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Premiato Ambulatorio Dr. Finco
Nicola Finco e la sanità. Sulla sua immagine di salvatore della patria socio-sanitaria il nuovo sindaco di Bassano ha giocato le carte più alte della sua campagna elettorale. Ora lo attende un compito per il quale non lo invidio e vi spiego il perché
Pubblicato il 29 giu 2024
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Una mattina mi son svegliato, pardon mi son recato a Bassano per seguire la centomillesima conferenza stampa della campagna per le amministrative.
Appuntamento nella sede elettorale della Lega in via Roma.
Si trattava di un punto stampa col candidato sindaco Nicola Finco e con Giovanni Baggio, candidato della lista Finco Sindaco e oggi eletto in consiglio comunale, sul tema delle opportunità offerte al Comune dall’Unione Europea, di cui al mio articolo “Ursulo von der Finco”.
Day Hospital Oncoematologico Pediatrico al San Bassiano: l’incontro inaugurale di ieri (foto Alessandro Tich)
Rievoco quella occasione perché prima che iniziassero le danze una signora con gli occhiali scuri e un po’ in avanti con gli anni è sbucata all’improvviso all’entrata della sede, ha chiamato Finco e, rivolgendosi direttamente a lui, gli ha segnalato il suo problema: aveva una patologia ad un occhio e l’Ospedale di Bassano le aveva prenotato una visita non mi ricordo quanti mesi se non un anno dopo.
E non mi ricordo neppure dove, se a Bassano o a Santorso oppure in escursione di montagna ad Asiago.
Era un manifesto appello all’aspirante primo cittadino, investito di poteri sovrasanitari dalla paziente oculistica, affinché facesse in modo che finisca una volta per tutte il nodo ancora irrisolto delle liste d’attesa.
L’allora candidato sindaco ha ovviamente ascoltato la cittadina ed elettrice che gli esponeva le proprie difficoltà con la sanità pubblica e, per così dire, “ha preso appunti”.
È stato un episodio sintomatico, per usare un aggettivo della terminologia medica, dell’immagine in primis mediatica e televisiva che Finco è riuscito a ritagliarsi a prescindere: quella del salvatore della patria socio-sanitaria, forte di una presenza sul campo nei 14 anni vissuti in consiglio regionale a Venezia.
Lo sa benissimo anche lui, anche se dagli archivi rimossi della memoria riaffiora un ricordo.
Vale a dire le 2.525 firme che chiedevano “attenzione sullo stato della sanità bassanese”, raccolte dai consiglieri comunali di centrosinistra del coordinamento di Area Vasta del Bassanese e consegnate il 29 giugno 2022 a Venezia da Angelo Vernillo all’allora vicepresidente del consiglio regionale, fresco di medaglia per la mozione presentata e poi anche tradotta in atto concreto per la ricostituzione dell’Unità di Senologia all’Ospedale San Bassiano.
Quella raccolta firme consegnata alle stanze dei bottoni regionali, per il tramite dell’esponente leghista bassanese e peraltro nel periodo degli ultimi strascichi della pandemia, è rimasta tuttavia lettera morta.
Ma queste sono osservazioni dei soliti giornalisti prevenuti: il Premiato Ambulatorio Dr. Finco non si discute.
Al punto che lo scorso 19 maggio Nicola Finco aveva deciso di presentare la quarta e ultima lista della sua coalizione al primo turno, la civica (ma con innesti di Italia Viva e di Noi Moderati) Finco Sindaco per Bassano, proprio ed appositamente davanti all’Ospedale di Bassano del Grappa.
In quella circostanza di presentazione della lista nell’area esterna del San Bassiano era emersa la figura di un Finco ecumenico e persino moderato.
Ha dichiarato di “voler tendere la mano” alla direzione generale dell’Ulss perché “i sindaci devono essere protagonisti del rilancio della sanità di questo territorio”.
“Negli ultimi anni - sono state le sue parole - abbiamo assistito a determinati disservizi, dalle liste d’attesa ai cittadini del Distretto 1 obbligati a recarsi presso il Distretto 2 e quindi a Schio o Thiene oppure sull’Altopiano di Asiago per delle visite generali. Quindi tutta una serie di disservizi anche alla popolazione anziana che hanno creato un certo malumore.”
“Noi vogliamo - ha quindi rimarcato - che l’Ospedale di Bassano del Grappa ritorni ad essere un Ospedale punto di riferimento per tutta l’area e che diventi un punto attrattivo non solo per i pazienti ma anche per i medici.”
