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Redazione
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Special report
Giaronji
Rischio idraulico: appello del Comune di Mussolente alla Regione Veneto, con raccolta firme, per la pulizia dell’alveo del torrente Giaron, soffocato da canneti infestanti e depositi erbosi. Da agosto ancora nessuna risposta
Pubblicato il 18-10-2023
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“Gnanca in Egitto i ga i papiri così !”.
L’assessore alla Tutela del territorio del Comune di Mussolente Michele Ferronato, prima che inizi la conferenza stampa, si concede la battuta davanti agli altissimi e fitti canneti che sul tratto del torrente Giaron che costeggia via Leonardo Da Vinci infestano l’alveo del corso d’acqua.
L’effetto è quello di una giungla alla Jumanji, come quella del film e come quella di Gardaland. Lo potremmo quindi ribattezzare Giaronji.
Foto Alessandro Tich
Qui però non siamo in un parco divertimenti, ma in un quartiere residenziale i cui abitanti devono fare periodicamente i conti con le piene del torrente che in caso di fortunale arrivano a sfiorare i ponti e che in più di un’occasione, negli anni, sono esondate dalle sponde.
Ci troviamo in una zona molto bella della nostra pedemontana: sullo sfondo lo skyline del Massiccio, di fianco al Giaron un breve e piacevole percorso che porta al pittoresco capitello della Madonna dell’Acqua.
Il Giaron percorre il territorio del Comune di Mussolente da nord a sud per 6 chilometri. Lambisce parte del confine orientale del capoluogo e della frazione di Casoni. Proviene da Borso del Grappa e prosegue per Ca’ Rainati di San Zenone degli Ezzelini.
Nel suo corso, anche nei pressi di via Da Vinci, si incrocia in più punti con l’altra strada d’acqua del paese: il torrente Volon.
E quando i due torrenti si ingrossano, uno più uno fa quattro.
Quello del rischio idraulico del Giaron è un problema noto ed esistente ormai da tanti anni. Sono stati effettuati interventi di mitigazione delle piene violente come la massicciata di sponda a sud, realizzata nel 2020 a proprio carico dal Comune di Mussolente per una spesa di 100.000 euro. In più, sia a Borso che a Mussolente, sono state costruite delle vasche di espansione per il temporaneo contenimento dell’acqua in eccesso per eventi meteorici intensi. Ma nel momento in cui quest’acqua viene rilasciata, non si estingue il rischio di esondazione.
A Mussolente l’alveo del Giaron è infatti soffocato in diversi punti dalla folta vegetazione infestante che vi cresce spontanea.
A ciò si aggiunge il fenomeno, favorito dal corso pianeggiante del torrente, del deposito dei materiali trasportati dalle piene che formano dei terrapieni sull’alveo a loro volta ricoperti da manti erbosi.
Tutti ostacoli che hanno ridotto la portata del corso d’acqua e rappresentano un chiaro pericolo sia per la sicurezza idraulica del territorio, con possibili ripercussioni anche a danno delle abitazioni dei privati che risiedono nelle adiacenze del percorso torrentizio, che per l’igiene e la salute pubblica, arrivando in molti casi la vegetazione infestante a raggiungere le abitazioni stesse.
Perché il Comune di Mussolente non può intervenire per la pulizia e la manutenzione ordinaria dell’alveo del Giaron, estirpando in questo modo gli invadenti depositi e gli ingombri vegetali?
Elementare, Watson: perché il torrente è del Demanio dello Stato ed ogni intervento che lo riguarda è di competenza del Genio Civile, nella fattispecie quello di Treviso, che a sua volta viene finanziato allo scopo dalla Regione Veneto.
Gli ultimi lavori di pulizia del Genio sul letto del torrente in territorio misquilese risalgono tuttavia a ben 11 anni fa. Un’eternità. Nel frattempo la natura selvaggia si è impadronita della zona e lo dimostra a vista d’occhio anche l’altezza dei canneti, cresciuti a dismisura.
A nulla sono valse le reiterate richieste dell’amministrazione comunale all’ente competente affinché intervenisse nuovamente a ripristinare l’alveo: l’ultima risposta del Genio Civile di Treviso, risalente al 4 ottobre 2022, riferiva che non vi erano risorse economiche disponibili per intervenire.
Nel mese di giugno si sono mossi i cittadini di Mussolente che hanno promosso una petizione per sollecitare l’intervento, raccogliendo 265 adesioni.
Lo scorso 17 agosto il sindaco Cristiano Montagner ha quindi trasmesso una lettera, con le 265 firme allegate, al governatore Luca Zaia, all’assessore regionale all’Ambiente e al Dissesto idrogeologico Giampaolo Bottacin e allo stesso Genio Civile di Treviso, avente ad oggetto “Situazione di estrema pericolosità idraulica e di igiene pubblica alveo e sponde nel tratto in Comune di Mussolente del Giaron/Volon”.
