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Veni, Vidi, Rixi
Sopralluogo del viceministro Rixi, dell’assessore regionale De Berti e del presidente della Provincia Autonoma di Trento Fugatti alla frana in Valbrenta. “Riapertura parziale della Valsugana entro un mese, l’evento ha acceso un faro sulla Valle”
Pubblicato il 01 feb 2024
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Veni, Vidi, Rixi.
Il tempo che ha a disposizione è ristretto, ma il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, numero due del Ministero retto da Matteo Salvini, arriva puntuale in Valbrenta per l’appuntamento che nel giro di poco più di un’ora prevede un sopralluogo alla frana di San Marino, sottoposta ai lavori di ripristino, un incontro con i sindaci dei Comuni del Veneto e del Trentino interessati dal tratto intermedio della Statale 47 e un briefing conclusivo con la stampa.
A fare gli onori di casa è il sindaco di Valbrenta Luca Ferazzoli e assieme a lui e al viceministro partecipano alla visita “on the road” sul punto della parete franata e al successivo incontro con gli amministratori locali nella sala consiliare del Comune a Carpanè di San Nazario anche la vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Veneto Elisa De Berti e il presidente della Provincia Autonoma di Trento, che è anche il presidente della Regione Autonoma del Trentino-Alto Adige, Maurizio Fugatti.
Il sopralluogo sul tratto della SS47 interessato dalla frana
A pochi metri dalla sede del summit, al famoso semaforo di Carpanè, termina il mondo percorribile su strada in sinistra Brenta, in direzione nord.
La SS47 è chiusa al traffico da San Marino a Rivalta, a 2,7 km di distanza, e i cartelli di deviazione indicano l’obbligo di svolta a sinistra sul ponte di Rialto che porta a Valstagna, sulla riva opposta.
Alle 15.30 circa scatto una foto alla Statale subito dopo il blocco di Carpanè, poco prima che sfrecci la colonna di auto con le autorità e le forze dell’ordine in direzione del sopralluogo alla frana: vederla così vuota, in uno dei punti notoriamente più trafficati del territorio, fa una certa impressione.
Tutt’altra scena sulla riva destra del fiume a Valstagna, con il traffico continuo che approfitta delle deroghe della nuova ordinanza del sindaco Ferazzoli per bypassare la chiusura della parallela Statale.
Non c’è che dire: siamo proprio dentro la notizia.
Quello di oggi è di fatto un incontro a metà strada fra Veneto e Trentino.
Sono presenti i sindaci dei Comuni del nostro comprensorio con parti di territorio in sede montana (Elena Pavan, Bassano del Grappa; Marco Frison, Enego; Matteo Mozzo, Marostica; Francesco Dalmonte, Pove del Grappa; Simone Bontorin, Romano d’Ezzelino; Stefano Bertoncello, Solagna) e ci sono i loro colleghi dell’asse-Valsugana della Provincia Autonoma (Enrico Galvan, Borgo Valsugana; Alberto Vesco, Castel Ivano; Claudio Ceppinati, Castelnuovo; Claudio Voltolini, Grigno).
Dal consiglio provinciale di Trento sono arrivate le due consigliere Stefania Segnana e Antonella Brunet, e ancora per la Regione Veneto è presente il vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco.
I primi cittadini non sono giunti all’appuntamento col viceministro a mani vuote, ma con un documento, intitolato “Viabilità in Valsugana”, siglato coralmente dai già citati Comuni, più Arsiè, Unione Montana del Bassanese e Comunità Valsugana e Tesino.
Il documento contiene “considerazioni e proposte a seguito delle gravi ripercussioni territoriali causate dagli ultimi smottamenti che hanno coinvolto la SS47, la linea ferroviaria Venezia-Trento e la ciclopista del Brenta”.
In sintesi, si chiede innanzitutto “la riapertura il prima possibile, almeno parziale, della SS47” e “quantomeno su una carreggiata con doppio senso di marcia”.
Quindi si punta il dito su Anas: “È indispensabile ottenere da Anas un programma certo delle attività di progettazione di ammodernamento della SS47”.
Si ricorda che ad oggi sono stati destinati ad Anas 8 milioni di euro per la progettazione della messa in sicurezza e adeguamento dei tratti viari maggiormente critici. Ma “dal 2018, a distanza di 6 anni, vi sono stati solo due incontri preliminari promossi dalla Regione Veneto per condividere alcune soluzioni progettuali”.
