Ultimora
20 Jan 2026 20:05
Milano Cortina -17: oltre 50mila a Vicenza per la fiaccola
20 Jan 2026 18:32
Dall'autopsia su Annabella nessun segno di violenza esterna
20 Jan 2026 18:04
A VeronaFiere torna Motor Bike Expo dal 23 al 25 gennaio
20 Jan 2026 17:39
Trovato morto il 26enne scomparso nel Rodigino
20 Jan 2026 15:54
Nel 2026 dei Musei Civici di Venezia nuove mostre e spazi espositivi
21 Jan 2026 00:49
Incidente ferroviario in Catalogna, un morto e 37 feriti di cui 4 gravi
20 Jan 2026 23:13
L'Inter cade con l'Arsenal, quasi addio alla qualificazione agli ottavi
20 Jan 2026 23:21
Napoli spreca, in vantaggio con Copenaghen in 10 si fa raggiungere
20 Jan 2026 22:54
Champions League, Copenaghen-Napoli 1-1
20 Jan 2026 22:51
Champions League, Inter-Arsenal 1-3
20 Jan 2026 21:44
Champions League: in campo Copenaghen-Napoli 0-1 DIRETTA
Redazione
Bassanonet.it
Studio Aperto
Lettera degli studenti sull’aula studio dell’Urban Center. Le precisazioni del mediatore nei rapporti tra gli studenti e l’Urban Giovanni Mauro: “Puntato troppo il dito contro l’Urban Center ma il problema è reale, c’è necessità di quello spazio”
Pubblicato il 30-06-2023
Visto 9.566 volte
Studio Aperto.
Non è il titolo di un Tg, ma quello che gli studenti universitari del bassanese vorrebbero alla sera e nei giorni festivi, per prepararsi agli esami quando la biblioteca civica è chiusa, preferibilmente nel luogo già utilizzato in passato e assai gradito: l’aula studio dell’Urban Center, attualmente ancora non disponibile dopo la chiusura per Covid prima e per l’allagamento al piano terra del palazzo in via Porto di Brenta poi.
Me ne sono occupato ampiamente ieri, prima pubblicando la lettera inviatami da “oltre duecento studenti del bassanese” e poi dando spazio all’immediata replica del presidente dell’associazione Urban Center Omar Peruzzo.
Giovanni Mauro (foto Alessandro Tich)
Oggi è il momento di aggiungere alcune puntualizzazioni al riguardo, come da richiesta trasmessami ieri sera, al termine di una giornata alquanto movimentata, da Giovanni Mauro.
Giovanni, 23 anni, studente di Giurisprudenza all’Università di Padova, svolge il ruolo specifico di mediatore nei rapporti tra gli studenti e l’Urban Center .
Lo aveva citato nella sua intervista di ieri anche Omar Peruzzo, dichiarando quanto segue:
“Stiamo adesso riprovando a riaprire con nuovi ragazzi, tra cui il portavoce Giovanni Mauro, per individuare dei referenti che possano assumersi la responsabilità di aprire con continuità e con un certo criterio.”
Proprio oggi, in serata, è in programma un incontro del “mediatore” Mauro coi rappresentanti dell’Urban per cercare di avviare una soluzione alla questione.
Diciamo - senza timore di essere smentiti - che la pubblicazione della lettera su Bassanonet ha favorito il percorso di chiarimento reciproco nell’intento di trovare una sintesi condivisa. Anche se alcuni punti vanno ancora perfezionati e alcuni angoli vanno ancora smussati.
Giovanni Mauro, mi tolga innanzitutto una curiosità. Tra gli oltre duecento studenti “giovani e forti”, come li ho chiamati io, che mi hanno scritto la lettera sulla mancanza di un’aula studio, c’era anche lei?
Non direttamente ma c’ero anch’io che sostenevo la causa.
“Non direttamente” vuol dire che l’hanno scritta altri?