Nella lettera-appello si richiede “un intervento immediato rispetto alla rimozione delle piante infestanti e l’abbassamento, o meglio la pulizia, del fondo dell’alveo”.
Il tutto “per far fronte in maniera adeguata ad eventi di piogge abbonanti, “bombe d’acqua”, e prevenire il diffondersi di zanzare e altri insetti e roditori nelle zone abitative adiacenti”.
La lettera del 17 agosto alla Regione Veneto, ad oggi, non ha ancora ricevuto risposta.
Da qui la conferenza stampa di oggi, convocata in via Leonardo Da Vinci, in riva al Giaron nel tratto Jumanji, per rendere noto il problema e diffondere il sollecito all’ente regionale.
Assieme al sindaco Montagner e all’assessore Ferronato sono presenti anche tre abitanti del quartiere: Giovanni Stocco ed Elsa Carlesso, promotori della raccolta firme, e Michele Facchinello.
“Il nostro intento - spiega il sindaco - è quello di riuscire a chiedere alla Regione che il Genio Civile abbia i fondi per fare questo tipo di manutenzioni ordinarie all’interno anche dei nostri piccoli Comuni. Questo perché, come vediamo, il canneto qui presente dimostra che sono diversi anni che la manutenzione ordinaria non viene fatta. Ma soprattutto per mancanza di fondi a disposizione del Genio Civile.”
“Noi abbiamo inviato questa lettera, assieme alle 265 firme da parte dei residenti - afferma ancora il primo cittadino -. Non abbiamo avuto nessuna risposta. Serve una presa di coscienza sulla mancanza di risposte a un piccolo Comune ai confini del territorio del Genio Civile di Treviso, che merita più attenzione.”
“Quindi l’intervento di oggi nei confronti dei mass media - aggiunge Montagner - è dovuto proprio allo scopo di mettere all’attenzione della Regione questo problema. Che è un problema grosso perché Mussolente, con la frazione di Casoni, ha un territorio molto fragile da un punto di vista di rischio idraulico e non solo.”
Ma al di là dell’appello e del richiamo alla Regione veneto, di che cosa ha effettivamente bisogno il torrente Giaron?
“Ha bisogno di una costante manutenzione degli argini - risponde l’assessore Michele Ferronato -. È una manutenzione ordinaria, basterebbe anche poter fare annualmente la pulizia dell’argine e questo permetterebbe che il materiale non vada nell’alveo e non vada quindi ad accumularsi costantemente, lasciando scorrere di più il torrente che penserebbe lui stesso ad auto-pulirsi. In queste situazioni invece il Giaron si blocca, ferma il materiale. Qui abbiamo materiale limoso, argilloso che diventa linfa per la vegetazione che continua a crescere ulteriormente.”
E cosa succede, dal punto di vista del controllo dei corsi d’acqua, quando a Mussolente arriva un fortunale?
“Purtroppo, non quando arriva ma quando è in previsione un fortunale io e il sindaco ci sentiamo costantemente - replica l’assessore -. Quando è in atto il fortunale io e il sindaco partiamo costantemente per andare a verificare la situazione. E proprio per questo abbiamo fatto un accordo con l’associazione misquilese della Protezione Civile sulla vigilanza dei torrenti. Proprio per essere già pronti, perché sappiamo che questa è una delle nostre difficoltà in questo momento.”
Riassunto finale: serve urgentemente intervenire, in vista anche della stagione delle piogge invernali e del disgelo primaverile, per la pulizia e manutenzione del torrente Giaron ma il Genio Civile di Treviso non ha i soldi per farlo.
Il Comune di Mussolente, supportato dalle firme di 265 cittadini, ha sollecitato la Regione affinché vengano stanziati i relativi fondi.
Ma la lettera trasmessa a Venezia, al momento, è stata portata via dall’acqua alta.
Fine del riassunto.
Ironia della sorte, venerdì scorso è pervenuto in Comune l’elenco delle raccomandazioni operative della Regione Veneto “per prevedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni di frana e alluvione”. “Indicazioni che condividiamo in pieno - commenta l’assessore - ma che ci deve essere permesso di attuare.”
“Per questo - sottolinea il sindaco Montagner - chiediamo che venga data la giusta attenzione a questo corso d’acqua con le dovute risorse o, qualora non sia possibile, diamo disponibilità a contribuire finanziariamente a patto che possa essere il Comune ad intervenire in modo da poter risolvere la situazione nel più breve tempo possibile, visto anche il crescente rischio di fenomeni piovosi imprevedibili e particolarmente abbondanti che si stanno registrando negli ultimi anni.”
Ed è la conclusione, per il momento, di questo Libro della Giungla in salsa misquilese.
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