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Caro Bassiano ti scrivo...

È da tanto tempo che il tuo sguardo profondo scruta l’orizzonte, dalla Piazza Libertà. E io ti vorrei fare adesso questa domanda: riesci a vedere qualcosa, in lontananza?

Pubblicato il 22-01-2022
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Mi permetto di darti dal tu. Lo so che sei il vescovo di Lodi e hai amici di alto rango (Ambrogio di Milano, per fare un nome). Ma sei il santo patrono di una quasi-città che porta il tuo nome; sei uno di noi, Bassiano, da molti secoli. Sei l’amico da cercare nei momenti difficili; il pastore che vorremmo seguire quando le tenebre o la nebbia ci impediscono di vedere il sentiero.
Conosciamo poco la tua vita; ma un tratto della tua personalità mi sembra ben documentato: Bassiano, tu sei un uomo che trasmette sicurezza, nelle ore più incerte, quando ti assale il panico, o quando si respira un’aria di confusione. Sei stato l’àncora di salvezza per quella povera cerva, spaventata dai cacciatori, nei pressi di Ravenna; sei stato un punto di riferimento solido per le giovani comunità cristiane del quarto secolo, quando le eresie seminavano il caos.

Come da tradizione annuale, mercoledì 19 gennaio Bassano del Grappa ha celebrato San Bassiano, Santo Patrono della Città.

È da tanto tempo che il tuo sguardo profondo scruta l’orizzonte, dalla Piazza Libertà. E io ti vorrei fare adesso questa domanda: riesci a vedere qualcosa, in lontananza?
Con le parole del vecchio Vasco ti potrei anche chiedere: “Cosa succede, cosa succede in città?”.
Penso che tu condivida la sensazione che abbiamo tutti: siamo inchiodati al presente. Siamo ogni giorno alle prese con mille problemi da risolvere; si corre dalla mattina alla sera per andare al lavoro, per aver cura delle persone più fragili, per la semplice gestione del ménage familiare, per sopportare una burocrazia infernale, per sostenere un impegno personale che qualcuno si è assunto nei vari ambiti della vita civile. Siamo stati colpiti da una emergenza che ha tanti aggettivi: sanitaria, economica, sociale, educativa... Si corre davvero tanto: ma dove stiamo andando? Qual è la direzione? Qual è il senso?
Caro Bassiano, anche una parte della tua vita è stata una corsa. Meglio... una fuga. Hai dovuto scappare in fretta dalla città di Roma, perché qualcuno di molto influente non riusciva a tollerare la tua conversione. A cominciare da tuo padre. In quel frangente ti sei ritrovato senza una meta e senza una casa. Dentro di te, però, era chiarissimo il senso di marcia; sapevi verso quale futuro incanalare le tue energie; avevi già nel cuore una verità da difendere e diffondere.

Ora ascolta questa mia raffica di domande e aiutami a capire se sto ponendo il problema nei termini più corretti. Oggi, anno del Signore 2022... chiunque porti avanti una missione educativa, culturale, spirituale o socio-politica, da quale visione è animato? Chi mette al mondo un figlio, quali processi umani spera di innescare da genitore?
Chi si occupa di amministrazione della cosa pubblica (o di qualsiasi altra cosa), ha in testa un’idea di città, di paese, di quartiere, di comunità? È impensabile immaginare il tempo del pensiero, oggi, invischiati come siamo nella fretta legittima di risolvere le questioni urgenti?
Chi ha un ruolo formativo dentro la scuola o nelle società sportive, quale progetto di uomo o di donna ha nel cuore e nella mente? Verso quali traguardi antropologici tentiamo di far crescere i ragazzi? Cosa vogliamo che diventino?
Chi è impegnato in parrocchia o negli oratori, si rende conto che i favolosi anni ’70 non torneranno più? E se gli anni che devono ancora arrivare non fossero così tristi ma soltanto... “diversamente favolosi”?

Il problema a mio parere è questo: nella chiesa e nella società chi si assume la responsabilità di guardare avanti e immaginare gli scenari futuri? Bassano 2030, Bassano 2040... che ne sarà nei prossimi decenni della nostra città e dell’ampio territorio che da sempre gravita su di lei? Secondo te, non dovremmo adesso unire le forze per creare un osservatorio condiviso e ragionare insieme? o rimaniamo così, frammentati in sottogruppi che difendono a denti stretti un piccolo spazio, una piccola dose di visibilità?

Mio caro San Bassiano! Il tuo sguardo continua a scrutare l’orizzonte.
Lo so che non puoi darmi risposte.
Ma io, di fronte a te, non riesco a trattenere le domande.

Il 28 gennaio

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