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Ieri si è conclusa una settimana a dir poco movimentata per l’amministrazione comunale bassanese, con un vero e proprio “test stress” per il sindaco Nicola Finco, concentratosi nei Tre Giorni del Condor tra martedì e giovedì scorsi.
Martedì sera i fuochi d’artificio hanno fatto sparare i primi bengala nell’assemblea di quartiere XXV Aprile contro l’ecopiazzola.
Giovedì sera abbiamo invece assistito al finale pirotecnico in consiglio comunale (voltaspalle dei cittadini per mancata interrogazione su ecopiazzole + bagarre minoranze su interrogazione Polizia Locale e Unione Montana + Pravdanet, come l’ha definita spiritosamente qualcuno), come ormai ben sapete dai nostri articoli della cliccatissima Trilogia di Bassano.
Paolo Retinò (foto Alessandro Tich)
Ma da Pravdanet passiamo adesso a Retinet.
Tranquilli: non si tratta - e giammai fosse - dell’impossibile unione tra Reteveneta e Bassanonet.
Mi riferisco al consigliere comunale di minoranza Paolo Retinò, della lista Bassano per Tutti - Europa Verde, che tramite un comunicato stampa trasmesso alle redazioni esprime il suo commento politico sulle animate vicende dell’ultimo consiglio comunale, come dal testo che segue.
COMUNICATO
Di piazzole, Unioni Montane, leadership offuscate e stili comunicativi.
Dopo il Consiglio Comunale di giovedì scorso qualcosa bisogna dire.
Anzitutto si sono incrinati (spero provvisoriamente) i rapporti di fiducia tra Istituzione e cittadinanza e tra Bassano e il Bassanese.
A margine di ciò: bisogna ricordarsi che certe forme pacifiche (e, per quanto forti, pienamente legittime) di protesta non sono folklore locale, ma strumenti leciti per esprimere un dissenso altrimenti delegittimato a prescindere.
Si è detto che abbiamo strumentalizzato la cittadinanza, ma dev'essere una battuta.
All'assemblea di San Vito la gente urlava “te ghemo anca votà”; in XXV Aprile lo stesso. La gente, indipendentemente dal proprio voto, ha un desiderio: essere ascoltata. Chi non lo fa a Bassano viene criticato.
Noi abbiamo tentato di istituzionalizzare la protesta portando la cosa in Consiglio per discuterla ed eventualmente motivarla in pubblico; per settimane siamo stati zitti
per trovare insieme un'uscita ragionevole.
Sarebbe stato più facile per me scrivere comunicati per alimentare il furor di popolo, ma ho preferito agire da amministratore, seppur di minoranza.
Poi, per una velleità tutta interna alla maggioranza sull'Unione Montana, che ci è stato impossibile approfondire non per nostra causa, abbiamo perso molta della fiducia dei comuni limitrofi, anche di quelli politicamente alleati. Siamo stati polemici nell’uscire dall'aula?
Assolutamente no, solo non abbiamo voglia di assistere muti alle scenette altrui.
Se il tema è importante va discusso in consiglio, con diritto di parola per tutti.
Infine: gli sfoghi gratuiti per ribadire la propria presunta dominanza politica o morale non ci appartengono, sono comportamenti estranei al nostro modo di fare politica civica. Facciamo politica per i valori e per il servizio, non per ideologia, e lo dimostra quello che il mio gruppo porta avanti da anni.
Ho dimostrato in campagna elettorale di saper fare un passo indietro significativo per quella che ho ritenuto una scelta giusta. Ecco, non serve che il Sindaco faccia passi indietro e si scusi, è sufficiente che non succeda più quanto successo il 26 settembre. Si ripartirà senza problemi.
Bassano è moderata: lo sia anche il suo Sindaco. Bassano dialoga: anche egli lo faccia. Bassano è generosa e solidale: lo sia anche chi amministra.
Paolo Retinò
Consigliere comunale Bassano per Tutti - Europa Verde
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