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Sociale

Emilio Milani volta le spalle alla crisi e si rimette in gioco con una bella (m)idea

Storia di un disoccupato alternativo: quando il rifiuto riprende vita

Pubblicato il 15 ott 2014
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Questa storia è diversa dalle solite, non parla di eventi, di spettacoli o di politica, questa storia parla di un uomo, in carne e ossa, con una moglie e una figlia; questa storia parla di un quarantacinquenne che disoccupato da un anno, ha chiesto aiuto alla nostra redazione.
Si chiama Emilio Milani e vive a Cassola con la sua famiglia, l’anno scorso ha dovuto chiudere la sua attività a causa di un brutto mostro: la crisi; una bestia che in questi ultimi tempi ci sta sempre più con il fiato sul collo. Alcuni non riescono a reagire e decidono di compiere gesti estremi, ma il protagonista di questa vicenda non si è perso d’animo e ha deciso di mettere le ali a un’idea che riecheggiava nella sua testa già da qualche tempo.
Circa otto anni fa si accorge che, con l’arrivo degli eco centri, sono sparite le campane della raccolta rifiuti, quelle che un tempo erano collocate in ogni quartiere della nostra città, e dopo alcune indagini scopre che oramai sono andate in disuso e che quindi sono rintanate nel dimenticatoio delle discariche, anche perché si tratta di un rifiuto speciale e smaltirle comporta un onere consistente.

Emilio osserva questi oggetti e scatta una foto e, grazie alla sua creatività, riesce a elaborare un progetto che al tempo rimase imprigionato in un pezzetto di carta, la personificazione del sogno dentro ad un cassetto.
Tuttavia la vita spesso riserva delle sorprese che non sempre sono piacevoli ed ecco che crollano le certezze che solo un lavoro può dare. Emilio, ora disoccupato, triste e amareggiato, mette una mano in tasca ed ecco che ritrova un foglio, un foglio con disegnata sopra una “campana di rifiuti alternativa”. Il suo sogno, infatti, era quello di rimettere in sesto i vecchi raccoglitori dei rifiuti, di disinfettarli, lavarli, e decorarli al fine di creare delle casette dove i bambini potessero giocare in completa sicurezza e in modo originale.
Un conoscente, che poi si rivelerà un amico, appoggia la sua idea e assieme danno vita ai primi due prototipi, ma le soprese non finiscono qui; infatti, il progetto che ormai sta prendendo piede capita sopra la scrivania di una signora di Bassano, la quale rimane colpita e decide di aiutare Emilio, sponsorizzando il brevetto di questo suo progetto e offrendogli uno spazio all’interno di un capannone di sua proprietà dove poter lavorare.
L’iniziativa che prende il nome di MIDEA nasce nel marzo del 2014 e ha lo scopo appunto di recuperare qualcosa destinato al disuso e al deterioramento, donando una seconda vita a queste campane, per permettere ai bambini di giocare, rispettando ovviamente le norme di sicurezza previste dalla legge.
Purtroppo attualmente non è facile partire da zero, ma il protagonista di questa storia ci sta provando, ce la sta mettendo tutta; “Perché le idee sono come farfalle, che non puoi togliergli le ali” diceva Vecchioni e l’importante è mostrarsi sempre combattivi e con la voglia di rimettersi in gioco.

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