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Romanzo di mappa e spada
Le due consulenze deliberate dall’amministrazione di Bassano in materia di turismo e dintorni: alla padovana Etifor srl per il nuovo piano turistico della città e alla veneziana Novia srl a supporto dell’IPA come “Agenzia di Sviluppo del Territorio”
Pubblicato il 14 nov 2022
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Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, sì: alla veemente e piccata reazione di Confcommercio Bassano alla notizia che l’amministrazione comunale ha affidato ad una società esterna un incarico di consulenza per elaborare un nuovo progetto di riqualificazione turistica di Bassano.
Ne avevo scritto nel mio precedente articolo “Robe di mappa”, il cui titolo è riferito al fatto che l’obiettivo sostanziale dell’incarico è quello ridisegnare i percorsi della città da riportare su nuove e più adeguate mappe turistiche.
Foto Alessandro Tich
Per la serie: Cabion Maps. L’iniziativa rientra infatti nell’ambito dei progetti di competenza dell’assessorato comunale all’Economia del Turismo, retto dall’assessore Giovannella Cabion.
“Un’altra occasione persa per condividere e scelte e strategie con chi il settore lo conosce a fondo”, “l’ennesimo tentativo di affrontare “in solitaria” un argomento così complesso”, “assenza di concertazione con gli stakeholders interessati”, “mancanza di coordinamento tra tutti i Comuni interessati per delle strategie che devono essere individuate e sostenute in una logica collegiale”: sono alcuni dei rimproveri lanciati all’amministrazione Pavan dall’associazione di categoria che rappresenta anche le imprese del turismo e della ricettività turistica e che - come sottolineato dalla stessa Ascom bassanese nel comunicato stampa trasmesso alle redazioni - si batte da anni “affinché queste tematiche vengano discusse e condivise su tavoli di confronto sovra territoriali”.
Fin qui la polemica dei giorni scorsi. Ma cerchiamo ora di capire meglio qual è l’effettivo oggetto del contendere.
L’incarico del Comune di Bassano è stato affidato alla società Etifor srl, per un corrispettivo di 5000 euro, oneri fiscali esclusi. Neanche tanti schei, rispetto a ben più note consulenze in materia di “futuro della città” deliberate dall’amministrazione comunale nel recente passato.
Etifor srl, con sede a Padova, è uno spin-off e cioè un “ramo di azienda” dell’Università di Padova. Come si legge nel suo sito etifor.com, la società “offre consulenza a enti e aziende per aiutarli a valorizzare i servizi e i prodotti della natura”.
“Il nostro team di professionisti - si spiega ancora nel sito - lavora per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti, attraverso la scienza applicata, l’innovazione e la buona governance.”
Tra le tre “aree d’azione” della società vi è anche quella dello Sviluppo Locale con riguardo ad “approcci partecipativi e buona governance per migliorare le aree rurali e sviluppare destinazioni turistiche”.
E siccome Bassano del Grappa non è un’area rurale ma è l’ottava città del Veneto, è sull’ultima parte della mission che dobbiamo concentrare la nostra attenzione.
Cosa prevede dunque l’incarico comunale ad Etifor srl nell’area d’azione dello “sviluppo di destinazioni turistiche”?
In base alla proposta della società contenuta nel documento di preventivo per la prestazione offerta, il servizio richiesto consiste nella “rilevazione, studio e ideazione di percorsi turistici dal punto di vista storico, culturale, religioso, sportivo, artigianale e industriale”. La consulenza prevede quindi di “analizzare ed eventualmente ri-mappare, in un’ottica di miglioramento della fruizione e incremento dell’attrattività, gli itinerari turistici storici, culturali, religiosi, sportivi, artigianali e industriali già esistenti all'interno del confine amministrativo del Comune”.
Non solo: Etifor si propone di “raccogliere, analizzare ed organizzare i dati sulla fruizione turistica attuale delle risorse culturali, naturalistiche e turistiche del Comune, in funzione di un loro migliore utilizzo integrato interdisciplinare orientato al marketing turistico”.
Obiettivo finale: “presentare in maniera funzionale l'insieme delle risorse turistiche, culturali, naturalistiche del Comune attraverso la loro messa a sistema in percorsi strutturati da tradursi in materiale divulgativo e promozionale attraverso strumenti digitali (DMS, siti e applicazioni della Regione Veneto) e in formato cartaceo (carta strappo)”.
Interessante il concetto della “carta strappo”: non lo conoscevo, se non in ambiti meno nobili.
Comunque sia, lo spin-off universitario dovrà produrre uno studio-progetto finalizzato all’individuazione di una nuova “narrazione”, per usare un termine in voga, dei percorsi turistici della nostra città.
Secondo la spiegazione resa a chi vi scrive dall’assessore Cabion, si tratta di un’attività di raccolta dati che è il fondamento di un “piano strategico territoriale”. “Poi - aggiunge l’assessore - si procede con la formulazione di obiettivi, strategie condivise e a risultati finali si fa un’analisi degli scostamenti.”
In altre parole, liberamente interpretate dal vostro umile cronista: prima si fa, e poi si condivide.
Ordunque: per l’amministrazione cittadina c’è la necessità di compiere una “analisi dell’esistente” sugli itinerari turistici tematici della città che abbisognano di una nuova e più efficace ri-mappatura “in un’ottica di miglioramento della fruizione e incremento dell’attrattività”, come dai Sacri Testi correlati all’incarico.
È come se da nove anni a questa parte - con la tutta la messe di materiale prodotto dai cavalieri della Tavola Rotonda, pardon del Tavolo di Marketing Territoriale per il Marchio d’Area, sull’attrattività dei percorsi territoriali di Bassano e comprensorio - non sia stato detto, e non sia stato fatto e non sia stato proposto nulla.
