Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 05-06-2010 05:44
in Attualità | Visto 3.328 volte

La “montagna di Jacopo” nel cuore del Salento

Nell'affresco della “Fuga in Egitto” nella Cappella di S.Anna a Specchia Gallone, in Puglia, è dipinta una montagna di forma identica a quella della “Fuga in Egitto” di Jacopo Bassano. Suggestione, coincidenza o qualcosa di più importante?

La “montagna di Jacopo” nel cuore del Salento

La "Fuga in Egitto", affresco nella Cappella di S.Anna a Specchia Gallone (Le), particolare

Specchia Gallone (Le) - Durante la visita alla chiesa l'assessore Alessandro Fabris si accorge di qualcosa e rimane a bocca aperta. “Guarda là - ci dice - non ti sembra la montagna di Jacopo?”
Non siamo a Bassano, ma a Specchia Gallone, frazione di Minervino di Lecce, il comune del Salento, nella parte più a sud della Puglia, con il quale la città di Bassano sta instaurando un rapporto di amicizia. Tra le tappe del giro conoscitivo del territorio locale che il comune di Minervino ha predisposto per la delegazione bassanese - scesa nel Salentino con il sindaco Cimatti e l'assessore Fabris - c'è anche la Chiesa, o Cappella di S.Anna di Specchia Gallone: una splendida chiesetta, le cui prime testimonianze risalgono al '500, completamente affrescata.
Sulla parete con un ciclo di affreschi, di autore anonimo, dedicati alla vita di Gesù Cristo, uno in particolare colpisce l'attenzione dei presenti. E' la “Fuga in Egitto”: sullo sfondo, dietro la Sacra Famiglia in esilio con un asino e un bue, appare una montagna. Ma non è una montagna qualsiasi: il suo crinale è infatti praticamente identico al profilo del Monte Grappa, così come immortalato da Jacopo Bassano nella sua “Fuga in Egitto” - esposta permanentemente al Museo Civico di Bassano e tra i pezzi forti della mostra “Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell'occhio” - e in numerosi altri suoi dipinti, dove il monte, con la medesima forma, viene riproposto quale elemento ricorrente del paesaggio delle scene del Vangelo.
Per assicurarsi di non aver preso un abbaglio, Alessandro Fabris si collega con il suo cellulare su internet ed entra nel sito di Jacopo 500. Seleziona l'immagine della “Fuga in Egitto” del Da Ponte e la confronta dal vivo con l'affresco salentino: lo “skyline” delle due montagne, dipinte a più di mille chilometri di distanza, appare lo stesso.
E anche un'altra altura, rappresentata sulla parte sinistra dell'affresco, ricorda a prima vista il tipo di “rocca” che il Bassano pure inseriva tra gli elementi del suo paesaggio come ad esempio, sullo sfondo, nell'”Andata al Calvario” esposta alla mostra al Museo Civico per il suo Cinquecentenario.
Suggestione, coincidenza, o qualcosa di molto più importante?
La dott.ssa Daniela Vizzino - ricercatrice storica e referente per i progetti comunitari per lo sviluppo territoriale del Comune di Minervino - ci spiega che il ciclo di affreschi sulla parete in questione risale proprio al 1500: sono stati quindi realizzati nel secolo di Jacopo. Sempre nel 1500 la Puglia fu soggetta a un breve periodo di dominazione veneziana, terminato il quale i rapporti dei committenti con artisti provenienti dalla Serenissima continuarono.
Non è escluso pertanto che nella Cappella di Specchia Gallone abbia lavorato qualche pittore veneto, contemporaneo di Jacopo Bassano, influenzato dalle opere del grande artista bassanese. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi e delle congetture, non ancora suffragate da documentazione certa.
La dott.ssa Vizzino - a cui si devono le più recenti pubblicazioni sulla storia delle chiese del comprensorio di Minervino, frutto delle sue ricerche d'archivio - si è ripromessa di compiere ulteriori studi sulla Cappella di S.Anna, per venire incontro alla sorpresa e alla curiosità dei bassanesi.
La montagna - non emergessero evidenze scientifiche sull'intervento di artisti veneti a Specchia Gallone e quindi su un possibile influsso di Jacopo da Ponte su uno dei cicli pittorici più notevoli del Salento - potrebbe partorire un topolino. Ma “quella” montagna, così simile al Grappa, immortalata in una chiesa di campagna vicino al mare sul tacco d'Italia, ci permette di sognare che sia andata proprio così.

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