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Attraversamento di auto sul Ponte: considerazioni a ruota libera in risposta alla domanda di un nostro lettore
Pubblicato il 25 mag 2022
Visto 8.475 volte
“Così difficile mettere un Pilomat come a Santa Maria in Colle?”.
È la domanda che mi è stata posta via WhatsApp da un nostro affezionatissimo lettore, dopo aver letto “Dei delitti e delle pene”, il mio articolo dedicato all’automobile - la seconda nel giro di un mese - che ha attraversato il Ponte di Bassano, nel cuore della notte tra venerdì e sabato scorsi.
In un secondo messaggio ha quindi aggiunto: “Ma pure un paio di fioriere”.
Fioriera e Pilomat all’ingresso del Castello degli Ezzelini (foto Alessandro Tich)
Il ragionamento è questo: se non si è capaci di impedire all’auto di turno di transitare sul Monumento Nazionale, nonostante la quasi invisibile scritta “area pedonale” che campeggia sul cartello posto sulla fioriera davanti all’ingresso, bisogna potenziare il sistema di impedimento.
Collocando alle due entrate del Ponte, per l’appunto, un Pilomat: la torretta cilindrica a scomparsa che si alza e si abbassa per il filtro degli accessi e che si scrive col “P” maiuscolo perché è un nome proprio del linguaggio comune che rappresenta in realtà un marchio di fabbrica, come il Plexiglas, il Borotalco, le Sottilette o il Post-it.
E in mancanza di Pilomat, se la soluzione dovesse rivelarsi troppo “impraticabile” per l’immagine vincolata dell’area monumentale, secondo l’utente di Bassanonet si può pensare all’alternativa dell’aumento del numero delle fioriere di sbarramento, visto che quella attuale davanti a Nardini lascia ampio spazio agli ingressi o alle uscite a quattro ruote del Genio Pontieri.
Devo dire che il nostro lettore è in buona compagnia. Basta leggere i commenti al medesimo articolo postati sulla pagina Facebook del nostro portale.
Più di qualcuno, tra i lettori-commentatori, ha infatti espresso osservazioni dello stesso tono: “ma perché non vengono messi ostacoli invalicabili nei due accessi al Ponte?”, “ma mettere una fioriera in più e risolvere il problema alla fonte?” “dissuasori a scomparsa col colore RaL (sistema di classificazione dei colori, NdR) del Ponte”, eccetera.
Ne è sorta una discussione social di quelle che. Da una parte i sostenitori degli ostacoli dissuasivi alle due sponde del manufatto, dall’altra gli oppositori della soluzione Pilomat-fioriere & C. perché tali barriere precluderebbero l’ingresso nel Ponte ai mezzi di soccorso.
La qual cosa, inevitabilmente, ha deviato il focus della discussione sul tema degli infarti che possono accadere anche “nel bel mezzo del Ponte” (facciamo i debiti scongiuri) e delle ambulanze di pronto intervento che verrebbero bloccate dalle fioriere. Allegria.
Fermo restando che a mio modo di vedere il Ponte di Bassano, lungo 58 metri, non è il Ponte di Verrazzano a New York e il personale sanitario del Pronto Soccorso ha pochi passi da percorrere con la barella anche se l’ambulanza si fermasse all’ingresso, il nocciolo della questione è un altro.
Fino adesso, i due casi di conducenti colti in fallo dopo aver scambiato il Ponte Vecchio per una corsia automobilistica dedicata hanno messo in evidenza una sola faccia della medaglia: quella repressivo-sanzionatoria. Vale a dire l’elemento distintivo dell’impostazione della politica della Sicurezza sin qui messa in atto dall’assessore Claudio Mazzocco.
Per lo sceriffo di Bassano - e i comunicati e conferenze stampa in materia ne danno conferma - ciò che è importante non è il dato di quante trasgressioni vengano commesse in città, o meglio ancora prevenute, ma quante di queste vengono scoperte e multate.
Prova ne sia l’ultimo comunicato stampa arrivato in redazione l’altro ieri, quello che ha dato notizia dei cinque ragazzi padovani scoperti dalla Polizia Locale dopo essere scappati senza pagare l’intera consumazione in un locale del centro e, per l’appunto, dell’automobilista della notte sul Ponte che, individuato, si troverà a dover pagare ben cinque sanzioni amministrative.
Chapeau al Comando di via Vittorelli per i due interventi portati a termine.
Quello che il comunicato stampa tuttavia non dice è che si è trattato di due episodi “ritagliati” da un weekend a dir poco movimentato in centro storico sotto il profilo degli eccessi, soprattutto alcolici, in una sorta di “liberi tutti” del dopo pandemia.
Sostiene ancora il nostro lettore: “La giusta amministrazione della sicurezza cittadina deve mirare alla prevenzione molto più e ancor prima della repressione. Perché spesso alcune conseguenze non hanno rimedio.” “Altrimenti - aggiunge - si rincorre il problema, non si rivolve.”
Non c’è che dire, mi sento di dargli pienamente ragione.
Prima che la terza automobile varchi una delle due spalle del Ponte degli Alpini (ogni tanto mi viene in mente che si chiama anche così), secondo la legge di Murphy del non c’è due senza tre, sarebbe quindi cosa buona e giusta che l’amministrazione comunale ponga rimedio a tale “oltraggio” e a tale “offesa” al monumento, come i due passaggi in auto già avvenuti sono stati mediaticamente descritti, e faccia in modo di dissuadere alla fonte gli invasori a quattro ruote del cosiddetto manufatto palladiano.
E allora forza, dai: preveniamo il problema una volta per tutte e potenziamo la dotazione di sbarramenti “dolci” ai due accessi del Ponte, magari applicando lo stesso sistema - fioriera più Pilomat - già utilizzato per il filtro degli ingressi motorizzati nell’area monumentale del Castello degli Ezzelini con il Duomo e la parrocchia di Santa Maria in Colle.
Ebbene sì: mi iscrivo ufficialmente al partito del Pilomat.
Potrebbe essere il nuovo motto di Cetto La Qualunque, qualora si candidasse a sindaco di Bassano: Cchiú Pilo pe' tutti !
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