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Tadej-Day
Spettacolare giornata sul Grappa e al traguardo di Bassano. L’impresa extraterrestre di Tadej Pogačar: lo sloveno vince la tappa facendo il vuoto, nel tripudio dei suoi connazionali. Il Giro d’Italia ormai è suo
Pubblicato il 25 mag 2024
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“Oggi tocca a te!”.
Lo dico ad alta voce - assicurandomi di non essere visto da nessuno - al Monte Grappa, che come ogni mattina mi dà il buongiorno al mio risveglio a Solagna.
Sopra il crinale del Cornon, propaggine solagnese-povese del Massiccio, spunta persino un pallido sole. Poco dopo però, e me ne accorgo al mio arrivo a Bassano del Grappa, il cielo diventato velocemente plumbeo consiglia di tenere l’ombrello sempre a portata di mano. Alle 9.40, CBT (Central Bassano Time), mentre mi trovo in redazione per organizzare l’impegnativo lavoro che mi aspetta, riecheggiano i primi tuoni. Comunque vada, sarà una giornata epica.
Tadej Pogačar taglia trionfante il traguardo di Bassano. Foto Alberto Casini
Ma San Bassiano, il protettore della nostra città, esiste: verso mezzogiorno e mezzo il cielo si riapre e appare un sole splendido che non ci abbandonerà più.
I media internazionali, nazionali e visto che ci siamo anche locali al seguito del Giro sono tutti concentrati al Quartier Tappa ubicato alla scuola media Vittorelli.
Nella palestra della Vittorelli è allestita la sala stampa: tavoli ricoperti da tovaglie rosa sopra i quali sono collocate sfilze di personal computer dei giornalisti accreditati e ben cinque monitor per seguire la telecronaca della tappa in diretta, prima di uscire tutti nell’area esterna riservata alla “Press” per assistere all’arrivo dal vivo.
Non sono da solo in questa avventura: c’è anche - ma on the road, stabilmente nella zona del traguardo - il nostro fotografo Alberto Casini, autore delle splendide foto che pubblichiamo.
Per buona parte del pomeriggio io e i miei colleghi restiamo così rinchiusi nella nostra aula bunker, mentre fuori sta impazzando la festa, tra le centinaia di persone assiepate già da ore lungo le transenne del rettilineo finale di viale delle Fosse e altre torme brulicanti di curiosi e appassionati che invadono Giroland, il “villaggio di arrivo” della Corsa Rosa allestito al parcheggio “Le Piazze” con gli stand degli sponsor che dispensano gadget e berretti, l’esposizione del Trofeo Senza Fine, una mostra sulla storia del Giro, l’immancabile punto ristoro con le birre e un palco che dà spazio a musica e animazione.
C’è però uno spazio di ristoro anche per noi reclusi della Vittorelli, che scopro casualmente perché nessuno me ne aveva informato, dal momento che ricevi sì l’accredito stampa dalla perfetta organizzazione, ma poi vieni lasciato a te stesso.
È la sala-buffet predisposta in un’aula della scuola situata in fondo a un corridoio, con i prodotti del nostro territorio. Ci sono varie specialità locali proposte da un gruppo di produttori e ristoratori coordinato dalla Confcommercio, non manca il colorito supporto dei Canevaroli della Terra di Bassano e c’è persino una gigantesca torta dedicata alla tappa di oggi e creata da una nota pasticceria cittadina.
Insomma: prendendoli per la gola, Bassano ha fatto una bella figura anche con i giornalisti di tutto il mondo.
Dopo la prima fase della telecronaca trasmessa su Rai Sport, alle 14 comincia la diretta su Rai Due, proprio mentre i ciclisti, attraversate Crespano e Semonzo, intraprendono la prima delle due salite sul Grappa, con ascesa sul versante trevigiano via Campocroce e discesa sulla strada Cadorna.
Le immagini dal Grappa sono uno spettacolo nello spettacolo, coi paesaggi ripresi in mondovisione e soprattutto con la folla entusiasta (100mila persone, secondo alcune testate, 150mila spettatori secondo la Gazzetta dello Sport) al passaggio della corsa.