Per cui si insiste “affinché venga definito un programma per la progettazione dell’opera, che comprenda anche una verifica e messa in sicurezza dei tratti viabilistici e ferroviari maggiormente esposti al pericolo di caduta massi”.
Altro punto dolens del documento: la linea ferroviaria Trento-Bassano, sempre più sostituita dai bus “a causa di un’usura anomala delle ruote dei treni”.
Si chiede di cogliere l’occasione “per una soluzione radicale dei problemi anche in relazione al rinnovamento della linea ed alla sua compatibilità con la mobilità elettrica”.
Quarto punto: la ciclopista del Brenta, attualmente chiusa per la frana di massi successiva a quella di San Marino, dove il rischio idrogeologico si sovrappone alla giungla burocratica dei vari enti competenti. “Si chiede di istituire un tavolo Veneto-Trentino per risolvere definitivamente i nodi che impediscono di concludere e mettere in sicurezza questo asse strategico per l’economia dei nostri territori”.
Infine, i problemi supplementari causati dalla “parzializzazione delle carreggiate e dei viadotti” per i lavori di manutenzione straordinaria che impongono rallentamenti e riduzioni di corsia nel tratto di SS47 che collega la SPV con la Valsugana.
Si chiede “l’accelerazione della conclusione di questi lavori” per ridurre il disagio di chi viene indirizzato in percorsi alternativi e per gli abitanti dei territori interessati.
Caro viceministro Rixi: ciàpa, incarta e porta a Roma.
Terminato il programma ufficiale col sopralluogo sul punto della frana e con l’incontro coi sindaci a Carpanè, il viceministro Edoardo Rixi comunica ai media:
“Ci sarà una riapertura parziale della Statale Valsugana entro un mese, poi la riapertura della ferrovia di fatto entro metà marzo e l’apertura definitiva di tutte e quattro le carreggiate in tre mesi, a metà maggio.”
Cominciate quindi ad annodare i fazzoletti.
L’intenzione è però quella di riuscire ad anticipare la riapertura del tratto di SS47 oggi bloccato: “Il problema è che qua non avendo viabilità alternativa anche un’interruzione di un mese rischia di creare dei problemi significativi. Domani ci sarà un’altra riunione tecnica che andrà a decretare se riusciremo a stringere o meno i tempi.”
“Si sta lavorando sul versante della messa in sicurezza e evidentemente tutti questi interventi saranno legati alla situazione meteorologica e a eventuali rischi che ci sono di nuove frane - aggiunge l’esponente di governo -. Per quanto riguarda la parte ferroviaria bisognerà prolungare il tunnel in cemento armato e anche fare un intervento sul viadotto perché le pile sono state interessate dal crollo dei massi.”
Valsugana-emergenza ma anche Valsugana in prospettiva:
“Abbiamo oggi una visione immediata che è quella di intervenire sul problema attuale e una visione a medio e lungo periodo. La Valsugana è stata interessata più volte da problemi di carattere franoso e quindi bisogna pensare a una riprogettazione di opere, complessivamente, per andare a individuare le varie criticità.”
Ed ecco la dichiarazione del viceministro Rixi vincitrice del premio indetto dal mio bloc notes di appunti:
“È chiaro che comunque questo evento, nella sua tragicità, ha avuto due fortune. La prima è che non è stato coinvolto nessuno. L’altro elemento è che sicuramente ha acceso un faro su una Valle che altrimenti, probabilmente, non avrebbe avuto ancora questo faro per altro tempo. Da oggi, sicuramente, si parlerà molto di più della Valsugana e si cercherà di trovare anche delle soluzioni.”
Ma, riguardo al fatto di riprogettare le infrastrutture in Vallata, non siamo soli nell’universo.
“Questo è un problema che non riguarda solo la Valsugana, riguarda moltissime aree del Paese che negli ultimi vent’anni non hanno avuto nuove progettazioni - dichiara il vice di Salvini -. Noi siamo vissuti in questo Paese per tanti anni su opere che ritenevamo eterne ma che hanno una vita utile sempre più breve, sia per il cambio delle caratteristiche che hanno ad esempio i mezzi di trasporto, sia per i cambi climatici e sia anche per la qualità dei materiali che nel tempo furono realizzati.”
