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Caldaie ad A.RI.A
A.RI.A bassanese interviene sulla richiesta “Baxi per Pengo” all’amministrazione Pavan, relativa all’area Pengo di San Lazzaro. “Toni di arrogante sfida verso un’amministrazione comunale”
Pubblicato il 25 mag 2023
Visto 10.209 volte
Cari lettori, ecco a voi la proporzione di Baxi.
È la formula matematica che rappresenta l’essenza della ormai nota lettera di Baxi Spa all’amministrazione comunale di Bassano del Grappa, rivelata in anteprima da Bassanonet. E la proporzione matematica è questa: Baxi sta a Pengo come Pengo sta a San Lazzaro.
Mi sarà pur servito a qualcosa fare il Liceo Scientifico, la scuola per cui non ero portato.
Foto Alessandro Tich
Ebbene sì: come ho già ampiamente spiegato nel mio articolo “Baxi Driver”, Baxi Spa ha la necessità urgente di ampliarsi per la riconversione della produzione dalle caldaie a gas alle pompe di calore, a tale scopo la Pengo Spa ha messo a disposizione il suo stabilimento che confina con quello della Baxi in quartiere San Marco ma perché ciò accada - dopo un periodo transitorio di spostamento dell’attività in altri spazi - Pengo deve a sua volta trasferirsi in via definitiva in un nuovo capannone da costruire allo scopo nell’area di 140.000 mq di sua proprietà in quartiere San Lazzaro.
Da qui la richiesta di Baxi all’amministrazione Pavan di provvedere entro il corrente mese all’approvazione di un atto di indirizzo politico amministrativo che renda possibile tutto ciò, pena il taglio di non meno di 700 posti di lavoro in tre anni tra la Baxi e le aziende subfornitrici del territorio. Come aut aut, non è per niente male.
Sulla questione interviene oggi A.RI.A. bassanese, ovvero Associazione bassanese per il RIspetto ambientale, vale a dire l’Anonymus di casa nostra dal momento che nei suoi comunicati stampa non compaiono mai i nomi delle singole persone che intervengono a nome dell’associazione stessa.
E lo fa con un nuovo comunicato che prende per l’appunto di mira la richiesta “Baxi per Pengo” all’amministrazione comunale. Le due aziende vengono nominate una sola volta, ma sono chiarissimi i riferimenti a quanto vi ho riassunto prima, come dal testo che segue:
COMUNICATO
Pareri tecnici negativi dalle Conferenze dei servizi sulla questione ‘Capannoni a San Lazzaro’. Eppure il Vicesindaco Zonta parla ancora di ‘compensazioni alla Città’. I conti non tornano. E intanto in Emilia-Romagna, con un tasso di suolo consumato inferiore al Veneto, si affoga per una gestione sbagliata del territorio. Si può continuare in questo modo anche a Bassano?
Non sono passati nemmeno venti giorni dall’ultima Conferenza dei servizi sul futuro dell’area di San Lazzaro, che la questione è nuovamente aperta e sotto i riflettori cittadini. Per una bizzarra successione degli eventi, prima ancora della pronuncia degli organi tecnici su Rivabianca, l’area ad Est della Roggia Rosà era già tornata ad essere ancora una volta protagonista. Ricordiamo che sull’istanza presentata da una nota azienda bassanese per edificare nell’area di via Rambolina (marzo 2022), la Conferenza dei servizi preliminare si era conclusa in ottobre con PARERE NEGATIVO.
È noto come negli ultimi venticinque anni la richiesta di costruire un capannone nello stesso lotto agricolo sia stata presentata più volte, e sempre rifiutata.
Possibile che ora, dopo un ulteriore recente diniego e soprattutto ora che i danni di una cementificazione e gestione incontrollata su più fronti del terreno naturale sono evidentissimi a tutti, venga avanzata ancora una tale pretesa e con toni prevaricanti verso la popolazione bassanese e nei confronti del Comune di Bassano del Grappa?
È sostenibile che imprese industriali continuino ad acquistare terreni agricoli invece di zone già destinate all’edificazione industriale/commerciale o edifici e aree da riqualificare o rigenerare in barba alle pianificazioni che non sono atti definiti spregiativamente e impropriamente “burocratici” ma espressione della volontà delle rappresentanze democratiche dei cittadini, chiedendo poi alla collettività di rinunciare al suo bene comune sulla scia dell’ennesima emergenza o di lontane e sempre più invasive politiche sovranazionali?
Edifici vastissimi al posto di terreni naturali, al posto di politiche di gestione, come ad esempio la riforestazione, adatte ad aumentare ancora di più la qualità dell’infiltrazione in falda e di assorbimento di acqua del terreno in una zona che è già deputata a farlo: il suolo della fascia pedemontana, se non compattato o cancellato da uno sfruttamento errato, raccoglie - come una spugna - l’acqua da scorrimento o precipitazione, la trattiene, la filtra e generosamente la cede più a Sud tramite le falde e le risorgive. Inutile poi piangere o fare bilanci di fronte a disastri annunciati, vantarsi di aver iniziato a prevedere soluzioni come i bacini di laminazione se poi allo stesso tempo si distrugge quello che già naturalmente funziona in via preventiva. Cercare chi sarà stato il responsabile, col senno di poi, non impedirà ai gravi danni, e speriamo non a ulteriori morti, di essere subiti.
Ci chiediamo come sia possibile che, dopo che tutte le Conferenze dei servizi - anche quelle per l’Ex-comparto Campagnolo - hanno evidenziato delle gravi criticità legate a quell’area di importante valore naturalistico-ambientale, il Vicesindaco rilasci dichiarazioni in cui dice che ‘le aziende devono dare delle compensazioni alla Città’ come se i pareri tecnici rilasciati non avessero alcun valore.
La Città non conosce precisamente i termini delle nuove pretese di Baxi/Pengo e non ha assistito a discussioni in un Consiglio Comunale pubblico, dove della questione si è parlato organizzando incontri informali evitando in tal modo la partecipazione della Cittadinanza. Però il Vicesindaco parla come se le decisioni fossero già state sostanzialmente prese. Come stanno le cose? Chi ha deciso? Quando?
Forse nell’‘incontro’ del 4 maggio 2023, di cui la Città non era a conoscenza? Non sono le commissioni e i consigli comunali i luoghi deputati alla discussione civica, al confronto, alla decisione? Non ci sono degli itinera da rispettare? Non deve essere ogni azione comunale imperniata nella trasparenza?
E, poi, è sicuro il Sindaco che nella sua compagine comunale tutti coloro i quali partecipano al dibattito sulla vicenda di San Lazzaro e dintorni si trovino in una posizione di compatibilità sull’argomento?
E infine, ...è accettabile che un’azienda - che pur lecitamente ha bisogno di investire e formula valutazioni in proposito - utilizzi simili toni di arrogante sfida verso un’Amministrazione comunale?
La prossima volta che la stessa o un’altra azienda avrà bisogno di investire e paventerà la perdita del posto di lavoro per decine o centinaia di persone, cosa sarà consegnato come contropartita? Il Genius Center forse? Ci chiediamo se la forma di fabbrica stilizzata che è stata pensata per il nuovo museo non sia in qualche modo motivata da questo tipo di scelta lungimirante: non più il Palazzo Pubblico o la casa comunale - eredi del grande passato civico italiano - per il centro città, ma un edificio-fabbrica di sapore post - industriale, un edificio simbolico per ricordare a tutti chi detiene il vero potere decisionale sulla qualità di vita di una Città e dei suoi abitanti.
Bassano del Grappa, 25 maggio 2023
Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale
A.RI.A bassanese
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