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Un mio amico italiano che vive e lavora all'estero e che spesso - sempre per motivi di lavoro - frequenta altri Paesi esteri, è stato di recente in Carinzia, in Austria. E non a Klagenfurt o a Villach - nomi conosciuti anche a chi non è forte in Geografia - bensì a Hermagor, una cittadina di poche migliaia di abitanti, non lontana dal confine con l'Italia, affacciata sul pittoresco lago di Pressegger.
Qui si trovano un castello con un museo etnografico, il lago, le montagne del comprensorio sciistico di Nassfeld-Pramollo e una rete di ameni percorsi naturalistici. Quanto basta, a Hermagor, per vivere di turismo.
Ebbene: ho incontrato il mio amico qualche giorno fa a Bassano.
Fonte immagine: lerchenhof.at
E lui mi ha detto: “Guarda che cosa fanno in Carinzia per farti sentire a tuo agio.” Ha quindi tirato fuori dalla borsa un pezzo di carta.
Era un normalissimo foglio A4, piegato a metà in modo da ricavare quattro facciate. Il mio interlocutore mi ha spiegato che si è trovato questo foglietto, con una matita appoggiata sopra, alla mattina, sul tavolo dove si era seduto per la prima colazione a buffet all'Hotel-Castello Lerchenhof di Hermagor dove aveva pernottato.
Ho preso quindi il foglio, scritto in tedesco e intitolato “La Posta del Mattino”, e ci ho dato un'occhiata.
Sulla prima facciata sono stampati una bella frase di “buongiorno” per gli ospiti dell'albergo e le loro famiglie, la “barzelletta del giorno” per farsi una risata e uno schema di Sudoku per trascorrere giocosamente qualche minuto tra una tazza di caffè, una fetta di strudel e quant'altro.
Sulla seconda facciata è indicato il menù per la cena predisposto dallo chef, con le opzioni delle portate da prenotare con la matita.
Il bello viene alla terza facciata, intitolata “Lo sapevate già?” Reca infatti delle sintetiche e utili informazioni sulle cose da vedere e da conoscere nel territorio circostante. Nella fattispecie, info e notizie su una cappella da visitare in un paesino delle vicinanze e sulla produzione del vetro tipica del comprensorio.
Infine, sulla quarta e ultima facciata, le previsioni del tempo, per la giornata e per il giorno successivo.
Insomma: nello spazio di quattro paginette il turista avverte la sensazione di essere un ospite gradito, viene informato sulle cose interessanti da scoprire sul territorio e sa anche se le condizioni meteo gli permettono di fare escursioni in tranquillità.
E' solo un foglietto tascabile, e senza neanche troppe pretese. Ma quello che mi ha mostrato il mio amico ha destato davvero la mia attenzione. Perché, a mio modo di vedere, in quelle quattro facciate ricavate da un A4 è concentrato l'ABC del marketing territoriale.
E' vero che la cosiddetta attrattività del territorio, per richiamare e “intercettare” i flussi del turismo, ha bisogno di attrezzarsi allo scopo - con l'istituzione di un apposito marchio d'area - nonché delle opportune strategie di comunicazione: dai siti internet dedicati fino alle brochure patinate.
Ma il territorio che li esprime deve essere pronto alla cultura dell'accoglienza, vista non solo come legittima opportunità di business ma anche e soprattutto come “atteggiamento mentale” di un intero comprensorio.
Non a caso, i sacri testi del marketing territoriale - di cui tanto si parla, da almeno tre anni a questa parte, anche a Bassano del Grappa - sottolineano che l'attrattività turistica di un territorio è il frutto di un processo che parte “dal basso”. E cioè dai cosiddetti stakeholder o “portatori di interesse”, che devono saper oltrepassare la barriera del proprio ristorante, del proprio esercizio commerciale o della propria reception alberghiera per promuovere e valorizzare l'identità stessa del territorio in cui si vuole sviluppare il turismo.
Proprio quello che fanno, tutte le mattine a colazione su un normale foglio A4, i gestori di quell'albergo di Hermagor. Un minimo, ma significativo esempio dell'orgoglio locale che produce economia.
Il land della Carinzia, dal canto suo, è da anni che ha puntato sul turismo e “Kärnten - Lust am Leben” è il suo riconosciuto marchio d'area.
Ma senza i piccoli e semplici accorgimenti dei suoi operatori turistici, sarebbe solo un marchio campato in aria.
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