giunta quest'anno alla terza edizione. Periodicamente saranno pubblicati testi riguardanti opere uscite di recente, o riedite, guardando anche a libri presentati sul territorio a cura di librerie, biblioteche, associazioni culturali, gruppi di lettura e nuovi libri scritti da autori locali. Per partecipare, potete inviare le vostre recensioni all'indirizzo laura@bassanonet.it; i testi saranno vagliati a cura della Redazione e pubblicati nel canale “Cultura” con in chiaro il nome dell’autore.

La strada di casa (NN Editore, 2020, 192 pagine, 18 euro) è in realtà il secondo romanzo, dopo Vincoli, di Kent Haruf. Lo scrittore statunitense famoso per la trilogia detta Canto della pianura lo scrisse nel 1990; in Italia il libro arriva solo quest’estate, sei anni dopo la morte del suo autore, tradotto da Fabio Cremonesi. Una recente classifica di qualità a cura de la “Lettura” del Corriere della Sera, arrivata alla nona edizione, l’ha proclamato il miglior libro dell’anno. Vincitore di altri numerosi premi, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation, il romanzo ha due personaggi principali, Jack e Jessie Burdette, marito e moglie le cui vicende incendiano la vita incartapecorita della cittadina in cui abitano. Sono raccontati dal narratore Pat Arbuckle, direttore del giornale locale, ma il protagonista vero è senz’altro il paese che si affaccia tra le pagine: Holt. Luogo immaginario somma di altri luoghi affini del Colorado, nel centro degli Stati Uniti, situato nei pressi delle Montagne Rocciose — ma da cui le montagne non si vedono, è più volte ribadito — Holt è un luogo di pianura che narra un’America provinciale dove affiorano stili di vita appartenenti al passato insieme a inquietudini che parlano al presente di decadenza e di disfacimento della vita sociale e civile. Il senso della giustizia, scrive il traduttore nella nota inserita a fine romanzo, è uno dei temi cardine del romanzo, che senza disvelamenti sulla trama procede a tappe su binari da treno merci verso stazioni col cartello restitution (risarcimento).
Nel corso della lettura sembrano susseguirsi tanti fermo-immagine alla Hopper, che inquadrano l’interno di Cafè e Diner anni Sessanta, dove girano grandi bricchi di caffè e ciambelle calde insieme a chiacchiere velenose, o altrove sguardi fissi senza preghiera ai grandi orizzonti della pianura americana. Gli abitanti della cittadina, con le loro chiusure e il loro malessere, si muovono in questi paesaggi con ritmi e passi sempre uguali, come statuine di un presepe. Ogni tanto il meccanismo si inceppa, o partono dei botti da fuochi d’artificio e qualcuno finisce per farsi male. C’è un senso di oscurità che pervade ogni cosa, anche nei momenti in cui Haruf mette in scena situazioni e personaggi positivi, che inteneriscono per la loro semplicità da film western, sottese emergono la malinconia, il senso della perdita, il disorientamento. “La strada di casa” viene percorsa da Jack Burdette, che dopo otto anni ricompare d’improvviso a Holt, è lui che ha sempre creato scompiglio, il vento da tornado che ogni tanto, a sorpresa, spazza la cittadina; la sua vita sempre in corsa e controcorrente ha fatto incrociare le strade di tante persone provocando incidenti gravi e mortali. Eppure, anche senza Jack, anche quando lui era lontano, un odore di marcio, di decomposizione percorreva da tempo i sentieri e vie del centro di questo paesino del Colorado, infangandone la bellezza del tutto acqua e sapone.
La scrittura di Haruf ha uno stile lineare, semplice, il libro si legge in un paio d’ore, giusto il tempo di far sedimentare questo luogo immaginario dai cieli sterminati e sereni ma popolato di inquietudine nei nostri pensieri, e di far venire la voglia di ritornarci.

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