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Io ballo da sola
Bicentenario Canoviano: Bassano si smarca da Possagno e farà una grande mostra tutta per sé, affidata a Villaggio Globale International. L'assessore Cabion: “Noi, come città di Bassano, siamo in grado di essere leader del Canova”
Pubblicato il 11 mar 2021
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C'era una volta Bassagno, l'unione di fatto tra Bassano e Possagno, annunciata urbi et orbi in vista del Bicentenario Canoviano del 2022, con tanto di programmi da condividere e convenzioni da firmare. Erano altri tempi, quando ancora si pensava che Chiara Casarin - secondo quanto da lei stessa anticipato in una celebre intervista sul “Corriere” del 3 gennaio 2020 - sarebbe diventata la bi-direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa e del Museo Gypsotheca Canova possagnese.
Ma tra il dire e il fare, come ben si sa, c'è di mezzo Sgarbi e i destini della Fondazione Canova Onlus di Possagno, da lui presieduta, e del visitatissimo museo nel piccolo Comune della pedemontana del Grappa (50.000 presenze annue in tempi non-Covid) hanno preso un'altra strada. La qual cosa, tuttavia, non ha mai chiuso la porta a una possibile e auspicata collaborazione con Bassano del Grappa nell'anno che celebrerà i 200 anni dalla scomparsa del sommo scultore neoclassico.
La corresponsione di amorosi sensi tra i due poli canoviani del nostro territorio (Possagno in primis e Bassano in seconda battuta, grazie al generoso lascito di mons. Giovanni Battista Sartori-Canova, munifico fratellastro dello scultore) aveva persino generato una prima iniziativa congiunta nell'ottobre del 2019. In quei tempi venne lanciata un'azione di valorizzazione reciproca delle rispettive collezioni canoviane con l'emissione di un biglietto cumulativo a tariffa ridotta valido per la visita nei due musei.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
“Le due sedi, che distano pochi chilometri l’una dall’altra - scriveva pomposamente il comunicato stampa del Comune di Bassano che dava notizia dell'iniziativa congiunta -, diventano così un unico polo museale, il più importante al mondo per sostenere e promuovere la conoscenza dell’arte canoviana nella sua totalità.”
“Le due sedi museali, che distano pochi chilometri l’una dall’altra - scriveva invece con altrettanta enfasi il comunicato stampa “parallelo” tramesso da Fondazione Canova Onlus in quella stessa occasione -, diventano grazie a questa convenzione un unico polo canoviano, il più importante al mondo.” Piccole differenze di linguaggio, ma la sostanza non cambiava: l'accordo per il biglietto “paghi uno e prendi due” da Possagno a Bassano e viceversa sembrava essere il primo atto di un matrimonio d'interesse destinato a far germogliare grandi cose in comune da qui al 2022. “Sembrava” e niente più.
Da allora la liaison istituzionale tra Bassano e Possagno non ha fatto più alcun passo concreto in avanti e ci si è messo di mezzo anche il Covid che tutto relega in secondo piano e - quando le cose non vengono fatte - tutto giustifica.
Fatto sta che nei primi giorni del 2020 era pronta una convenzione per la direzione unica dei due musei, che doveva essere consegnata brevi manu dal presidente Sgarbi al sindaco Pavan e che invece non è stata più firmata. La “direzione unica”, come noto, si è poi dissolta nel nulla. Così come si sono dissolte le “buone intenzioni” per formalizzare una volta per tutte la reciproca volontà di percorrere assieme il cammino del Bicentenario di Canova.
Il 31 ottobre 2020 sembrava che tutti i nodi arrivassero finalmente al pettine: Bassano e Possagno convocavano una conferenza stampa congiunta online per annunciare ufficialmente l'accordo di collaborazione tra i rispettivi musei per il coordinamento delle celebrazioni del Bicentenario Canoviano “Canova 2022”.
Un accordo in base al quale, come spiegato dal sindaco di Bassano Pavan, “ciascuno dei due enti avrà un proprio comitato scientifico, alcune iniziative le faremo insieme mentre altre saranno svolte singolarmente e avremo una comunicazione condivisa”.
Ma in quella stessa occasione il presidente Sgarbi aveva rotto le uova nel paniere definendo “assurdo che ci siano due comitati scientifici, che è meglio chiamare comitati di studio, per le due città” e rimarcando che “il comitato di studio deve essere uno solo e per il Bicentenario Canoviano deve essere istituito un comitato nazionale ministeriale”.
Tutto è rimasto quindi sospeso in un limbo indefinito e nella recente conferenza stampa online dello scorso 13 febbraio per l'annuncio del “dipinto segreto” scoperto sotto l'autoritratto di Canova sottoposto a restauro a Possagno, lo stesso Sgarbi aveva dichiarato che “non si sa ancora se il Bicentenario sarà in dialogo con Bassano” e che “Bassano non ha chiarito se hanno intendimenti di iniziative autonome, che sarebbero bizzarre rispetto agli accordi fatti”. “Dobbiamo capire - aveva sottolineato il presidente di Fondazione Canova - se le celebrazioni saranno fatte da Bassano e Possagno insieme oppure separate.”
E la risposta di Bassano del Grappa, anche se in forma indiretta, a questo punto non si è fatta mancare.
