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Il buco nero del gioco

I dati shock presentati al Palazzo delle Competenze rivelano un sistema che brucia metà del valore delle tasse locali, trasformando il gioco in un buco nero per l’economia reale e le famiglie

Pubblicato il 29 gen 2026
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Il gioco d’azzardo non è solo una patologia individuale, ma un fenomeno sistemico capace di impoverire un intero territorio.
Questo è quanto emerso ieri pomeriggio al Palazzo delle Competenze durante l’incontro "Il buco nero del gioco: come l’azzardo sottrae risorse all'economia reale", nato dalla sinergia tra il progetto Stare al Gioco della Cooperativa Adelante, il SERD dell’Ulss 7 e il Palazzo delle Competenze, hub dedicato alla divulgazione della cultura della gestione dei rischi.
I numeri presentati da Simone Costenaro, fondatore del Palazzo delle Competenze, delineano uno scenario inquietante per il Distretto 1 dell’ULSS 7, che comprende 23 comuni.

L’evento ha presentato un’analisi inedita dei flussi economici legati al gioco d’azzardo nel Distretto 1 ULSS 7, mettendo in luce l’impatto concreto sul tessuto economico e sociale del territorio, con dati di forte rilevanza pubblica.

Nel corso del 2024, la cifra record allocata nel gioco d’azzardo ha raggiunto i 298 milioni di euro, una somma che equivale al 50% delle imposte nette versate dai contribuenti del territorio nello stesso anno.
Questa dinamica incide pesantemente sulle tasche dei cittadini, con circa l’8,6% del reddito medio individuale destinato all’azzardo, traducendosi in una perdita netta stimata di oltre 47 milioni di euro che spariscono dalle disponibilità delle famiglie.
L’analisi si è soffermata sul concetto di "costo opportunità", dimostrando attraverso simulazioni finanziarie come la stessa massa di denaro avrebbe potuto generare valore anziché distruggerlo.
Se investiti in strumenti tradizionali all’inizio del 2025, questi capitali avrebbero potuto produrre una crescita significativa, stimata in 93 milioni di euro nel mercato azionario o in un rendimento di quasi dieci milioni in titoli di stato, risorse che invece sono state sottratte ai consumi e agli investimenti locali.
Oltre all'impatto economico, l’incontro ha acceso i riflettori sulle drammatiche implicazioni sociali e sulla legalità.
La dottoressa Paola Castellan ha ricordato come dietro le statistiche si nascondano storie di isolamento e vergogna, mentre l’intervento di Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha denunciato la pericolosa normalizzazione dell’azzardo, spesso utilizzato dalla criminalità organizzata come strumento per il riciclaggio di denaro.

In questo contesto, il ruolo dei professionisti economici diventa fondamentale.
Banche, consulenti finanziari, assicuratori e commercialisti sono stati chiamati a farsi "primi osservatori" dei segnali di disagio, monitorando i flussi finanziari e l’indebitamento anomalo.
Come sottolineato da Simone Costenaro, l'azzardo riduce la capacità di crescita e sviluppo di tutta la comunità, rendendo necessario un impegno collettivo per trasformare i dati in strumenti di consapevolezza e prevenzione, perché dietro ogni numero ci sono persone e conseguenze reali.

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