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Aaah, che belli, gli allestimenti natalizi nel nostro territorio: tutti idealmente contenuti in un gigantesco freezer.
Sembra infatti che nei centri principali non si possa proprio fare a meno di quella che è ormai diventata una moda tra il periodo dell’Avvento e l’Epifania che poi tutte le feste si porta via.
Mi riferisco alle piste di pattinaggio su ghiaccio, coi numerosi frequentatori che si rincorrono sui pattini per divertirsi e forse anche per smaltire qualche pandoro in eccesso, e coi Comuni del comprensorio che si rincorrono senza pattini per proporre la pista più attrattiva con programma natalizio collaterale compreso.
La pista di pattinaggio su ghiaccio di Castelfranco Veneto (foto da Facebook / Natale sotto le Mura)
Di piste del ghiaccio abbiamo già scritto molto in queste settimane, grazie all’improvvisa e inattesa novità dell’impianto realizzato, non senza difficoltà e ritardi, nel Brolo di Palazzo Bonaguro ad Angarano City.
A Bassano del Grappa l’offerta natalizia - tra mercatini, eventi, manifestazioni e trenini - è già ricca per conto suo e probabilmente se la pista del ghiaccio in destra Brenta non fosse stata allestita, non se sarebbe avvertita la mancanza.
Ma almeno per i Comuni di una certa dimensione, è come se fosse diventato quasi obbligatorio “avere la pista” per vantare un programma di Natale degno di tale nome.
La conferma arriva da un raffronto di quello che per richiamare il popolo natalizio è stato messo in piedi, o per meglio dire sui pattini, alle nostre latitudini.
Lascio stare da questa veloce analisi la pista di pattinaggio su ghiaccio di Asiago, gettonatissima nel periodo delle festività.
Lì, sull’Altipiano storicamente dedito agli sport invernali, quell’impianto si trova nel suo ambiente naturale e oltretutto non si tratta neppure di una pista temporanea ossia “a scopo natalizio”, essendo stabilmente collocata all’interno del palaghiaccio ovvero Pala Hodegart (alias Odegar) dove gioca la gloriosa squadra locale di hockey su ghiaccio, la Migross Asiago.
Concentro invece la mia attenzione sul comprensorio pedemontano e di pianura del Progetto Esagono dei tempi che furono, oramai sempre più in preda agli entusiasmi dell’Era Glaciale.
A Castelfranco Veneto, innanzitutto, sta facendo faville la pista di pattinaggio su ghiaccio “Castelfranco Magical Winter”, allestita proprio sotto le mura medievali, nell’area degli spalti prospiciente piazza Giorgione.
L’impianto rientra nel programma di “Natale sotto le Mura” nel centro castellano, col mercatino di Natale e un fantasmagorico gioco di luminarie nelle ore serali.
A Bassano nelle scorse settimane abbiamo scritto ghiacciai di parole sulle polemiche iniziali per l’allestimento della pista del ghiaccio nel Brolo di Palazzo Bonaguro, area di valore storico e ambientale, tutelata dalla Soprintendenza eccetera eccetera.
A fronte di ciò, colpisce il fatto che la pista di Castelfranco Veneto sia stata installata accanto al complesso storico delle mura del castello: non solo la circostanza non ha creato discussioni e levate di scudi, ma la visione d’insieme di questa Holiday on Ice in salsa castellana appare ampiamente gradita al pubblico pattinante.
Non è da meno Cittadella.
Qui la pista di pattinaggio è stata allestita nel cuore del centro storico, in piazza Pierobon, con un bell’alberone di Natale collocato al centro della superficie ghiacciata.
Come a Castelfranco, anche a Cittadella l’iniziativa è direttamente supportata dall’amministrazione comunale, col nome ufficiale di “Cittadella on Ice”.
Idem con patate, anzi, pardon, idem con ghiaccioli a Marostica dove la tradizionale pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Castello, gestita dalla Pro Marostica e pure benedetta dall’amministrazione comunale, non ha certamente bisogno di presentazioni per il pubblico dei lettori di Bassanonet.
La vera novità 2024 per questa sceneggiatura alla “Frozen - Il regno di ghiaccio” arriva da Fonte.
Qui Comune, Pro Loco, commercianti ed associazioni si sono messi assieme per lanciare il “Progetto Natale Diffuso on Ice”, con l’allestimento di una pista da ghiaccio coperta di circa 300 mq, “unica nella Pedemontana del Grappa” come sottolineato ancora a fine novembre dall’amministrazione comunale di Fonte con opportuno comunicato stampa trasmesso in redazione.
Il tutto accompagnato dal Villaggio di Natale e dalle “casette di Natale food/drink”.
E infine, ovviamente, c’è anche Bassano del Grappa che per la prima volta si apre al rutilante mondo dei ghiacci natalizi con la pista nel Brolo di Palazzo Bonaguro, voluta dalla Confesercenti, “sopportata” dalla antagonista Confcommercio che del Natale bassanese è la depositaria ufficiale e allestita col benestare, non troppo dichiarato ai quattro venti, dell’amministrazione comunale.
In quanto a gioco di squadra per le piste del ghiaccio, in confronto coi Comuni del vecchio Esagono già citati sopra, a Bassano dobbiamo ancora imparare tante cose.
Comunque sia, ci troviamo di fronte ad un autentico business nazionale per le imprese del settore “intrattenimento sul ghiaccio” che forniscono ai gestori delle piste i materiali e gli accessori del caso.
Del resto, come dice il saggio, l’economia bisogna pur muoverla in qualche modo.
Per fare una pista e mantenerla funzionante servono un bel po’ di cose che a loro volta consumano un bel po’ di energia, oltre agli impianti di illuminazione: serbatoio e pompa d’acqua, impianto di raffreddamento, collettori, tubazioni frigorifere e via refrigerando.
Come ha evidenziato un articolo pubblicato su sportoutdoor.it a firma di Claudio Gervasoni, una stima approssimativa - perché dipende da diversi fattori, tra cui la temperatura ambientale - dei consumi di una pista del ghiaccio si aggira intorno ai 2-3 KWh per metro quadro al giorno, per un costo che varia dai 2.500 ai 3.000 euro al mese di corrente, quando l’energia elettrica non venga prodotta, come spesso accade, da generatori a gasolio.
Inoltre, sempre secondo il report di sportoutdoor.it, una pista di ghiaccio di 200 metri quadri, ovvero il minimo sindacale di dimensioni per un impianto del genere, consuma circa 19.000 litri d’acqua e in due mesi di funzionamento immette nell’atmosfera circa 5,5 tonnellate di CO2.
Insomma: quando Babbo Natale fa rima con impatto ambientale.
Ma di fronte all’attrazione esercitata da queste piccole imitazioni del Rockefeller Center di New York, non c’è transizione ecologica che tenga.
Tutti a pattinare, dunque, per provare quello che oggi è l’autentico must delle nuove tendenze natalizie, in barba ai rigori dell’inverno.
Tanto poi vicino alla pista c’è sempre il chiosco del vin brulé per riscaldare lo spirito, nuovo Codice della Strada permettendo.
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