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Attualità

L’azzardo che "svuota" il territorio

Al Palazzo delle Competenze un forum sull'impatto economico del gioco

Pubblicato il 26 gen 2026
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Il gioco d’azzardo non è solo una patologia che colpisce il singolo, ma una ferita aperta nel tessuto economico del territorio che drena risorse vitali ai consumi e al risparmio.
Di questa complessa emorragia finanziaria si discuterà mercoledì 28 gennaio, dalle 16.30 alle 17.30, presso il Palazzo delle Competenze di via Angarano, in un incontro che punta a spostare l’attenzione dalle conseguenze cliniche a quelle macroeconomiche del fenomeno.

Il costo sociale del gioco: mercoledì l’incontro al Palazzo delle Competenze.

I numeri che fanno da sfondo all'evento sono imponenti: nel solo 2024, gli italiani hanno puntato al "tavolo verde" oltre 157 miliardi di euro, una cifra che rappresenta circa il 7,2% del PIL nazionale e che supera di 20 miliardi la spesa sanitaria complessiva del Paese.
In Veneto la situazione è altrettanto critica, con una raccolta che ha superato gli 8,5 miliardi di euro annui. Scendendo nel dettaglio provinciale, nel vicentino la spesa pro capite legata all'azzardo sfiora i 2.000 euro per ogni cittadino, traducendosi in una massa monetaria sottratta direttamente agli acquisti nei negozi di vicinato e alla stabilità dei conti familiari.

L’evento, intitolato "Il buco nero del gioco: come l’azzardo sottrae risorse all’economia reale", nasce dalla collaborazione tra il Palazzo delle Competenze, l’ULSS 7 Pedemontana, la Cooperativa Adelante e il progetto "Stare al Gioco". L'iniziativa parte da una premessa tanto semplice quanto allarmante: ogni euro bruciato nelle slot machine o nelle scommesse online è un euro sottratto alla spesa nei negozi di vicinato, ai progetti delle famiglie e alla crescita delle imprese locali.

Il confronto vedrà la partecipazione di relatori di rilievo, tra cui il Cav. Uff. Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, la dottoressa Paola Castellan e Simone Costenaro. Insieme a loro, il dibattito si aprirà al ruolo cruciale che figure come banchieri, consulenti finanziari e assicuratori possono giocare nel territorio. Questi professionisti sono infatti spesso i primi a poter intercettare i segnali di un tracollo economico, osservando anomalie nei flussi di cassa o smobilizzi improvvisi di capitali che nascondono situazioni di fragilità legate alla ludopatia.

L’incontro si propone quindi come un momento di formazione per le istituzioni e gli operatori locali, chiamati a fare rete per salvaguardare la tenuta sociale e la stabilità economica della comunità bassanese fronteggiando un costo sociale che, per ogni singolo giocatore patologico, è stimato superare i 30.000 euro annui tra spese sanitarie e perdita di produttività.
La partecipazione all’evento è gratuita.

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