Ultimora
13 Jul 2026 09:22
Incendio distrugge il capannone dell'azienda del sindaco di Malo
12 Jul 2026 15:56
Identificato il giovane trovato morto in un canale, ipotesi incidente
12 Jul 2026 12:47
Stefani, 'inaccettabile censura imposta dall'Ue alla Biennale'
12 Jul 2026 10:38
Esce di strada e muore, quinta vittima da marzo sulla statale Romea
11 Jul 2026 17:50
Muore precipitando col parapendio nel Trevigiano
11 Jul 2026 17:08
++ Disperso dopo il bagno con i figli nel fiume, un bimbo gravissimo ++
13 Jul 2026 10:23
ANSA a Napoli per la terza tappa di Italia innovativa
13 Jul 2026 10:37
Hanno terrorizzato Palermo per mesi, in cella la banda dei kalashnikov
13 Jul 2026 09:55
Tracce di Dna raccontano le contaminazioni recenti della Sindone
13 Jul 2026 10:21
Fish 'le riforme approvate non possono restare sulla carta'
13 Jul 2026 09:54
Parkinson, trapianto di staminali nel cervello di 8 pazienti
13 Jul 2026 10:29
Incendio in un pub di Bangkok: 27 morti e oltre 60 feriti
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Il lungo viaggio di Anagoor
In scena ieri sera, al Castello degli Ezzelini, un'attesa coproduzione Operaestate Festival firmata Anagoor
Pubblicato il 08 ago 2020
Visto 2.739 volte
In scena ieri sera, al teatro “Tito Gobbi”, un'attesa coproduzione Operaestate Festival che ha debuttato il mese scorso a Napoli firmata Anagoor.
La compagnia di Castelfranco Veneto — tra i tanti riconoscimenti Leone d’Argento alla Biennale del Teatro di Venezia nel 2018 — ha portato sul palcoscenico e sullo schermo del Castello degli Ezzelini Mephistopheles/eine Grand Tour, opera per immagini ideata e diretta da Simone Derai, musicata in un set sinfonico offerto dal vivo da Mauro Martinuz.
Il collettivo senza mura che abita Anagoor celebra quest’anno il suo ventennale con quest’opera, che rilegge parte del materiale video raccolto nel corso della sua storia e dei suoi progetti presentati a teatro (tra questi il Faust di Charles Gounod) e lo fa seguendo tracce da libro rosso; oltre a Mephistopheles, con due XX davanti la compagnia sta creando oggetti dalla natura diversa (resistenti a qualsiasi virus), tra i quali un doppio vinile per il «salvataggio della memoria della più effimera tra le arti». A dirimere, per non intraprendere discussioni inappropriate su cosa sia teatro e cosa no.
un'immagine tratta da Mephistopheles/eine Grand Tour, di Anagoor
Gli spettatori accolti dal ronzio di un drone, in scena nel buio Martinuz e la sua strumentazione con accanto Marco Menegoni, che ha collaborato alla regia e alle riprese a cura di Giulio Favotto, e il Grand Tour ha inizio. Sono il celebre viaggio di Goethe e le pagine del suo Faust, accompagnate da una musica che pare celebrare in sottotraccia il crepitio del falò e i tocchi del pendolo che dicono il tempo, a introdurre e a fare da guida alla proiezione, che si appresta ad affrontare una tournée tedesca densa di appuntamenti.
I capitoli in cui si suddivide il film-concerto sono preceduti da un titolo annunciato da simboli di astri e pianeti. L’avviso che lo spettacolo contiene immagini che potrebbero urtare un pubblico sensibile cela probabilmente la speranza che urti anche tutti gli altri, perché dovrebbe, e perché il viaggio che si intraprende è sì costellato di tanti luoghi, scene e protagonisti, ma è soprattutto un viaggio intestino, al chiuso dei meandri bui dell’animo umano. Le prime immagini sono luminose: entra il giorno nelle camere dell’ospizio, ma un vecchio “allettato” si tira sul viso con le mani ossute un fazzoletto. Un’anziana è assopita sotto il casco, altri vecchi sono parcheggiati in saloni colorati dove campeggiano cartelloni con filastrocche bambine; la cifra fotografata è l’assopimento indotto in attesa del sonno eterno. Nonni che diventano dei tossici, ma qui è consentito e va bene, purché non disturbino le nostre giornate impegnate. Nessuna mancanza di cura, si intravedono atti gentili, gesti sapienti da fisioterapia, lenzuola pulite, ma risuona forte la crudezza dell’abbandono, insieme al rifiuto della vista del deperimento e della morte, come se così non esistessero; è un tabù moderno questa fragilità finale che non si vuole vedere, sfocata dietro vetri oscurati — i bambini tanto carini, tutti lì attorno a lallare con loro, ma i vecchi, che avrebbero tante cose da dire, anche se lo fanno in refrain... La denuncia emerge vivida, amara, amplificata dalla musica e da immagini bellissime, un’estetica raffinata percorre da sempre l’opera di Anagoor.
