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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 11-03-2015 21:12
in Cronaca | Visto 3.215 volte

La gang delle due ruote

Due moldavi e un ucraino arrestati dai Carabinieri di Bassano. Rubavano auto e furgoni in case private e magazzini da usare per il loro vero scopo predatorio: i furti nelle aziende e nei negozi di biciclette

La gang delle due ruote

I tre arrestati dai Carabinieri. L'indagine è scattata dopo il tentato furto del 23 maggio 2014 alla Cavalera Cicli di San Zeno di Cassola

“Un vero e proprio sistema criminale, quello costituito dagli arrestati, esecutori di furti in abitazioni private e magazzini, per procacciarsi risorse, materiali e veicoli di vario tipo, con cui poi effettuare colpi ai danni di fabbriche e rivenditori di biciclette di valore, ricettatori dedicati a piazzare il materiale all'estero, in più Paesi dell'area balcanica.”
Così una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vicenza descrive l'attività predatoria dei tre personaggi dell'Est - i due moldavi Adrian Iuzu, 24 anni e Vasile Racovita, 23 e l'ucraino Oleh Buchevskyy, 40 anni - arrestati all'alba di oggi dai Carabinieri di Bassano del Grappa. Il terzetto è ritenuto responsabile di oltre una ventina di furti aggravati, messi a segno tra Veneto e Lombardia, ai danni di aziende e negozi di produzione o rivendita di biciclette e di componentistica per biciclette e di abitazioni private e magazzini, dove venivano rubati i mezzi da utilizzare per i colpi.
Iuzu e Racovita erano già finiti nella rete dei Militari dell'Arma: erano stati infatti gli autori del colpo del 5 novembre scorso al magazzino “Nord Cicli” di Pove del Grappa. Durante la fuga, con un bottino del valore di 150mila euro caricato su un furgone della ditta derubata, erano stati però intercettati dai Carabinieri di Bassano che dopo un lungo pedinamento li avevano arrestati in flagranza di reato a Novate Milanese, col recupero dell'intera refurtiva.
Per i due, richiusi in carcere a Vicenza, è scattato ora il nuovo provvedimento cautelare, mentre all'ucraino è stata concessa la misura degli arresti domiciliari nella sua abitazione a Lissone, in provincia di Milano.
Le indagini dei militari della Compagnia di Bassano, comandata dal cap. Mario Rocco, e del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinati dal lgt. Enrico Losavio, sono scattate a seguito del tentato furto avvenuto il 23 maggio dello scorso anno alla Cavalera Cicli di San Zeno di Cassola.
Sarebbero almeno sei, secondo i riscontri investigativi, i colpi compiuti o tentati dal terzetto in negozi e ditte del settore ciclistico, nella nostra zona e non solo.
Tra questi il tentato furto al negozio R-alfier Freetime Bikes il 10 ottobre a Castelfranco Veneto, il furto messo a segno il 14 ottobre alla Eurovelo Srl di Vittorio Veneto e il fallito colpo il giorno successivo alla Cicli Eclipse di Nove.
La banda preparava i suoi colpi per bene. I due moldavi, in particolare, studiavano i possibili obiettivi e rubavano gli automezzi da utilizzare per gli spostamenti, tutti con le chiavi inserite, da abitazioni o autofficine.
Almeno 16 i furti in casa accertati, compiuti dai malviventi per “prelevare” le auto: sempre diverse ogni volta, per evitare di essere segnalati e rintracciati.
I furti nelle proprietà private per procurarsi gli automezzi sono stati eseguiti nelle province di Brescia, Treviso e Vicenza: con sette visite, in una sola notte, in altrettante abitazioni a Dueville.
Per evitare intercettazioni, i dettagli dei furti da compiere nei negozi e nelle ditte di biciclette venivano forniti in “pizzini” di carta dove, oltre all'indirizzo dell'obiettivo, era indicato anche il punto dove parcheggiare il veicolo e persino gli indumenti da indossare. Una volta compiuto o tentato il colpo, i ladri non restavano in zona ma andavano e venivano dall'Est Europa. La loro base in Italia era Novate Milanese, dove soggiornavano a casa di alcuni connazionali.
Nell'operazione dei carabinieri sono stati sequestrati in tutto 18 autoveicoli (furgoni e vetture di grossa cilindrata) rubati e usati per i furti.
Le indagini non sono ancora concluse: della banda farebbero infatti parte anche altri complici.

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