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Capo di accusa

Tribunale della Pedemontana. Intervista al sostituto procuratore della Repubblica di Vicenza, dott. Hans Roderich Blattner. “Chi lavora con la giustizia, sa perfettamente che si tratta di un progetto assolutamente inutile e anacronistico”

Pubblicato il 01-02-2025
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Parlare di Tribunale della Pedemontana al Tribunale di Vicenza è come parlare di bistecca alla fiorentina in un club di vegani.
Ma noi siamo Bassanonet e uno dei compiti che ci siamo prefissati è quello di approfondire i grandi temi che riguardano il nostro territorio andando anche oltre i confini della Repubblica di Bassano, come la chiamava il grande Luigi Agnolin.
Uscire dalla “comfort zone” bassanese è l’unico modo per allargare la visione sull’attualità che ci riguarda, quando tocca - direttamente o indirettamente - anche gli interessi di altri territori. E la questione del Tribunale è attualmente il caso più eclatante in questo senso.

Il sostituto procuratore della Repubblica della Procura presso il Tribunale di Vicenza, dott. Hans Roderich Blattner (foto Alessandro Tich)

Ancora una volta, dunque, accendo in trasferta il registratore del mio telefonino per raccogliere le dichiarazioni di chi ha qualcosa da dire al riguardo.
E in questa occasione lo faccio con un interlocutore autorevole, per il ruolo che ricopre in campo giudiziario.
È il dott. Hans Roderich Blattner, sostituto procuratore della Repubblica della Procura presso il Tribunale di Vicenza.
Blattner, il cui nome e cognome tedesco (non ho resistito dal chiederglielo) è motivato dal fatto di essere figlio di padre bavarese e di madre italiana, mi riceve nel suo ufficio all’ultimo piano del palazzo di giustizia di Borgo Berga.
Lo possiamo anche definire a pieno titolo un “rappresentante di categoria”, nella sua veste di presidente della sezione distrettuale ovvero regionale per il Veneto dell’ANM, Associazione Nazionale Magistrati.
Diciamo dunque che può trattare l’argomento, anche per il lavoro che svolge, con cognizione di causa.
Quello che però il dott. Blattner esprime in merito all’idea del Tribunale Made in Bassano appare essere un giudizio senza appello, per restare nel campo delle similitudini con la giustizia.
“Insostenibile dal punto di vista delle risorse, assolutamente inutile e comunque anacronistico.”
È il capo di accusa che viene contestato dal magistrato inquirente vicentino nei confronti del progetto del Tribunale del circondario pedemontano, come dall’intervista che segue.

Dottor Blattner: se io le dico “Tribunale della Pedemontana”, lei cosa mi risponde?
Io le rispondo che si tratta di un Tribunale che oggi come oggi è insostenibile dal punto di vista delle risorse. Perché, molto semplicemente, già mancano adesso magistrati e soprattutto personale amministrativo in tutti i Tribunali del Veneto e sicuramente non ci sono le risorse per poter coprire una nuova struttura. Poi faccio anche una valutazione di merito sul fatto che si tratta di un Tribunale inutile, perché oggi la tendenza della giustizia è quella di una maggiore specializzazione che può essere raggiunta solo, ovviamente, in contesti di Tribunali molto più grandi. E quindi, concettualmente, aprire un altro Tribunale o comunque un Tribunale ultra-territoriale, sicuramente non aiuta questo tipo di esigenze. Non ci sarà alcun vantaggio neanche per l’utenza, per il semplice motivo che ormai il processo civile è tutto telematico. Quindi in ogni caso quello della distanza o della prossimità è un tema che oramai non è più attuale. E poi dall’altra parte, anche per le stesse imprese buona parte del contenzioso è riservata al Tribunale delle Imprese che sta a Venezia. Quindi diciamo che non c’è nessun vantaggio reale nel fatto di avere un Tribunale in loco.

Il sottosegretario alla Giustizia Ostellari continua a ripetere che qualora venisse istituito il Tribunale della Pedemontana, verrebbe istituito con risorse “aggiuntive” di personale. A Vicenza temete invece che possano essere in qualche modo tolte delle risorse?
Guardi, dico molto banalmente: le risorse aggiuntive ben vengano. Il problema è che per avere risorse aggiuntive di magistrati occorrono dei tempi tecnici importanti. Un concorso di esaurisce di solito in un tempo di circa due anni e mezzo, tra che si inizi e che si ottenga un ruolo. Quindi è evidente che c’è scarsa elasticità dal punto di vista delle risorse umane. Per non parlare del personale amministrativo. Noi abbiamo una serissima difficoltà, anche utilizzando risorse di altri enti, come le Regioni o così via, a trovare personale disposto a venire nei Tribunali. Considerando che oggi abbiamo un 40% medio in tutto il distretto di scopertura di personale amministrativo. Quindi ovviamente si può parlare di più risorse, ma è altrettanto evidente che la tempistica per avere le risorse adeguate non c’è.

Parliamo sempre di Tribunali. Ma a Bassano nascerebbe anche una Procura della Repubblica in più. Una Procura in più sarebbe utile?
Riguardo alle “Procure in più”, io sono sempre dell’idea e della filosofia che le Procure andrebbero accentrate e non parcellizzate. Perché un conto è anche la specializzazione investigativa, e un conto è purtroppo anche affrontare il fatto che la criminalità di un certo tipo è una criminalità di carattere trasversale, intendo territorialmente. Quindi avere una visione parcellizzata delle indagini è una visione molto limitata e sicuramente molto meno efficace per il contrasto alla criminalità.

Alla recente inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Venezia sono emerse più voci critiche nei confronti del Tribunale della Pedemontana, soprattutto da parte della avvocatura ovvero degli Ordini degli avvocati. La magistratura veneta su questo tema si è esposta?
Si è esposta sempre. Noi ribadiamo una posizione comunque nota e ci allineiamo totalmente agli Ordini professionali, perché ovviamente noi che nei Tribunali ci lavoriamo, conosciamo perfettamente quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una nuova struttura come quella della Pedemontana. Quindi non è una questione campanilistica. È una questione che chi lavora con la giustizia e ha a che fare con la giustizia tutti i giorni, sa perfettamente che si tratta di un progetto assolutamente inutile e comunque anacronistico.

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