Il viaggio continua tra i colori sgargianti o da capinera della fede, anche qui oppiacei in ogni loro manifestazione; sulle note, treni corrono su binari che guardano a Oriente. I capitoli dedicati ai lager per animali sono anticipati da riprese che fanno vivere la nascita, la venuta al mondo, il lieto evento, ma la nascita in cattività è un atto di dolore; le riprese fanno emergere il carattere indifeso e docile di quelle che la Ortese chiamava “le piccole creature”, che finiranno presto torturate, scuoiate, macellate. Esseri viventi a nostro servizio, gli animali come le piante, l’intera natura al comando del padrone con gli zoccoli. Le immagini sono terribili e terribilmente belle, sempre a sottolineare il sacrificio e da che parte stia il sacro: ripetuta, si vede la scuoiatura di un bovino appeso a testa in giù che offre se stesso, carne e sangue, e fa cadere come un drappo la sua pelle. Chi resiste senza una lacrima è proprio un uomo. Anche di fronte al toro bianco dalla bellezza suprema, il simbolo della potenza imbavagliato e costretto a donare il suo seme per poter perpetuare lo sterminio. Qui come altrove l’atto d’accusa non ha bisogno di spiegazioni. Seguono delle riprese dall’alto di questi lager e di una campagna ferita, nessuna contraerea, si finisce a guardare da dentro il cratere del Vesuvio. La musica, ossessiva, alta, a tratti distorta e disturbante a sottolineare la drammaticità degli eventi, richiama alla mente bombardamenti, colpi di macete, suoni di campane, e poi arriva il vento. In un campo, lacrimano di latte alcune piante, e il polline si alza e si fa trasportare sospeso: altra vita in viaggio, magari diversa.
Nessuna retorica, non servirebbe, ma l’esperienza difficile che tutto il mondo sta attraversando non sembra avere cambiato certe attitudini umane alla brutalità e all’indifferenza, che sono poi due facce della stessa medaglia coniata nel buio. Un’operazione artistica così colta, curata e insieme toccante, che provi a sottolineare che sarebbe utile, che sarebbe bene almeno prenderne coscienza, e che si ingegna per ribadire — lo fa con coerenza da tempi non sospetti — è molto gradita.
Gli applausi composti del pubblico presente al Castello fanno sperare che si sia colto nel segno, gli spettacoli di Anagoor spesso innestano impatto e riflessioni a lungo termine, altrimenti è un triplo venti, ancor di più.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
06 lug 2026
Giustizia, Donazzan firma il pressing sul Tribunale della Pedemontana: "Patto di coalizione, ora i fatti"
Visto 19.147 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 15.435 volte
Geopolitica
09 lug 2026
La Serbia a un bivio: proteste, possibili dimissioni e nuove elezioni
Visto 14.890 volte
Politica
09 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Rosà e Cartigliano attaccano i contrari alla riapertura
Visto 14.031 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 11.768 volte
Politica
10 lug 2026
Tutti per il Tribunale: sindaci, categorie e cittadini fanno muro in via Marinali
Visto 10.708 volte
Politica
11 lug 2026
È guerra sul Tribunale: il Comitato chiede un faccia a faccia pubblico
Visto 7.069 volte
Attualità
11 lug 2026
San Lazzaro, tornano i fantasmi del passato: l'ombra di trattative riservate sulle aree agricole
Visto 6.198 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 29.409 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 21.761 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.563 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.535 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 21.036 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 20.957 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.760 volte
Attualità
18 giu 2026
La grande estate di Bassano: sei notti mondiali nel polmone verde della città
Visto 20.749 volte