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Ecco a voi il vocabolario alpino

Singolare iniziativa in occasione del Raduno Triveneto di Bassano del Grappa. Spiegate ed illustrate, nell'opuscolo, le parole-chiave dell'universo scarpone. Dalla "a” di “Adunata” alla “z” di “Zaino”

Pubblicato il 29 ago 2010
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Tutto quello che volevate sapere sugli Alpini e non avete mai osato chiedere.
E' il contenuto del “Glossario alpino illustrato”: un agile opuscolo che sarà diffuso in occasione del Raduno Triveneto delle penne nere in programma a Bassano del Grappa il 18 e 19 settembre prossimi.
Si tratta di un vero e proprio vocabolario, contenuto in venti pagine, allegato al programma ufficiale della manifestazione.

La copertina del vocabolario alpino per il Raduno di Bassano 2010

La singolare iniziativa - pubblicata con la partecipazione della sezione ANA Montegrappa e del Comune di Bassano - è il frutto dell'interessante lavoro di due ricercatrici, autrici del libretto: Alessandra Lorenzin Busana, che ha curato i testi e Marialuisa Parolin Patuzzi, a cui si devono l'ideazione e i disegni.
Introdotto da un breve riassunto della storia del corpo degli Alpini, il dizionarietto presenta in ordine alfabetico, rivolgendosi soprattutto ai profani, le parole-chiave dell'universo scarpone: dalla “a” di “Adunata” alla “z” di “Zaino”, passando - per fare qualche esempio - attraverso la “b” di “Battaglione”, la “e” di “Elmetto”, la “j” di “Julia”, la “m” di “Mulo” o la “p” di “Penna”. Illustrando, per ciascuna voce del glossario, significato, cenni storici e curiosità.
E non mancano vocaboli che dal gergo militare sono passati alla lingua comune.
E' il caso di “Imboscato”: termine dispregiativo che nel linguaggio di caserma indicava “chi fa in modo di tenersi lontano dal fronte durante la guerra” ma anche - udite, udite - “chi viene assegnato alle retrovie o a lavori d'ufficio che esonerano dalle fatiche dell'addestramento”.
La lettura del vocabolario è veloce e piacevole, e lo stile è diretto e essenziale. Che non cede, per una volta tanto, a quella tentazione alla retorica che inevitabilmente accompagna ogni manifestazione delle penne nere.
“Non è una nostalgia per un Eden perduto - spiega, nella presentazione del glossario, il direttore della rivista “L'Alpino” prof. Vittorio Brunello -, spesso controverso e difficile specialmente per i giovani che con la cartolina di precetto si son visti scippare gli anni migliori della loro vita.”
Il taglio e le illustrazioni dell'opuscolo sono pensati piuttosto per le giovani generazioni, per le quali oggi la “Leva” - un altro dei vocaboli contenuti nel glossario - è solo una parola che si impara a scuola alle lezioni di fisica.
“Il lavoro delle ricercatrici - scrive ancora Brunello - ha il pregio di recuperare un frammento di storia radicato nella nostra tradizione alpina e trasmetterlo con la delicatezza di un messaggio autentico e prezioso per i nostri ragazzi che, nonostante i frastuoni delle turbolenze mediatiche, sentono ancora il bisogno di sostare lungo il corso rassicurante della nostra storia”.
E allora? Con il glossario in mano, non ci resta che studiare: nel caso qualcuno volesse interrogarci sul “Cappello”, la “Fanfara” o la “Gavetta”, sul significato simbolico del nome “Ortigara” o sul perché l'inno degli Alpini si chiami “Trentatré”.
In ogni caso - e precisamente sabato 18 e domenica 19 - siamo tutti rimandati a settembre.

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