Il turismo bassanese viene sottoposto all’ennesimo studio propedeutico per il rinnovo della carta d’identità e in questo campo, a quanto pare, siamo ancora e sempre all’anno zero.
Ma in fatto di consulenze del Comune in tema di sviluppo del territorio la storia non termina qui. C’è infatti un altro incarico deliberato dall’amministrazione comunale, affidato questa volta alla società Novia srl con sede a Marcon, con provincia di Venezia, per un corrispettivo di 10.500 euro, oltre Iva al 22%, per complessivi 12.810 euro.
Oggetto dell’incarico: affidamento dei servizi di supporto all’IPA Pedemontana del Brenta volti alla sua infrastrutturazione quale “Agenzia di Sviluppo del Territorio”.
E qui, prima di entrare nel merito, mi tocca fare un po’ di traduzione dal burocratese in italiano.
L’IPA è la sempre e ancora fantomatica “Intesa Programmatica d’Area”: un organismo sovra comunale costituito nel 2010 tramite la sottoscrizione di un “Protocollo d’intesa tra enti locali, parti economiche e sociali e associazioni portatrici di interessi collettivi dell’ambito territoriale della Pedemontana del Brenta”.
È dunque una sorta di “tavolo allargato” tra i Comuni e gli stakeholders (siii! rieccola qua la mia parola preferita) del comprensorio il cui compito sarebbe quello di concertare politiche e interventi di “programmazione d’area”.
C’è persino un Documento Programmatico approvato dal Tavolo di Concertazione dell’Intesa Programmatica d’Area - so che vi sta arrivando il latte alle ginocchia, ma tenete duro -, relativo al primo triennio di attività 2010-2013.
“Successivamente - ricorda la determinazione dirigenziale di incarico a Novia srl - l’IPA Pedemontana del Brenta ha presentato diverse progettualità e ha sempre rinnovato e confermato il primo Documento Programmatico, rivolgendosi in particolare dal 2019 alla “Linea di intervento 2.3 Turismo sostenibile”, interessando l’attività dei partecipanti a sviluppare un’idea di turismo diffuso, potenziando il marketing territoriale e creando un sistema turistico attrattivo per l’intera area bassanese.”
Rieccoci qua: gira e rigira, sempre al turismo e all’attrattività turistica del territorio si arriva.
E nel 2016 proprio l’IPA Pedemontana del Brenta, con Bassano del Grappa Comune capofila, aveva formalmente e ufficialmente aderito come parte pubblica al progetto di iniziativa privata del Tavolo di Marketing Territoriale per il Marchio d’Area Territori del Brenta, poi gentilmente depositato alle ortiche. Ma questa, egregi lettori, è un’altra storia.
Adesso, però, l’IPA si rilancia: almeno sulla carta.
Lo scorso 12 settembre si è nuovamente riunito il Tavolo di Concertazione dell’Intesa Programmatica d’Area. Nella riunione si è deciso di intraprendere “il percorso di infrastrutturazione dell’IPA” e cioè, in parole povere, di trasformarla in qualcosa di concretamente operativo. Il tutto con l’obiettivo “di giungere alla definizione di Cantieri ritenuti strategici per lo sviluppo territoriale”.
Tutto chiaro fin qui? Mah. Ad ogni modo, il Tavolo ha stabilito “di demandare al Comune di Bassano del Grappa, soggetto referente dell’IPA, l’individuazione dell’operatore economico a cui affidare il servizio di sviluppo infrastrutturale dell’IPA Pedemontana del Brenta”.
E l’operatore individuato è appunto Novia srl.
La società veneziana, come si apprende dal suo sito noviasrl.it, ha come core business “il supporto al processo di pianificazione e controllo strategico degli enti locali e delle imprese a sostegno del benessere territoriale coadiuvando gli enti nella definizione di piani strategici per l’implementazione del buon governo e dello sviluppo del loro territorio”.
Ma cosa dovrà fare, in soldoni, la società consulente?
Il testo della lettera di offerta dei servizi trasmesso da Novia srl all’IPA per il tramite del sindaco di Bassano del Grappa lo illustra in modo generico: “Attività di supporto dello sviluppo del DPA (Documento Programmatico d’Area) dell’IPA in forma partecipata”. “L’obiettivo che si intende perseguire - si legge ancora nella lettera - è quello di sviluppare il DPA attivando n. 4 Cantieri ritenuti strategici per lo sviluppo del territorio dell’IPA e che consentiranno la predisposizione di progetti concreti per lo sviluppo”.
Il tutto compreso nelle attività “a supporto dell’IPA volte all’infrastrutturazione del servizio quale Agenzia di Sviluppo Territoriale”, con l’attivazione di banche dati e di piattaforme informatiche adeguate allo scopo.
Di che sviluppo si tratta? E quali potranno essere i 4 “Cantieri” ritenuti strategici per lo sviluppo territoriale? Staremo a vedere.
Ragionando per deduzione, appare comunque assai presumibile che per un’Intesa Programmatica d’Area che dal 2019, come da determina dirigenziale d’incarico, si è rivolta in particolare alla “linea di intervento del turismo sostenibile” per “sviluppare l’dea di un turismo diffuso per l’intera area bassanese” - al netto degli scarsi risultati sin qui ottenuti - uno dei “Cantieri” intenderà occuparsi proprio di questo.
Nuovo piano turistico per Bassano e nuova prospettiva di sviluppo del territorio, anche in senso di attrattività turistica, per il fantasma dell’IPA: non mancano certamente pagine da scoprire in questo romanzo di mappa e spada.
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