Un comitato di ragazzi che era coinvolto nella situazione ha scritto la lettera e nel momento in cui è stata pubblicata io ho preso le parti di chi l’ha scritta.
Riguardo alla lettera cosa ha da dirmi?
Dico che la lettera presentava un problema ben preciso e cioè la mancanza di un’aula studio. Anch’io sento nella mia carriera accademica che mi manca un luogo dove studiare alla sera o durante i giorni festivi. Il discorso è che andavano precisate alcune cose sia dal lato nostro, degli studenti, per come è nata tutta la situazione, ma anche da parte dei membri del direttivo dell’Urban Center.
Ma la lettera lei la condivide al cento per cento?
Cento per cento sarebbe dire tanto. La condivido per la maggior parte.
Cos’è che non condivide allora? Quella parte minore della lettera che non condivide qual è?
Non condivido il fatto che si dice che sia stata coinvolta l’amministrazione comunale, quando è vero solo in parte, e si punta troppo il dito contro l’Urban Center. Dall’altro lato però capisco gli studenti che hanno visto l’Urban Center come i principali soggetti che hanno chiuso quell’aula.
Rispetto invece alla replica del presidente di Urban Center Omar Peruzzo cosa mi dice?
Diciamo che la lettera, bene o male, è servita a qualcosa. Sono stato subito contattato da Peruzzo e sono stato contattato dall’assessore Cabion. E abbiamo avuto modo di chiarire determinate cose o meglio che l’assessore Cabion effettivamente non era a conoscenza dei fatti, come io presumevo. Tuttavia quello che mi sorprende, essendo stato anch’io parte attiva nel dialogo tra studenti e Urban Center, è il fatto che si siano tralasciati i motivi principali che poi hanno dato vita al disagio da parte degli studenti.
E cioé?
E cioè questa continua promessa che l’aula studio veniva riaperta. I motivi della chiusura erano a noi sconosciuti, si era parlato di lavori ma si diceva che riapriva in un paio di settimane. E poi questa continua promessa da parte di un soggetto terzo, che in realtà col direttivo dell’Urban Center non c’entrava niente, ha generato in noi uno stato di inquietudine. Una volta ci hanno detto “due settimane”, poi siamo arrivati alla fine di ottobre, poi a dicembre, Pasqua. All’inizio di giugno ricevo la telefonata “siamo pronti a riaprire”. Oggi mi sembra di capire che siamo al 30.
Comunque i rapporti “diplomatici” sono stati ripresi. Vi siete sentiti ieri e oggi avete un incontro con l’Urban Center. Adesso come sta evolvendo la situazione?
All’inizio, nel marasma generale, la situazione era un po’ problematica nel senso che io sono riuscito a capire quali sentimenti e che tipo di emozione stesse provando Omar. Perché alla fine si è trovato ad avere puntato un dito mentre di base la colpa non era sua. Dall’altra parte mi sento, anche in qualità di studente, che finalmente riusciamo a portare avanti il progetto e la volontà di portarlo avanti è tanta. Il discorso su cui farei chiarezza invece, che a me preme tanto, e sono stato il primo a tirare i freni e a tirare i remi in barca, è il discorso sulla responsabilità ricordato anche da Omar Peruzzo.
Come si risolve il problema della responsabilità?
Vedremo questa sera che cosa verrà fuori. Un conto - e io ci tenevo e premevo a dirlo anche al soggetto terzo, all’Urban Center e a Omar - è chiedere a dei volontari studenti di aprire l’aula studio e di garantire un minimo standard di sicurezza. Un conto è diventare invece dei metronotte. E quindi farsi carico di tutta la responsabilità che deriverebbe dal fatto di trovarci all’interno dei muri dell’Urban Center.
In conclusione una domanda apparentemente banale. Perché per voi è così importante un’aula studio comunitaria, o comunque un luogo dove studiare, quando alla sera si può studiare anche a casa?