“Quindi - continua - il tema che noi abbiamo oggi in Valsugana lo riscontriamo purtroppo in varie aree del Paese.” È evidente che l’Italia ha più viadotti e gallerie che tutto il resto dell’Europa messo assieme. E oggi andare a riparlare di una ristrutturazione complessiva del Paese è molto oneroso. Lo stiamo facendo, stiamo facendo un progetto fino al 2032 e all’interno di questo progetto inseriremo tutti quegli accorgimenti che consentano di trasformare anche arterie come questa in arterie che aumentino la loro efficienza.”
Conclude il viceministro Edoardo Rixi:
“Una nuova infrastrutturazione o il revamping di vecchie infrastrutturazioni è un processo che deve portare a una condivisione profonda in Valli come questa. Sappiamo che questa è una Valle delicata e che la connettività tra Veneto e Trentino è uno dei grandi temi irrisolti in quest’area geografica.”
Ma come viene vista la questione Valsugana da parte trentina?
Lo chiedo al presidente della Provincia Autonoma Maurizio Fugatti.
“Noi siamo ovviamente consapevoli della problematica, delle questioni della sicurezza che devono essere poste al primo posto, per poter prima riaprire la strada - mi risponde -. Dopodiché noi abbiamo portato le preoccupazioni soprattutto dei nostri territori turistici, vicini al confine qui con il Veneto, dove la chiusura di questa strada sta creando problematiche. E quindi il nostro ruolo, non avendo competenze tecniche per i temi infrastrutturali, è quello di spiegare la nostra preoccupazione e di chiedere di fare il prima possibile, sapendo che la sicurezza è al primo posto.”
Rilancio al presidente che una volta risolta l’emergenza, resterà ancora aperto l’eterno problema della Valsugana in quanto infrastruttura viaria.
“Questo è un tema reale - conferma Fugatti -. Ed è collegato al tema della Valdastico. Quindi se c’è la volontà da parte dei territori, della concessionaria e del Ministero di fare il completamento della Valdastico, noi siamo sicuramente favorevoli.”
Sì, avete letto bene: ho scritto “favorevoli” e non ho sbagliato.
“Pur con le tante problematiche che ci sono sul territorio trentino - precisa il presidente di Provincia e Regione Autonoma -. Si fa fatica a trovare i Comuni che sono favorevoli al passaggio sul loro territorio, però noi siamo sempre convinti di doverla fare, quest’opera.”
E prima di concludere, non posso non sentire anche il padrone di casa: il sindaco di Valbrenta Luca Ferazzoli che in questi giorni ha scoperto che tutte le strade non portano solamente a Roma, ma anche nel suo Comune.
“Diciamo che in questa questione ci sono due livelli - afferma il primo cittadino -. Il primo livello è quello di risolvere, ovviamente, questa situazione contingente legata alla frana. E abbiamo capito che tutti i soggetti interessati stanno mettendo forte pressione perché si apra il prima possibile, però abbiamo anche capito che comunque di un mese si tratta. Ma abbiamo anche visto che tutti stanno mettendo in campo qualsiasi risorsa perché questo termine venga anticipato e questo da un certo punto di vista ci rincuora.”
“Il secondo aspetto è quello che portiamo noi a loro - prosegue il sindaco -. Io ho detto al viceministro che noi, senza voler mancare di rispetto, abbiamo avuto qui anche un ministro nel 2008, che era Di Pietro, e che si deve capire che oggi dalla Valbrenta parte un grande grido di dolore perché in pochi giorni noi abbiamo la ferrovia interrotta, la statale 47 interrotta e anche la ciclopista interrotta.”
“Quindi questo è un territorio che per le pressioni che noi stiamo subendo, degli amici trentini, di tutti gli industriali, degli artigiani, eccetera, si dimostra ancora una volta quanto sia strategico. Però ha queste tre interruzioni.”
“E allora, tutti insieme, senza nessuna divisione ma con le idee chiare - conclude Ferazzoli -, dobbiamo trovare le soluzioni che sono assolutamente necessarie perché nel 2024, in un territorio importante come questo, queste criticità devono essere assolutamente superate.”
Bravo sindaco! Trento e lode.
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