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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Naturalmente tendenti al massacro
Secondo appuntamento al Remondini stasera, martedì 10 febbraio, con la celebre commedia di Yasmina Reza firmata da Zavatteri
Pubblicato il 10 feb 2026
Visto 4.246 volte
Ieri il Teatro Remondini ha ospitato la prima delle due serate dedicate allo spettacolo: Le Dieu du Carnage. Questa sera, martedì 10 febbraio, è in programma la replica.
Terzo spettacolo nel cartellone 2026 della Stagione Teatrale della Città di Bassano, realizzata in collaborazione con il circuito Arteven, è una messa in scena tratta da un testo celebre della drammaturga francese di origine persiana Yasmina Reza, una commedia portata al debutto a Zurigo vent'anni fa che ha vinto i più importanti premi internazionali e sbancato i botteghini di tutto il mondo, con numerose date a Parigi, Londra e New York.
Diretto da Antonio Zavatteri, impegnato anche in scena, lo spettacolo è prodotto dal Teatro Nazionale di Genova.
da Le Dieu du Carnage (foto di Federico Pitto)
Sul palco, oltre a Zavatteri, attore e regista noto anche per le sue interpretazioni al cinema e in serie tv, sono impegnati Francesca Agostini, Andrea di Casa e Alessia Giuliani.
La scena si apre su un salotto borghese immerso in una luce rosso sangue. Spenti i riflettori e accese le luci di casa, appare un arredamento moderno, minimale e bianco, nell’allestimento spicca un quadro d’arte contemporanea (rosso) e si intravedono dei cataloghi da collezione sul tavolino, tra questi un prezioso Kokoschka. A terra sta in primo piano un vaso in cristallo con un mazzo di eleganti tulipani rossi, che faranno una misera fine.
La vicenda narrata è quella di una doppia coppia di genitori, degli sconosciuti che si trovano per redigere un documento a testimonianza di uno “scontro” tra ragazzini, i rispettivi figli, nel corso del quale a opera di una violenta bastonata al giovanissimo Bruno sono saltati due denti. Inutile tentare di capire chi abbia cominciato, di chi sia la colpa.
I padroni di casa sono un professionista in proprio, tra le altre cose rappresentante di articoli per la casa, e una scrittrice appassionata d'arte e d’Africa; gli ospiti inattesi un avvocato rampante e misogino e una consulente patrimoniale con l’aria della casalinga disperata. Ambiente medio-alto, a livello culturale. I quattro procedono, pare, da persone civili, fanno gli adulti, ma quasi da subito si avvertono i segnali comprovanti che atteggiamenti di benevolenza, tolleranza, apertura e dirittura morale sono in realtà maschere. “E sotto quelle maschere appare il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro, appunto”, citano le note di regia.
In realtà, gli “adulti” sono molto peggio dei ragazzini in questione, e lo si capisce da subito: matrimoni infelici, finti sodalizi che restano in piedi non si sa come, retti dalla consuetudine e dall’opportunismo; finte belle carriere, in realtà foriere di stress, separazioni di stili di vita e incomprensioni; finto perbenismo, che una semplice questione tra bambini fa saltare nel giro di poche battute, lasciando quasi da subito dilagare meccanismi di sopraffazione.
La chiave della drammaturgia scelta da Zavatteri vira sul comico, diversi i momenti che hanno suscitato l’ilarità del pubblico, poche tracce della drammaticità impressa dal ricordo del film Carnage, di Polański. L’ombra del tragico comunque appare, non tanto a livello di riconoscimento e di immedesimazione, troppo caricati certi comportamenti, del resto indotti a un certo punto dall’alcool, ma nella percezione delle “gabbie” strette in cui bene o male si è tutti pressati nella condizione umana (contemporanea e occidentale), all’interno del cosiddetto “vivere civile”.
Bravi gli attori in scena e reso fluido dalla regia il flusso dei dialoghi, alla cui fine finalmente è apparsa, nei personaggi della commedia, strappate le maschere, una parvenza di autentica, tragica, umanità.
Bella la conclusione in una luce bianca, con un fischio stridulo sempre più alto, da fine delle trasmissioni.
La Compagnia incontrerà il pubblico nel preserale odierno, alle ore 18:30, alla Sala Polivalente della SS. Trinità. Gli incontri entrano nel più ampio programma di coinvolgimento delle giovani generazioni ai linguaggi teatrali realizzato in collaborazione con Color Cooperativa Sociale.
Per informazioni: ufficio Teatro tel. 0424 524214 e 0424 519819.
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