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"Apocalisse nel 2012? Non esiste alcuna profezia"
L'astrobiologa Sabrina Mugnos ospite della Libreria "La Bassanese" per il ciclo "Incontri Senza Fine" per presentare il suo libro “"I Maya e il 2012. E' possibile prevedere la fine del mondo? Un'indagine scientifica".
Pubblicato il 17 nov 2009
Visto 4.537 volte
Tutti, o quasi, ne parlano: da alcuni mesi a questa parte il nostro pianeta ha una data di scadenza. Tra poco più di tre anni (precisamente il 21 Dicembre del 2012) la Terra sarà riportata indietro di centinaia di migliaia di anni da una serie di catastrofi naturali che cancelleranno ogni traccia della nostra civiltà, facendo ripartire tutto da zero. Esattamente come i Maya avevano predetto più di 5.000 anni fa, sulla base di calcoli astrofisici che ipotizzavano, tra le altre cose, l'inversione dei poli magnetici, l'esplosione del Sole, l'eruzione di vulcani e il verificarsi di inondazioni che avrebbero totalmente stravolto il panorama terrestre.
La Libreria di Largo Corona d'Italia, in collaborazione con la casa editrice MacroEdizioni, ha invitato l'archeoastronoma Sabrina Mugnos per affrontare l'argomento dal punto di vista prettamente scientifico, come fatto nel suo libro "I Maya e il 2012. E' possibile prevedere la fine del mondo? Un'indagine scientifica" : quanto sono realmente plausibili scenari tanto catastrofici? Le antiche civiltà precolombiane erano in grado di formulare una previsione tanto precisa? "Prima di affrontare ogni tipo di discorso - esordisce la Mugnos - bisogna precisare una cosa: i Maya non hanno mai formulato alcun tipo di profezia. Mai. Chi afferma il contrario ha una conoscenza assai lacunosa delle fonti storiche. La questione è molto più ampia: obiettivamente questa popolazione nutriva un interesse quasi maniacale per lo scorrere del tempo, ma da qui ad anticipare il giorno il mese e l'anno di una presunta Apocalisse, ce ne corre".
Il discorso, per la divulgatrice scientifica, dev'essere analizzato anche dal punto di vista psicologico: "La nostra società ha intimamente bisogno di un 'giudizio universale': serve a dare l'impressione di poter 'resettare' tutto e lasciarci alle spalle alcuni dei danni irreparabili che abbiamo arrecato a questo pianeta. Bisogna fare molta attenzione, però, perchè con proclami come quelli che vengono trasmessi in televisione circa imminenti cataclismi si possono scatenare reazioni incontrollabili".
La Dott.ssa Sabrina Mugnos con Marco Bernardi.
Quello a cui si è assistito con la grande diffusione di opere letterarie sull'argomento è, per Sabrina Mugnos, una vera e propria mistificazione della realtà storica: "Sono stati presi elementi alla rinfusa dalle culture delle civiltà della Meso America e successivamente confezionate diverse teorie a seconda delle 'preferenze' dell'autore di turno: alcuni hanno concentrato la loro attenzione sul Sole, altri sui vulcani e via di seguito. Sono stati ipotizzati scenari che si verificano regolarmente ogni anno, servendosi di sistemi di datazione che molto probabilmente non sono per niente affidabili. Si è parlato di un allineamento cosmico che non ci sarà, anzi che paradossalmente potrebbe esserci già stato. E' innegabile che in futuro si verificheranno avvenimenti dalla portata distruttiva sempre maggiore: se, ad esempio, il vulcano di Yellowstone dovesse eruttare, l'intero pianeta ripiomberebbe in un'Era glaciale. Senza bisogno di scomodare i Maya!".
L'incontro ha fornito l'occasione di sviluppare una riflessione sul ruolo svolto nella nostra vita dalla tecnologia, vera e propria arma a doppio taglio per l'ospite della serata: "Paradossalmente, credo che la tecnologia in molte occasioni rappresenti un handicap: ci ha reso incapaci di osservare la natura senza mediazioni. E' ovvio che il progresso scientifico passa necessariamente dall'utilizzo della tecnologia, ma penso che l'Uomo moderno si sia irrimediabilmente impigrito e che di conseguenza abbia perso la capacità di osservare la Natura in maniera semplice ed intuitiva. La manteniamo da bambini, quando la tecnologia non è ancora entrata nella nostra vita. La perdiamo progressivamente, agendo in maniera sconsiderata dimenticandoci di come questo pianeta non sia stato creato a nostro esclusivo uso e consumo". Effetto serra, inquinamento, disboscamento, scioglimento dei ghiacciai, surriscaldamento globale. Di questo passo, arrivare al 2012 potrebbe sembrare un proposito troppo ambizioso.
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