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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Canada tra difesa e nuove scelte strategiche
Il difficile equilibrio tra sicurezza, sovranità e interessi economici
Pubblicato il 01-02-2026
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Continua la querelle tra Stati Uniti e Canada sulla questione relativa all’acquisto dei caccia F35, alimentata dai dubbi su costi e sulla manutenzione. A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono anche le osservazioni sprezzanti di Donald Trump, che ha definito il Canada il “51° Stato”, dichiarazioni accolte molto male dall’opinione pubblica canadese. Di conseguenza, il governo canadese avrebbe grandi difficoltà nel giustificare politicamente il proseguimento del programma di acquisizione.
Nel mese di marzo dello scorso anno, in risposta alle minacce tariffarie da Trump, il Canada aveva annunciato la revisione del suo ordine da 19 miliardi di dollari per 88 caccia stealth F-35. L’accordo era stato firmato con il gigante della difesa statunitense Lockheed Martin nel 2023, dopo anni di ritardi, e versando un acconto per i primi 16 jet, la cui consegna è prevista a partire da quest'anno. Sebbene Ottawa procederà con l’acquisto dei 16 jet, le forze armate starebbero cercando soluzioni alternative altrove per i restanti caccia. La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che la Royal Canadian Air Force (RCAF) considera l'F-35 essenziale per le proprie esigenze operative, mentre il governo e gran parte della società civile chiedono soluzioni alternative.
Il Primo Ministro del Canada Mark Carney
La Lockheed Martin afferma che, qualora il Canada mantenesse l'intero ordine, potrebbe ottenere notevoli benefici economici, con la creazione di lavoro per un valore stimato di 15 miliardi di dollari. Le discussioni tra il governo canadese e Lockheed Martin sono ancora in corso. Sebbene il Canada stia riesaminando l'acquisto degli F-35 dalla scorsa primavera, varie fonti sostengono che sia ancora troppo presto per stabilire se il Canada ridurrà il proprio ordine e di quanto.
In teoria, l'acquisto da parte del Canada potrebbe fermarsi a sedici velivoli iniziali, poiché non sono previste penali contrattuali per il mancato completamento dell'ordine rimanente. D'altra parte, sia il produttore dell'aeromobile, Lockheed Martin, sia il governo degli Stati Uniti hanno avvertito che i contratti aerospaziali canadesi relativi all'F-35 potrebbero essere messi a rischio.
Secondo l’ambasciatore statunitense in Canada, Pete Hoekstra, se Ottawa non procederà all’acquisto di 88 velivoli, gli Stati Uniti dovranno acquistarne un numero maggiore e intensificarne l’impiego nello spazio aereo canadese per fronteggiare le minacce dirette verso il territorio statunitense. In altre parole, se il Canada non sarà in grado di garantire tali capacità, Washington sarà costretta a colmare le lacune operative.
Se il Canada non acquisterà gli 88 F-35, ci potrebbero essere conseguenze per il Comando di difesa aerospaziale del Nord America (NORAD).
Il NORAD è un'organizzazione binazionale statunitense e canadese incaricata delle missioni di allerta e controllo aerospaziale per il Nord America. L'allerta aerospaziale include il monitoraggio di oggetti artificiali, nello spazio e il rilevamento, la convalida e l'allarme di attacchi contro il Nord America, siano essi aerei, missili o veicoli spaziali, attraverso accordi di supporto reciproco con altri comandi. Il controllo aerospaziale include la garanzia della sovranità aerea e della difesa aerea dello spazio aereo di Canada e Stati Uniti.
L’ambasciatore sottolinea che “il NORAD potrebbe essere modificato” se il Canada decidesse di optare per un prodotto inferiore, non intercambiabile e non interoperabile come l'F-35, cambierebbe la capacità di difesa degli Stati Uniti e di conseguenza, dovrebbero capire come sostituirlo.
Secondo il National Defense Strategy degli Stati Uniti per il 2026, il Canada ha un ruolo fondamentale da svolgere nel contribuire a difendere il Nord America da minacce emergenti, tra cui il rafforzamento delle difese contro le minacce aeree, missilistiche e sottomarine.
