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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Gli Houthi nello Yemen restano in disparte nella guerra USA-Israele contro l’Iran
Gli Houthi mantengono una posizione prudente mentre cresce il rischio di un allargamento del conflitto regionale
Pubblicato il 19 mar 2026
Visto 15.734 volte
Nel 2014, gli Houthi hanno conquistato gran parte del nord dello Yemen e la sua capitale, Sana'a costringendo all'esilio il governo riconosciuto a livello internazionale. Una coalizione a guida saudita, a sostegno del governo yemenita, è entrata nel conflitto l'anno successivo e, da allora, gli Houthi combattono una lunga guerra civile in Yemen, in gran parte in una situazione di stallo. Sebbene gli Houthi condividano alcuni legami politici e religiosi con l'Iran, seguono una diversa dottrina dell'Islam sciita e sono indipendenti dalla Guida Suprema iraniana, a differenza del gruppo armato libanese Hezbollah e di diverse milizie irachene sostenute dall'Iran.
In questa guerra tra USA-Israele e Iran, che si estende in tutto il Medio Oriente, gli Houthi yemeniti sono rimasti ai margini del conflitto, sollevando interrogativi sul motivo e sul momento in cui questo gruppo, temprato dalla battaglia, potrebbe entrare in combattimento.
Manifestazione di protesta degli Houthi contro gli attacchi statunitensi e britannici contro siti militari vicino a Sana'a (14 gennaio 2024). Foto: AP
All’attacco l'Iran ha reagito con missili e droni, prendendo di mira basi militari americane e altre località nei paesi arabi del Golfo, interrompendo le rotte commerciali, bloccando le forniture di carburante e minacciando il traffico aereo regionale.
Dall’inizio della guerra, almeno finora, gli Houthi, hanno limitato il loro sostegno a Teheran alla retorica e a una protesta di massa per denunciare gli attacchi. Gli analisti ritengono che un coinvolgimento del gruppo ribelle sia ancora possibile e che l'attuale moderazione faccia parte di una strategia della pazienza, anche se, al momento, l’accordo dello scorso anno per la fine delle ostilità tra gli Houthi e gli USA, grazie alla mediazione dell'Oman, sembra reggere.
L’accordo prevede che nessuna delle due parti prenda di mira l'altra, comprese le navi americane, nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab, garantendo la libertà di navigazione e il regolare flusso del traffico marittimo commerciale internazionale.
Com’è noto l’influenza iraniana si estende in gran parte del Medio Oriente attraverso i suoi alleati. Alcuni di loro sono già entrati nel conflitto: Hezbollah ha ripreso gli attacchi missilistici con droni contro Israele, le milizie legate alla Resistenza islamica in Iraq hanno rivendicato attacchi con droni contro basi statunitensi a Erbil.
Gli Houthi, invece, finora, si sono limitati a proteste e dichiarazioni di condanna della guerra contro l'Iran, a differenza delle ondate di attacchi missilistici e con droni che in passato avevano lanciato contro Israele e le navi nel Mar Rosso. In quell’occasione, gli Houthi, lanciarono contro Israele oltre 130 missili balistici e decine di droni carichi di esplosivo.
Stando alle ultime dichiarazioni, attribuite al nuovo leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, l'Iran potrebbe aprire nuovi fronti nel conflitto: un segnale che, secondo alcuni analisti, indica che gli Houthi potrebbero presto entrare in scena.
La quiete degli Houthi potrebbe essere un'attesa strategica, coordinata con l'Iran.
Se gli Houthi entrassero in guerra, probabilmente inizierebbero dal mare. Il Mar Rosso rimane il loro principale teatro di pressione, con la possibilità di riprendere gli attacchi contro navi legate a Israele o agli Stati Uniti. Poi sarebbe la volta di Bab al-Mandab e del Golfo di Aden, con ulteriori ripercussioni sul traffico marittimo globale, soprattutto di petrolio, in un momento in cui l'Iran sta strangolando il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.
Gli Houthi potrebbero anche puntare i loro missili e droni contro basi israeliane o statunitensi nel Golfo, o contro i Paesi che le ospitano.
Potrebbero essere presi in considerazione anche attacchi contro gli impianti petroliferi: gli Houthi hanno già colpito strutture in Arabia Saudita durante il lungo conflitto contro la coalizione a guida saudita.
Tuttavia, qualsiasi decisione di entrare in guerra potrebbe essere influenzata anche dalla situazione interna in Yemen, che è tutt’altro che semplice da interpretare. Gli Houthi dovranno tenere d'occhio il fronte interno, viste le pessime condizioni economiche nelle aree sotto il loro controllo, mentre i negoziati per una soluzione politica al conflitto civile rimangono in fase di stallo.
Ma nulla è scontato: tutto può cambiare da un momento all’altro.
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