No, non è una domanda banale e la ringrazio per averla fatta. L’aula studio è importante perché non tutti a casa hanno la semplice cameretta da poter sfruttare la sera per studiare. Anche nel mio caso, non ho la possibilità di ripetere alla sera perché magari disturbo la mia famiglia e io mi ritengo comunque un ragazzo fortunato ma so che c’è tanta altra gente che non ha proprio un posto in cui poter studiare. Ma non soltanto questo. Quello che mi preme invece è il fatto che con la chiusura dell’aula studio serale si è andati a reprimere un diritto fondamentale di tutti quelli che sono gli studenti lavoratori che abitualmente utilizzavano l’aula studio, che durante il giorno lavoravano e alla sera andavano a studiare. Senza poi nulla togliere al fatto del ruolo un po’ sociale, comunitario come diceva lei, di quello spazio e di quella chiacchierata di dieci-quindici minuti tra noi studenti tra una pausa e l’altra, dopo un’ora e mezza o due ore di studio, dove tutti siamo super stressati per gli esami. E questa cosa rendeva in qualche modo più tranquilla e più piacevole la sessione di studio.
Il 21 gennaio
- 21-01-2025Ordini tassativi
- 21-01-2025In Fietta e furia
- 21-01-2024Wonder Pavan
- 21-01-2023Premiato Ristorante Da Morena
- 21-01-2022Riapriamo il discorso
- 21-01-2022L’ascensore comunale
- 21-01-2021Ci mancava Radetzky
- 21-01-2020Giro giro tondo
- 21-01-2019A tutti i costi
- 21-01-2019Skatewar
- 21-01-2019Nel giallo dipinto di blu
- 21-01-2018Il sindaco e l'ospedale
- 21-01-2017Arrestato e denunciato nigeriano per possesso di droga
- 21-01-2015“La senatrice invisibile”
- 21-01-2015Zaia: “Bene che Carabinieri restino a Bassano, ma terremo guardia alta”
- 21-01-2015Il Papa in jeans
- 21-01-2015Nuova Valsugana, “Dilettanti allo sbaraglio”
- 21-01-2013Liste Lega Nord: Todaro nei piani alti. In bilico la rielezione della Lanzarin
- 21-01-2013Elezioni, FLI candida Giunta
- 21-01-2012Mezzo miliardo al Veneto. Filippin: “Dove sono i meriti della Lega?”
- 21-01-2012Restauro San Giovanni: “Nessuna risorsa dall'8x1000”
- 21-01-2011I conti in rosso del Museo Civico
- 21-01-2011Bassano Fiere: l'uscita di scena dei Pasinato
- 21-01-2009Filarmonica Bassanese: nuovo logo e una nuova composizione per Bassano
- 21-01-2009L'ambulatorio per clandestini esiste già da un anno e mezzo
Più visti
Attualità
16-01-2026
Il 'The Times' incorona il Veneto: siamo noi la regione da visitare (impalcature comprese)
Visto 16.976 volte
Attualità
16-01-2026
La Fiamma Olimpica a Bassano: mercoledì 21 il passaggio sul Ponte Vecchio
Visto 13.078 volte
Geopolitica
17-01-2026
Italia – Giappone: collaborazione nel settore della difesa e non solo
Visto 8.782 volte
Attualità
16-01-2026
Il 'The Times' incorona il Veneto: siamo noi la regione da visitare (impalcature comprese)
Visto 16.976 volte
Attualità
16-01-2026
La Fiamma Olimpica a Bassano: mercoledì 21 il passaggio sul Ponte Vecchio
Visto 13.078 volte
Geopolitica
05-01-2026
La Danimarca acquista missili dagli Stati Uniti nonostante le pretese di Trump sulla Groenlandia
Visto 11.043 volte
Geopolitica
22-12-2025
L’India beneficia della guerra in Ucraina acquistando petrolio russo a prezzi scontati
Visto 9.752 volte
Geopolitica
29-12-2025
Pyongyang potenzia le operazioni di pirateria informatica legate alle criptovalute
Visto 9.368 volte



