Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 16-02-2011 19:19
in Attualità | Visto 2.462 volte

Il “Big Mac” indigesto

La sezione bassanese di Italia Nostra, con due documenti trasmessi al sindaco Cimatti, interviene sul progetto “McDonald's” di via Capitelvecchio. “Decisione controversa e di grande impatto sulla città”

Il “Big Mac” indigesto

L'edificio rurale abbandonato, in Via Capitelvecchio, al centro del progetto del McDonald's a Bassano

“Una foglia di fico: poche centinaia di metri di ciclopista scollegati da un progetto organico di viabilità”. Con queste parole, la sezione bassanese di “Italia Nostra” bolla senza appello il progetto complessivo del McDonald's previsto in via Capitelvecchio, a ridosso del “Grifone”, ovvero - per dirla in termini burocratici - “l'adozione della variante al P.R.G.P.I. per l'area ubicata tra via Capitelvecchio e via Frassati.” Intervento urbanistico regolato dalla proposta di accordo pubblico-privato, approvata in novembre dal consiglio comunale di Bassano, per i cui dettagli rimandiamo ai nostri precedenti articoli: notizie.bassanonet.it/attualita/7467.html e notizie.bassanonet.it/attualita/7469.html.
Una presa di posizione con la quale Italia Nostra, in due distinte e articolate osservazioni trasmesse al sindaco di Bassano Cimatti, esprime la propria “assoluta contrarietà” su una decisione urbanistica che l'associazione di impegno civico definisce “controversa e di grande impatto sulla città”.
“Si dirà - afferma Italia Nostra - che sono scelte decise alcuni anni fa, quando il gruppo Paterno acquisì le aree a sud della città con un progetto di trasferimento dell’Eurobrico, che ha invece portato alla nascita del “Grifone”. Anche allora si magnificò l’atteso miglioramento della viabilità con la realizzazione della rotonda sulla statale 47 fra via Capitelvecchio e via C. Colombo a cura dei privati su progetto dell’A.N.A.S.”
“Oggi - continua il documento, riguardo al McDonald's - se la nuova struttura di vendita sarà realizzata il traffico in entrata previsto si sommerà alle code che si verificano sulla arteria di ingresso alla città da sud: per una previsione di apertura di almeno 318 giorni è prevedibile l’insorgere di fenomeni di saturazione nelle ore di punta più critica della settimana con il formarsi di code sino a 250 m sino al semaforo a nord con la intersezione proveniente dall’Ospedale San Bassiano.”
L'associazione si chiede perché “via Frassati nei presupposti, nelle considerazioni e nel dispositivo dell’accordo venga considerata una arteria di grande traffico e di importanza quasi al pari della SS 248 (via Capitelvecchio), tale che gli edifici storici e vincolati ai sensi del PRGPI, ma soprattutto dal PAT nella Tav. 5.2, debbano essere demoliti per “migliorare l’intersezione viabilistica” e perché “limitino la visibilità a chi deve dirigersi verso il capoluogo...!”
“Ma soprattutto - prosegue il testo - i promotori e gli estensori dell’accordo non si rendono conto dell’enorme assurdità “viabilistica” quando parlano appunto di “realizzazione di un’area verde attrezzata che consentirà di migliorare la visibilità e la sicurezza delle manovre di immissione e attraversamento dell’incrocio!” Soluzione che, secondo Italia Nostra, è in contrasto con gli articoli 22 , 45 e 46 del Codice della Strada in materia di accessi alle strade extraurbane e urbane.
Per Italia Nostra “risulta altresì non solo pericolosissimo, ma anche ingiustificato e contrario ad ogni norma di buon senso l’attraversamento ciclopedonale proposto sulla SS 248 a 50 m metri dagli incroci esistenti con via Frassati (comune di Bassano del Grappa) e a 20 metri con via Asiago (comune di Cassola).”
Da qui la domanda di quale sia il “prevalente interesse pubblico” enunciato dall'accordo.
“Non certo le poche decine di metri di un “percorso ciclabile” e non “pista ciclabile” lungo la Strada Statale 248 come prescritto nelle direttive europee e regionali - xxx -. Ma neanche “il ritaglio” di un fazzoletto di terra per “ripiantare” alberi vecchi appena sradicati dal suolo e messi giù in “un’area verde attrezzata in prossimità dell’incrocio”.
Ci si chiede se i 100.000,00 euro (oltre naturalmente ai 165.575,00 per i mancati parcheggi di mq 895 corrispondenti a circa 71 posti auto) che vengono dati a titolo di contributo per la realizzazione di opere pubbliche siano sufficiente motivo del “prevalente interesse pubblico”? Lo scambio per la collettività è sicuramente peggiorativo in termini di salute ambientale, salute urbanistica e architettonica.”
Circa le demolizione degli edifici prevista all'intersezione di via Frassati con via Capitelvecchio , Italia Nostra ricorda che si tratta di immobili “con un grado di tutela 2 e un grado di tutela 3”, classificati nel PAT (Piano di Assetto del Territorio) come “edifici di valore storico-monumentale e/o di interesse tipologico”. Per tanto, dal punto di vista tecnico-legislativo, “l'accordo è da ritenersi non valido e quindi nullo.”
“Si tratta - dichiara il documento - di case coloniche appartenute alle pertinenze di Villa Cà Rezzonico e al suo parco, di cui oggi purtroppo poco rimane! Per questi motivi e per altri ancora di natura ambientale, questi edifici sono stati inseriti nelle “invarianti” del PAT ed hanno un loro grado di tutela e una schedatura di protezione all’interno del PRGPI. Perché allora tanto accanimento su degli edifici che volutamente da anni vengono lasciati deliberatamente al loro abbandono?”
“La consistenza edilizio-architettonica, le caratteristiche di sagoma e di volume, le formalità estetiche degli edifici attuali - sottolinea Italia Nostra - NON hanno bisogno di essere modificate o addirittura stravolte dalla realizzazione di un nuovo edificio che, come si legge nella relazione che accompagna la richiesta di parere preventivo per l’Accordo, “verrà realizzato secondo gli standard costruttivi dei ristoranti della catena internazionale McDonald’s e sarà dotato di grandi aperture su tre lati”.
Gli standard morfologici e tipologici di Bassano sono ben altri che i riferimenti a voler essere a tutti i costi internazionali!”

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