Attualità

Ceramica. L'appello di Zonin: “Non abbiamo più decoratori”

Affollata cerimonia per l'intitolazione del Museo della Ceramica di Palazzo Sturm a Giuseppe Roi. Il presidente della Fondazione Roi e della Banca Popolare di Vicenza: “Borse di studio per avvicinare i giovani all'arte ceramica"

Pubblicato il 24 nov 2011
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Il pubblico delle grandi occasioni - quello che a Bassano non vedevamo da tempo - partecipa all'evento che regala alla città una testimonianza della sua più autentica tradizione.
Il Museo della Ceramica di Palazzo Sturm “rinasce” con il nuovo allestimento che accende i riflettori sulla donazione del compianto marchese Giuseppe Roi, Premio Cultura Città di Bassano, “Boso” per gli amici: 583 ceramiche che il grande mecenate, nel suo lascito testamentario, ha destinato alla nostra città.
E Bassano, ringraziandolo per l'inestimabile omaggio, gli intitola ufficialmente il Museo, con una targa in marmo che viene scoperta per l'occasione.

L'intervento di Gianni Zonin, presidente della Fondazione Giuseppe Roi, alla cerimonia al Museo della Ceramica di Palazzo Sturm

“24 novembre 2011 - è l'intestazione della lapide -. La città di Bassano del Grappa a Giuseppe Roi per i munifici doni e legati, riconoscente.”
Presente alla cerimonia, oltre ai numerosi esponenti delle istituzioni e delle associazioni cittadine, un'affollata rappresentanza del mondo della cultura e dell'arte. E fa piacere, fra tanti volti noti, scorgere anche quelli di Alessio Tasca e di Pompeo Pianezzola, due nomi che hanno fatto grande la ceramica di Bassano e di Nove nel XX secolo.
Dopo l'intervento del sindaco Cimatti, che definisce la donazione “un arricchimento importantissimo per il nostro Comune”, il presidente dell'Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Oscar Ganzina ripercorre velocemente le tappe del grande lavoro di catalogazione e riallestimento del prezioso lascito che giunge oggi al traguardo tanto atteso.
“Boso Roi - testimonia quindi al microfono Gianni Zonin, nella sua veste di presidente della Fondazione Giuseppe Roi onlus di Vicenza - conservava queste collezioni con amore e gelosia, e ha capito che la ceramica deve andare a Bassano.”
Ma Zonin, nel suo intervento, punta il dito anche sui problemi del presente e del futuro della ceramica, che tanto ha rappresentato per l'economia e il mondo del lavoro del nostro territorio.
“Sono anch'io un appassionato di ceramica - rivela al pubblico presente -. Ma quando faccio i giri per le fabbriche mi accorgo di una cosa: non abbiamo più decoratori. Bisogna fare qualcosa, e faccio l'esempio di Meißen, la città tedesca famosa per la porcellana, dove hanno un corso universitario di quattro anni per decoratori e una scuola di restauro. A Meißen fanno corsi anche per i bambini, che si abituano già da piccoli a decorare la ceramica.”
“Come Banca Popolare di Vicenza - aggiunge Zonin, presidente dell'istituto di credito - il nostro compito, oltre che sostenere il patrimonio esistente, è quello di guardare al futuro. La nostra è la provincia della ceramica, con Bassano, Nove e Vicenza. Ma ci mancano ormai gli artigiani, gli artisti, i decoratori. Vogliamo quindi istituire, con la Fondazione Giuseppe Roi, delle borse di studio per educare i ragazzi che amano l'arte a diventare i nuovi artisti e decoratori per la ceramica.”
“Bassano - conclude Zonin - può essere la capitale di questa iniziativa e la Fondazione Roi può dare in questo modo il suo contributo per conservare le meraviglie del passato e creare le nuove meraviglie del futuro.”
Anche il Museo della Ceramica di Palazzo Sturm - che grazie al lascito Roi espone in vetrina, con un nuovo apparato scenografico e didattico, le splendide collezioni delle manifatture dei secoli passati - guarda al futuro.
“La sezione contemporanea del Museo - sottolinea il direttore del Museo Civico Giuliana Ericani - richiede un allestimento molto più adeguato di quello attuale. Centinaia di pezzi, tra una collezione di oltre 300 cucchi, giacciono nei depositi in attesa di una loro degna collocazione. C'è la necessità di ampliare gli spazi e di continuare il restauro di Palazzo Sturm.”
Segue una visita guidata nelle sale, con il nuovo allestimento che si distingue per la sua luminosità. Il pubblico è così numeroso che ammirare le ceramiche esposte nelle nuove teche con sufficiente tranquillità è praticamente impossibile.
Ma poco importa: il vero scopo della cerimonia era quello di rendere pubblicamente omaggio al mecenate che ha reso possibile tutto questo.
E Bassano, almeno per un'ora, torna a respirare l'atmosfera - che profuma di forno e di terraglia, di genio e manualità - di quella grande tradizione ceramica che in riva al Brenta ha rappresentato per decenni una delle eccellenze assolute del made in Italy.

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