La risposta della città di Bassano è la grande mostra su “Canova e l'Europa” che sarà organizzata ed allestita in totale autonomia al Museo Civico nell'autunno del 2022.
L'ambizioso evento espositivo, curato da Mario Guderzo (ex direttore del Museo di Bassano e del Museo Gypsotheca di Possagno) e da Giuseppe Pavanello, era stato annunciato lo scorso 26 febbraio a margine della presentazione alla stampa dell'avvio dell'intervento di restauro integrativo del gesso danneggiato della Ebe.
Adesso l'argomento è anche al centro di una delibera di giunta comunale di “indirizzo organizzativo sulle celebrazioni della ricorrenza dei duecento anni dalla morte di Antonio Canova”. Nell'atto deliberativo si conferma che per il 2022 “è intenzione di questa amministrazione procedere alla realizzazione di un evento espositivo di rilevanza internazionale che valorizzi appieno il nostro patrimonio culturale canoviano”.
La giunta Pavan ritiene pertanto “fondamentale per la buona riuscita dell'evento celebrativo, che dovrà avere rilevanza internazionale, coinvolgere nella sua progettazione un operatore economico esperto nella progettazione-organizzazione e gestione di mostre che affianchi la direzione scientifica del museo”.
Bassano ha scelto dunque la strada da intraprendere per l'atteso anniversario dell'anno prossimo e nella delibera il nome “Possagno” non compare.
Lo stesso Comune di Bassano, con apposita determinazione dirigenziale, ha quindi disposto l'affidamento diretto “del servizio di progettazione di una mostra internazionale su Canova e di altri eventi connessi alle celebrazioni dello scultore previsti per il 2022”. L'incarico è stato affidato alla società Villaggio Globale International Srl, per un corrispettivo di 30.500 euro, pari a 25.000 euro netti oltre Iva e oneri vari. La Villaggio Globale International, di cui è amministratore delegato Maurizio Cecconi, è “vicina” a Mario Guderzo: aveva già curato l'organizzazione generale della grande mostra su Canova prodotta dal Comune di Bassano nel 2003, di cui Guderzo era stato uno dei tre curatori scientifici.
È inoltre società partner del Museo Statale Ermitage in Italia e più recentemente ha curato l'organizzazione della mostra “Canova e l'Antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nel 2019. Il suo compito sarà quello della “assistenza generale alla direzione museale e alla curatela scientifica nella definizione del progetto della mostra, del relativo budget e del cronoprogramma esecutivo” e del “coinvolgimento di enti, istituzioni e partner funzionali alla realizzazione dell'iniziativa e individuazione, in accordo con la committenza, delle strategie per la creazione di una rete istituzionale e di partnership da coinvolgere nell'iniziativa”. Bassano lancia dunque il suo messaggio a Possagno per il 2022: io ballo da sola.
Dulcis in fundo, la costituzione di un comitato scientifico ad hoc per gli eventi canoviani di Bassano del Grappa (grande mostra e iniziative precedenti) che sarà composto - come ho già anticipato in un precedente articolo - da Paola Marini, già direttrice del Museo di Bassano e delle Gallerie dell'Accademia di Venezia e membro del Comitato per l'Edizione Nazionale delle Opere di Antonio Canova; Fernando Mazzocca, già professore all'Università Statale di Milano e tra i massimi esperti dello scultore; Xavier F. Solomon, Deputy Director della Frick Collection di New York e Anne-Lise Desmas, Senior Curator e responsabile del Dipartimento di Scultura e Arti Decorative del Getty Museum di Los Angeles.
Un poker d'assi che dimostra come Bassano abbia voluto rispondere all'obiezione del presidente di Fondazione Canova Vittorio Sgarbi circa “l'assurdità” che ci siano “due comitati scientifici per le due città”.
Contattata telefonicamente da Bassanonet sui “rapporti in corso” con Possagno, l'assessore bassanese alla Cultura Giovannella Cabion sfodera innanzitutto le arti della diplomazia. “Abbiamo condiviso fin dall'inizio tutto quanto con Possagno per un discorso di territorialità - dichiara -. La nostra direttrice del Museo dottoressa Barbara Guidi è molto brava ed è anche in grado di seguire una mostra del genere. Sarà una mostra che rimanderà anche a Possagno, si pensa già a un biglietto condiviso. I rapporti con Possagno sono legati a un discorso organizzativo.”
Poi però la componente bassanocentrica prende il sopravvento. “Non sappiamo ancora cosa vogliono fare a Possagno nel 2022 - afferma l'assessore -. Noi, come città di Bassano, siamo in grado di essere leader del Canova. La direttrice Guidi sarà affiancata per l'organizzazione da Villaggio Globale e si rapporterà con un comitato scientifico internazionale. È lei che è il nostro faro e ci teniamo molto.” “Per lei - aggiunge la Cabion - questa mostra è una prova molto importante, in quello che sarà l'ultimo anno pieno del suo trienno di direzione del nostro Museo, ma sarà una prova importante anche per me e per il sindaco.”
Bassano del Grappa e Possagno: pochi chilometri di distanza in linea d'aria e un distanziamento istituzionale che appare sempre più marcato.
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