“L’idea di fare oggi qui questa conferenza stampa è perché a Bassano questa è la più grande infrastruttura che abbiamo”, ha confermato e ha aggiunto:
“È il più grande centro servizi di tutto il Bassanese e chi fa il sindaco di Bassano e riveste l’importante ruolo di presidente della Conferenza dei Sindaci deve lavorare a stretto contatto con il direttore generale e con la direzione di questo nosocomio. Non tanto perché il sindaco decida la politica sanitaria, ci mancherebbe, però i sindaci hanno il ruolo di monitorare l’andamento della sanità, soprattutto di un Ospedale così importante.”
“Quindi - ha assicurato - sul centro servizi principale di Bassano del Grappa dobbiamo avere veramente un occhio di riguardo e questo sarà il tema principale su cui ci focalizzeremo fin dal primo minuto del nostro mandato.”
Da qui il suo proposito dichiarato della “prima cosa che farà da sindaco” e cioè “incontrare il direttore generale per capire quali sono i punti di forza e di debolezza e per capire come trovare le soluzioni”.
Sarà un compito certamente non semplice e personalmente non lo invidio.
Nicola Finco dovrà infatti essere in grado di mediare tra un approccio equilibrato e ponderato alle problematiche della gestione sanitaria pubblica, come impone il suo ruolo istituzionale, e il pressing di un’emittente televisiva che diversamente da quanto fatto nei riguardi di Elena Pavan sta garantendo al nuovo sindaco ampio spazio e grande visibilità ed è nota per gli attacchi all’Ulss 7 e in particolare al direttore generale Carlo Bramezza.
Per la serie: tra l’incudine e il fardello.
In un certo senso, il nuovo primo cittadino di Bassano del Grappa è stato di parola.
La prima cosa che ha fatto da sindaco è stata infatti proprio quella di incontrare il DG Bramezza.
Non da solo, però, e non ancora per confrontarsi “sui punti di forza e di debolezza” della sanità ospedaliera e territoriale. Ma per partecipare, in quella che è stata la sua prima uscita pubblica con la fascia tricolore, alla cerimonia di ieri per l’inaugurazione del nuovo Day Hospital Oncoematologico Pediatrico del San Bassiano, realizzato grazie a un consistente contributo economico di OTB Foundation.
I player principali del nodo-sanità erano tutti lì, uno vicino all’altro: il governatore Luca Zaia, principale depositario della politica socio-sanitaria della Regione Veneto, l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza e - quasi simbolicamente proprio in mezzo a Zaia e a Bramezza - il sindaco di Bassano e probabile nuovo presidente della Conferenza dei Sindaci del Distretto 1 dell’Ulss 7 Nicola Finco.
All’incontro inaugurale Zaia ha lanciato un messaggio inequivocabile e diretto, mettendo subito in chiaro il suo appoggio ai vertici aziendali dell’Azienda Sanitaria bassanese, confortato dai numeri: “Questa Ulss sta facendo un bel percorso. Lo dicono i dati del controllo di gestione.”
L’Ulss 7 Pedemontana è pertanto un elemento positivo della programmazione sanitaria regionale e l’interlocutore dei sindaci del territorio è e rimane Bramezza.
E anche in questo caso Finco, come accaduto per la signora con la visita oculistica prenotata chissà quando, ha dovuto “prendere appunti”.
Ora il neoletto sindaco di Bassano del Grappa dovrà passare alla cassa in termini di coesione con gli altri Comuni del comprensorio, in gran parte governati dal centrodestra e nella fattispecie dalla Lega.
È stato uno dei suoi mantra in campagna elettorale, che ha raggiunto l’apoteosi tre giorni prima del ballottaggio con la rimpatriata sul Ponte dei sindaci e amministratori leghisti pro Nicola Finco, da me ribattezzata Pontida degli Alpini.
In quella occasione Finco ha ribadito “il messaggio di unità” con le altre amministrazioni del territorio, anche e soprattutto nell’ottica delle sinergie sovracomunali, Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7 in primis.
“Bassano non vuole avere un ruolo di supremazia sugli altri Comuni - aveva dichiarato in quella centoeunomillesima conferenza stampa per la campagna elettorale -. La città cresce solo se cresce il territorio. È importante che la Conferenza dei Sindaci sia un gruppo di amici, in coesione.”
Benissimo. L’auspicio è che davvero Finco si tolga le vesti da salvatore unico della patria socio-sanitaria e - assieme ai suoi colleghi in gran parte dello stesso colore politico - sappia realmente fare coesione per entrare in dialogo costruttivo con la controparte aziendale, facendosi portavoce nei confronti dell’Ulss delle istanze che arrivano dal basso, e cioè dai cittadini, e non dall’alto.
Sarebbe cosa buona e giusta e sarebbe anche un’impostazione di lavoro opportuna, per evitare che a qualcuno venga in mente di comporre una nuova canzone intitolata “Eravamo quattro amici all’ASL”.
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