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Caso Istituto Maffioli di Paderno: intervista al presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon. “Comprensibile il disagio dei genitori, ma per un ragionamento di più lungo respiro bisogna mettere sul tavolo tutti i dati a disposizione”

Pubblicato il 14-02-2025
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Fino ad oggi, negli ormai diversi articoli da noi dedicati al caso della sede di Pieve del Grappa, località Fietta a Paderno, dell’Istituto Alberghiero “Giuseppe Maffioli”, frequentata anche da una cinquantina di studenti del Bassanese, abbiamo riportato le voci di quasi tutti i protagonisti della vicenda e anche di vari esponenti politici a supporto.
Ho scritto “quasi tutti” perché su Bassanonet mancava ancora la voce dell’attore principale.
Si tratta del presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon.

Il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon (foto Alessandro Tich)

È stata infatti la Provincia a decidere la chiusura della sede staccata del Maffioli di Villa Fietta a Paderno a partire dal prossimo anno scolastico.
Decisione poi rientrata a seguito della nota riunione a Venezia con l’assessore regionale all’Istruzione Valeria Mantovan, in cui è stata trovata la soluzione-tampone del proseguimento dell’attività didattica a Villa Fietta anche per il prossimo anno scolastico e per le classi dal secondo al quinto anno.
Lasciando però sul campo dei punti interrogativi sul futuro a più ampio termine della sede scolastica, che non è di proprietà dell’amministrazione provinciale, trattandosi di una scuola in affitto, e sulla quale la Provincia non può pertanto effettuare investimenti.
Per chiedere più certezze sui destini della sede di Paderno, bisogna recitare un Padernoster.
Stefano Marcon, che è anche il sindaco di Castelfranco Veneto, interviene a Castello di Godego alla posa della prima pietra dei lavori di realizzazione della sottovia per la soppressione del passaggio a livello sulla SR 245 Castellana della linea ferroviaria Castelfranco-Bassano.
Argomento di cui mi occuperò in un prossimo articolo.
È l’occasione per avvicinarlo e sentire le sue parole sul caso Maffioli.

Presidente Marcon: per il prossimo anno scolastico la situazione dell’Istituto Maffioli di Pieve del Grappa è stata risolta. E per gli anni successivi?
Ci siamo seduti ad un tavolo assieme alla Regione e l’elemento nuovo che dà speranza è questo suggerimento di un indirizzo del 4+2 rispetto al quale la Regione si è impegnata di attivare un inizio di dialogo. Vediamo se si riuscirà a concretizzare. Io però ci tengo a sottolineare alcune questioni. Uno: il tema dei ragazzi che studiano al Maffioli di Pieve c’è e in qualche modo, laddove si dovessero spostare, sono disagi difficili da superare. E quindi abbiamo preso tempo. Due: il tema della valorizzazione del Grappa. Questo è un altro dei temi che hanno mosso questo tipo di discussione. Quella della Pedemontana del Grappa è una zona che è stata sguarnita di servizi, vede uno spopolamento e quindi va bene fare dei ragionamenti per la sua valorizzazione. Io personalmente non credo che sia la permanenza del Maffioli a far rivivere quella zona. Però sono disponibile al confronto assieme a tutti. Cioè, il Maffioli potrebbe essere un elemento. Lei è del Bassanese, vero?

.
Bene. E quindi nel futuro, se qualcuno da Bassano vorrà venire a studiare al Maffioli di Castelfranco Veneto, prendendo il treno ci mette meno che con l’autobus andare a Pieve. È uno degli elementi magari da mettere sul piatto. Se i sindaci del Bassanese vorranno concorrere alla valorizzazione della Pedemontana e dare alcune risposte su questi indirizzi ai propri ragazzi, sappiano che l’alternativa c’è. Purtroppo il calo demografico non investe solo il Maffioli, investe tutta la popolazione scolastica. Ci confrontiamo da sindaci ogni anno nel riorganizzare le scuole, perché vediamo che chiudono. Il tema del calo demografico non può essere derubricato alla chiusura del Maffioli o meno. Vien da sé che la riorganizzazione di alcuni servizi e di alcuni modelli ai quali siamo abituati deve essere rimessa in gioco. Con questo spirito io ho detto “ok, riflettiamoci”. Ragioniamo assieme, vediamo che cosa si può dare tanto all’offerta formativa dei ragazzi quanto al territorio della Pedemontana che ha patito nel tempo dei disagi, con una risposta che possa essere in grado di coniugare tutti gli interessi.

L’anno prossimo al Maffioli di Pieve andranno i ragazzi dal secondo al quinto anno e quindi non è prevista una classe prima. È un segnale?
È un segnale che però, ribadisco, può essere ripreso in considerazione se parte questo nuovo modello con gli ITS del 4+2, come ci è stato suggerito dalla Regione. Giusto però per mettere in evidenza tutti gli elementi, ricordo che una delle due quarte oggi è composta da 11 ragazzi. Credo sia un elemento che indurrà a riflettere anche coloro che non hanno i ragazzi che vanno a scuola al Maffioli. Perché io capisco i genitori che pagano dei disagi e si vedono dover fare delle valutazioni diverse. Questo disagio è comprensibilissimo. Ma se si vuole fare un ragionamento di più lungo respiro, bisogna mettere sul tavolo tutti i dati a disposizione. E farlo cercando di essere scevri da condizionamenti di interessi diretti. Questo è un tema che credo meriti una riflessione più approfondita.

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