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Lo scrivo o non lo scrivo? Lo scrivo o non lo scrivo? Deciso: lo scrivo.
È da qualche giorno che mi ronza in testa questo editoriale, anche se lo ritenevo un argomento forse un po’ troppo “leggero” rispetto ai temi super-strong (Tribunale della Pedemontana, Polizia Locale e Unione Montana del Bassanese, eccetera) che ultimamente stanno mettendo a dura prova la mia pazienza di cronista e la vostra di lettori.
Ma quando ho visto le reazioni alla “presa in giro” di Crozza-Zaia nei confronti della città di Bassano del Grappa, andata in onda nella puntata di “Fratelli di Crozza” di venerdì scorso 7 marzo, non ho potuto che ritornare sulla mia amata tastiera, per quanto lei mi stia implorando da settimane di ridurre il ritmo dei miei articoli.
Crozza-Zaia nella gag con gli “amministratori” bassanesi (fermo-immagine da YouTube)
Devo fare subito una doverosa premessa, che fa già presagire il mio punto di vista sul “Crozza dello scandalo”.
Per me Crozza-Zaia è un personaggio straordinario. È persino più simpatico del Luca Zaia originale.
E vi confesso che già da qualche anno, quando ho qualche minuto da dedicare alla salutare pratica del cazzeggio, spesso vado su YouTube a cercarmi i video di Crozza-Zaia che mi sono già visto in televisione oppure che mi sono perso.
E sempre personalmente, penso che quello di venerdì scorso sia stato uno dei migliori Crozza-Zaia di sempre.
Mi sono letteralmente sganasciato, presa in giro di Bassano compresa.
L’alter ego zaiano del comico genovese è riuscito in un colpo solo a dissacrare simpaticamente la ghiacciatura della pista da bob di Cortina d’Ampezzo, i nuovi treni Pop e Rock della Regione Veneto e Bassano del Grappa Città veneta della Cultura.
Il personaggio è sempre “sul pezzo” perché Maurizio Crozza basa le sue gag sugli articoli di stampa e servizi televisivi degli ultimi giorni, e anche del giorno stesso, riguardanti il governatore del Veneto.
E il conto alla rovescia per “strucare el boton” per la ghiacciatura della pista da bob di Cortina, ad esempio, era chiaramente riferito al countdown di Zaia a Bassano, venerdì scorso 7 marzo, per la comparsa sui tabelloni della Superstrada Pedemontana dell’avviso degli sconti sulle tariffe dei pedaggi per il traffico locale.
Ma forse Maurizio Crozza non conosceva il noto motto popolare: scherza coi fanti, ma lascia stare Bassano del Grappa.
Non servirebbe ripercorrere la gag di Crozza su Bassano, visto che è ormai conosciuta urbi et orbi, ma comunque la riassumo.
Con la scusa della nomina di Bassano del Grappa a Città veneta della Cultura, Crozza-Zaia ha ricevuto i doni del “sindaco” di Bassano (coi capelli), dell’“assessore agricola” che involontariamente (?) ricordava molto il nostro assessore Giada Pontarollo che però ha la delega alla Cultura e al Turismo e dell’“assessore” al Turismo che gli ha regalato “un pezzo originale del nostro famoso Ponte di Bassano”.
Il tutto introdotto dalla gag sui treni Rock della Regione, quando cita i Led Zeppelin:
“Zeppelìn xe un nome de Bassano del Grappa. Bassano che come tutti sapete, quest’anno xe a capitae dea cultura del Veneto.”
A parte i soliti luoghi comuni inesatti (quando Crozza-Zaia dice al “sindaco”: “A Bassano avete la grappa pure nel nome”) e qualche ulteriore imprecisione (il regalo del “provolone” che non è assolutamente un formaggio bassanese o del Grappa, pensate se a Crozza-Zaia avessero regalato il “bastardo”), io questo “omaggio” di Maurizio Crozza a Bassano del Grappa l’ho trovato spassoso, ironico nella misura giusta e assolutamente non offensivo. Eppure…
… eppure Apriti Brenta: più voci si sono levate in città contro la performance del comico e imitatore genovese che ha osato ridicolizzare il prestigio dell’ottava città del Veneto.
L’amministratore del gruppo Facebook “Bassanesi nel mondo”, ad esempio, ha postato quanto segue:
“Fratelli di Crozza, puntata di ieri 7 marzo… una autentica presa in giro per la nostra Città dopo esser stata promossa come Città veneta della Cultura 2025. La satira è una cosa, la pochezza di questo teatrino, con tutto il rispetto, poteva essere risparmiata a Bassano e ai bassanesi.”
Va però anche detto che i commenti al post si sono schierati per la maggior parte a favore di Crozza. Qualche esempio:
“Ma no, è stata molto simpatica la gag”; “Io ci ho riso molto. Madò! Che permalosi! Bello ridere degli altri ma l’importante è l’autoironia”; “A me ha fatto ridere…va presa per quello che è, nulla più”; “Prendere in giro noi e gli stereotipi è normale, lo fanno tutti. Ma la satira va presa per quello che è: momenti divertenti di ilarità”; “Come si fa a criticare la satira di Crozza? Sempre sorridente e ne ha per tutti…bravissimo”; “Ma fatevela una risata ogni tanto va…!!!...Personcine tristi…!!!”.
Solo per citarne alcuni.
Sono lo spunto ideale per le mie conclusioni.
E concludo ribadendo concetti già noti, perlomeno ai nostri lettori più affezionati.
Perché ho sempre scritto, e già da tempi non sospetti, qual è il vero problema della città di Bassano ovvero dei suoi ambienti istituzionali e “ufficiali”.
E cioè quello di prendersi sempre troppo sul serio, di non riconoscere le critiche altrui, di considerarsi intoccabile da chi la osserva e ne parla da fuori e di guardarsi continuamente allo specchio nel suo status autoproclamato di più bella del reame, nel segno di una visione cronicamente “bassanocentrica” di un mondo che dovrebbe ruotare attorno a lei.
E qualsiasi cosa che non aggrada al pensiero mainstream bassanese - come ad esempio scrivere su Bassanonet anche del Tribunale di Vicenza e non solo del Tribunale della Pedemontana - viene bollato come un reato di lesa maestà.
Figurarsi la satira: neanche a parlarne.
I commenti postati nel gruppo “Bassanesi nel mondo” però mi confortano.
Sono espressioni di una Bassano alternativa, più disincantata, meno impaludata nel suo provincialismo, più aperta alle provocazioni, meglio se intelligenti, e che sa stare allo scherzo.
Del resto, venerdì scorso 7 marzo abbiamo avuto l'onore di ricevere l’attenzione nel corso della stessa giornata sia di Luca Zaia con la SPV che di Crozza-Zaia in Tv.
E notoriamente, two Zaia is megl’ che uàn.
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