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Scatti di solidarietà
“Veneto, un paesaggio da salvare”: all'ospedale di Bassano la mostra fotografica di Cesare Gerolimetto. Il ricavato della vendita delle foto andrà a beneficio dell'Associazione oncologica San Bassiano
Pubblicato il 20 ott 2011
Visto 4.707 volte
Quando la fotografia si sposa con la solidarietà si è raggiunto davvero un matrimonio senza pari. E’quanto accade fino al prossimo 6 novembre all’ospedale San Bassiano.
La fotografia, nella fattispecie, è quella che propone un fotografo di fama internazionale come il bassanese Cesare Gerolimetto. La solidarietà è invece quella che attiva l’Associazione oncologica San Bassiano, all’opera ormai da oltre sei anni. Questo sodalizio è sorto per potenziare, con soldi raccolti dalla generosità di banche, aziende e privati, il personale medico del reparto di oncologia dell’ospedale cittadino, allargando, successivamente, il proprio interesse, sempre a spese dell’Associazione, all’arrivo di figure nuove, con l’intento precipuo di aiutare i malati di tumore del territorio, quali una psicologa, una palliativista, un aiuto chirurgo, un fisioterapista per l’Hospice di Casa Gerosa.
Ora l’Associazione oncologica San Bassiano, guarda al territorio per dare una mano a quei malati di tumore che non hanno familiari che li possano accudire o che siano soli ed impossibilitati a muoversi per le normali cure chemioterapiche che devono affrontare periodicamente all’ospedale. E’ nato così il corpo dei volontari oncologici che mira a raggiungere proprio questi obiettivi.
Una foto di Cesare Gerolimetto esposta all'ospedale San Bassiano
Ecco il perché di questa mostra che il fotografo Cesare Gerolimetto ha voluto donare a questa associazione (le foto sono in vendita a 200 euro ed il ricavato andrà tutto all’Associazione oncologica San Bassiano).
Il filo conduttore della rassegna si svolge su un canovaccio quanto mai attuale: “Veneto, un paesaggio da salvare”. Ecco allora scorrere trenta immagini significative di un ambiente ricco di potenzialità, di tesori, di bellezze che troppo spesso l’uomo ha malamente corretto . La rassegna, che si svolge nell’area d’ingresso dell’ospedale San Bassiano, grazie alla sensibilità del Direttore Generale, dott. Valerio Alberti, il quale ha voluto aprire le porte di un ambiente di cura e di dolore, alla speranza ed alla serenità che solo la natura può offrire, si apre con alcune immagini provocatorie.
La prima è stata scattata da un poggiolo che, dal locale “Rondinella”, a Tortima, sulla provinciale della Fratellanza, si protende sulla sottostante pianura evidenziando le profonde ferite edilizie provocate in mezzo secolo; la seconda invece ritrae un’immagine suggestiva delle mura di Marostica, finemente illuminate per la ricorrenza del Natale, con un sottofondo, fortunatamente velato dalla notte, di costruzioni improprie e, sulla cima, in lontananza, di un pollaio che deturpa l’ambiente. La terza mostra il monumentale accesso a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta sotto la neve, con una statua sparita, un’altra senza la testa e questo triste viale che pare cancellare i fasti della secentesca dimora.
Seguono immagini propositive che evidenziano la bellezza di una natura, a volte, ancora intatta o sapientemente lavorata dall’uomo. Ecco il bianco del ghiacciaio della Marmolada che si confonde con il verde dei boschi vallivi, ecco la chiesetta di San Zenone degli Ezzelini emergere dalle brume autunnali, ecco l’eremo di Santa Corona e San Vittore, ad Anzù di Feltre che, non fosse per la croce sul campanile, si potrebbe scambiare per un tempio tibetano, ecco lo specchio d’acqua del laghetto di Arsiè che si potrebbe confondere con un paesaggio canadese, ecco ancora un’allegra colonia di oche che popola il fianco di una collina nella zona di San Pietro di Felletto.
Gerolimetto ha visitato il Veneto in lungo ed in largo lasciando, con la sua professionale macchina fotografica, ricordi che , ci si augura, l’uomo non debba cancellare. La mostra, infatti, prosegue con una suggestiva visione aerea della laguna di Chioggia; con una gara di barche a vela sul Garda, viste da un rigoglioso oliveto; con uno scorcio di Bassano visto da nord, dai Maragonsei, verso la torre di Dante, a Romano Alto. Sui Colli Berici Gerolimetto ha strappato un lacerto di edificazione rurale, con un casotto in sasso sullo sfondo di un campo giallo di ravizzoni.
Non manca un omaggio all’architettura del passato come quella foto scattata a Villa Emo Capodilista, a Fanzolo, l’unica ad essere commissionata dalla stessa famiglia che, fino ad un anno fa, era proprietaria del complesso, o come quella che ritrae il suggestivo spazio per l’addestramento dei cavalli a Villa Revedin Bolasco a Castelfranco.
Ma è principalmente la natura a farla da padrona in questa rassegna e sono immagini montane come la colorata faggeta autunnale del Consiglio, un pascolo d’alta quota sui Monti Lessini, i disegni della pioggia sulle nevi di Gallio, il Grappa visto dalla Piana d’Oriente, a Mussolente, la statutaria presenza di un cavallo bianco sullo sfondo dell’Archeson. E’ ammirevole la processione di cigni lungo il Brenta a Carmigano, o un lungo Adige, nella Bassa Veronese, con due aironi in volo, o un indovinato intervento umano sulla sacca di Scardovari.
Parla ancora di natura Gerolimetto, con le sue foto, quanto propone un vigneto di prosecco a Valdobbiadene, un altro ai piedi di una villa settecentesca nei pressi di Arquà, un viale di pioppi cipressini a San Pietro in Gù, pini marittimi ammantati di neve vicino a Piazzola. E per finire due “licenze poetiche” con un bosco che esce dalle nebbie ed uno scorcio di campo, nel Veronese, fra il marrone del terreno appena arato, il verde di un prato ed il rosa di un pescheto.
E’ una carrellata che merita sicuramente un’attenzione particolare per capire quanto sia bello questo Veneto che troppo spesso dileggiamo e che, invece, racchiude in sé tesori che non conosciamo o che, per pigrizia, non vogliamo conoscere.
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