La Svezia corteggia il governo Carney affinché prenda in considerazione l'acquisto dei suoi aerei da combattimento Gripen, prodotti dalla società svedese Saab. I progetti dell'azienda svedese stanno suscitando notevole interesse nel governo Carney, che sta cercando di diversificare le fonti di approvvigionamento di equipaggiamenti militari canadesi e di rafforzare il settore industriale colpito dai dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo quanto appreso dalla CBC News, le forze armate canadesi dovrebbero acquistare 72 caccia Gripen e sei velivoli da sorveglianza GlobalEye affinché il produttore svedese Saab possa mantenere la promessa di creare 12.600 posti di lavoro in Canada.
L'ambasciatore Pete Hoekstra ha espresso il proprio apprezzamento per gli impegni assunti dal Canada nell'ultimo anno in ambito militare, quali l'accelerazione dei tempi per il raggiungimento degli obiettivi di spesa per la difesa fissati dalla NATO e il recente accordo sulla cooperazione nell'Artico, il quale fornisce un buon esempio del mutevole ambiente fisico e strategico ed è una zona di competizione internazionale. Sia la Russia che la Cina stanno aumentando la loro attività nell'Artico. Secondo il Comando settentrionale degli Stati Uniti, l'impiego da parte della Russia di missili da crociera avanzati a lungo raggio, in grado di raggiungere gli accessi settentrionali, mirando a colpire obiettivi negli Stati Uniti e in Canada, sono la nuova minaccia militare dominante nell'Artico.
Inoltre, la riduzione dei ghiacci marini e la competizione per le risorse presentano sfide sovrapposte in questa regione di importanza strategica. La Cina non si accontenta di restare un semplice osservatore della crescente competizione, dichiarandosi uno “stato quasi artico” e ha adottato misure per normalizzare la sua presenza navale e commerciale nella regione, per aumentare l’accesso a risorse redditizie e rotte di navigazione.
Invece, nell'ambito di un forum sulla cooperazione industriale tra Corea del Sud e Canada, il 26 gennaio scorso sono state firmate a Toronto alcune intese. All'evento hanno partecipato un rappresentante dell'ufficio presidenziale sudcoreano e i ministri dell'industria e della difesa, a conferma del forte impegno di Seul nel vincere la gara d'appalto per la fornitura di 12 sottomarini per le forze armate canadesi.
Hanwha Ocean, la divisione cantieristica del gruppo, e Hanwha Systems, attiva nei sistemi di difesa, hanno firmato congiuntamente cinque memorandum d'intesa (MOU) con aziende canadesi. Gli accordi delineano proposte volte a fornire vantaggi industriali e tecnologici alle aziende del Canada, in linea con l'iniziativa “Buy Canadian” di Ottawa in un contesto di crescente protezionismo commerciale globale.
Il governo canadese sta inoltre lavorando per diversificare i partenariati commerciali e attrarre nuovi e massicci livelli di investimento. Alla luce di ciò, la Cina, seconda economia mondiale, offre enormi opportunità. Il 16 gennaio scorso il Primo Ministro Mark Carney ha visitato Pechino, la prima visita di un capo di governo canadese in Cina dal 2017. Il sito dell’ufficio del primo ministro canadese riporta che tra i vari accordi raggiunti figura l’accesso al mercato canadese per un massimo di 49.000 veicoli elettrici cinesi, con un’aliquota tariffaria del 6,1%.
Nel 2024 la Cina è stata il secondo partner commerciale del Canada, con un totale di 118,9 miliardi di dollari di scambi commerciali bilaterali. Le esportazioni canadesi verso la Cina sono state pari a 30 miliardi di dollari, mentre le importazioni hanno raggiunto gli 88,9 miliardi di dollari.
La visita del primo ministro canadese mira a ristabilire i rapporti con Pechino e a trovare nuove opportunità economiche al di fuori degli Stati Uniti.
Non sarà un compito facile, vista la pressione esercitata su Ottawa affinché riesca a diversificare il commercio senza danneggiare i rapporti con Donald Trump né a compromettere la sicurezza nazionale.
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