Ovunque, come a Bassano, bandiere slovene: per questo Paese con poco più di 2 milioni di abitanti, il fenomeno-Pogačar (inteso come ciclista fenomenale ma anche come fenomeno nazionale) è qualcosa di indescrivibile.
Sono immagini che avete visto anche voi o non serve che ve le descriva ulteriormente.
Non occorre neanche che qui ripercorra i momenti salienti della tappa partita da Alpago sotto la pioggia, perché sono già stati raccontati in tempo reale dai miei colleghi nazionali dell’aula bunker alla Vittorelli.
Parto invece dal momento in cui la cronaca si trasforma in qualcosa vicina alla leggenda.
Seconda salita del Grappa.
Giulio Pellizzari, il giovane talento del Team VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, marchigiano ma col padre cresciuto in queste zone, è ancora in fuga solitaria dopo aver scollinato per primo nella prima ascesa.
Il gruppo degli inseguitori è a circa 2 minuti: tra questi nelle prime posizioni c’è la maglia rosa Tadej Pogačar con gli uomini della sua squadra, la UAE Team Emirates, a fare l’andatura.
A un certo punto, a tre chilometri e mezzo dal Gran Premio della Montagna, Pogačar - che oggi corre con una speciale bicicletta rosa - si sgancia, in 15 secondi lascia tutti gli altri indietro, vola come il vento, presto va a raggiungere e a superare Pellizzari e da allora inizia l’one-man show, in mezzo al muro della folla in delirio.
Il resto è tutta discesa verso la gloria: all’entrata a Bassano del Grappa e lungo il rettilineo finale, lo sloveno volante saluta ripetutamente i tifosi a bordo strada, per poi tagliare il traguardo solitario e trionfante.
La sua corsa si arresta proprio davanti all’area esterna riservata alla stampa, da cui tutti escono come forsennati e lo circondano con fotocamere, telefonini e telecamere prima che venga risucchiato dalla premiazione e dalla RAI.
Nella bolgia, compare una ragazza bionda: è Urska, la sua fidanzata, slovena e ciclista anche lei, che lo abbraccia e lo bacia a sigillo dello storico momento.
E non poteva che avvenire a Bassano l’apoteosi del bacin d’amor.
Quella di Bassano è la sesta vittoria di Tadej Pogačar al Giro d’Italia 2024.
No contest.
Sul traguardo di viale delle Fosse il nuovo eroe nazionale sloveno, in maglia rosa dalla seconda giornata del Giro, ha preceduto di 2’07” Paret-Peintre, Martinez e Tiberi.
In classifica generale ha ora un vantaggio di 9’56” su Daniel Felipe Martinez e di 10’24” su Geraint Thomas. Distanze siderali. Domani la Corsa Rosa si conclude con la passerella finale a Roma con arrivo al Colosseo: sarà solo la consacrazione del nuovo imperatore delle due ruote, che peraltro è anche un tipo simpatico.
La cerimonia di premiazione, col sindaco Elena Pavan e l’iper-governatore Luca Zaia tra le autorità presenti, è il momento top per il tripudio del pubblico sloveno accorso in città con le sue bandiere sventolate ovunque.
Sono in mezzo a molti di loro mentre Pogačar sale ripetutamente sul podio come vincitore di tappa, campione di Slovenia e maglia rosa.
Dai tifosi connazionali del fenomeno 25enne si leva più volte il coro: “Pogi! Pogi! Pogi!” (pronuncia: “Poghi! Poghi! Poghi!”). Un gruppo indossa anche delle maglie di color rosa con la scritta “Go Pogi”. E gli sloveni qui presenti non sono Poghi, sono tantissimi.
È il flash conclusivo di una giornata da ricordare, senza retorica ma con la consapevolezza di un grande evento perfettamente riuscito.
Oggi non abbiamo soltanto goduto di un Monte Grappa e di una Bassano del Grappa al meglio del loro splendore.
Oggi abbiamo assistito a una pagina della storia del ciclismo: il Tadej-Day.
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