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Difesa idrogeologica in Valbrenta

A Cismon del Grappa continua l’opera di difesa del suolo della Provincia

Pubblicato il 10 feb 2010
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Lavori per 463mila euro per la tutela dei rischi nella zona di Cismon del Grappa.
La Giunta provinciale ha approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza della località Saccon, una delle zone più fragili e nello stesso tempo più vincolata del territorio vicentino.
“Cismon si trova letteralmente incuneato nel fondo della Valle del Brenta- spiega l’assessore provinciale alla Difesa del Suolo Costantino Toniolo- proprio alla base delle pareti rocciose che si innalzano verso il massiccio del Grappa. Già la posizione dell’abitato quindi denota un certo grado di rischio. Qui è necessario fare prevenzione e monitorare attentamente il territorio, preservandone allo stesso tempo il valore paesaggistico”.

Approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza idrogeologica a Saccon di Cismon del Grappa

La Provincia è intervenuta già in passato in quest’area con una prima opera di contenimento dei fronti. Il crollo di roccia è favorito dalla composizione dei terreni e dalle condizioni atmosferiche, con piogge frequenti e esposizioni a forti escursioni termiche. Le case, essendo proprio alla base del versante, sono molto esposte ai crolli di roccia, anche se frenati dalla vegetazione e dagli arbusti.
“Il piano di assetto idrogeologico - spiega Toniolo- classifica questa zone nell’ambito della pericolosità molto elevata, prova ne sono i frequenti distacchi di roccia, rinvenibili nella parte più bassa del monte. E’ necessaria quindi un’opera più definitiva che metta un freno deciso all’instabilità dell’area”.
Una prima ipotesi di intervento , poi scartata, prevedeva una notevole asportazione di materiale con incertezze circa la possibilità di non influire sugli equilibri naturalistici dell’area. Successivamente si è rivisto il progetto anche grazie alla possibilità di ampliare le risorse.
L’intervento ora prevede, secondo il progetto tecnico, il posizionamento di due tipologie di barriere metalliche, a effetto quindi potenziato, in grado di frenare rocce di diverse dimensioni e fratture di notevole entità. Nello studio tecnico, data la fragilità della zona, si sono valutate attentamente anche le fasi realizzative dell’opera, cercando di diminuirne il più possibile l’impatto ambientale.
Le barriere saranno ricoperte con manto erboso, per cui in tempi brevi non saranno visibili, a garanzia di un impatto ambientale il più contenuto possibile.
I lavori inizieranno nel luglio prossimo e il cantiere rimarrà in attività per circa tre mesi.

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