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Massimiliano Cavallo

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L’abbraccio di Cassola ai martiri delle Foibe

Tra cerimonie ufficiali e teatro civile, la comunità onora il sacrificio di Bordignon e Pagnon

Pubblicato il 05 feb 2026
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Ricordare non è solo un esercizio di memoria, ma una scelta di responsabilità.
È da questa consapevolezza che il Comune di Cassola costruisce il proprio percorso in occasione del Giorno del Ricordo, trasformando una ricorrenza nazionale in un momento profondamente legato alla storia del territorio e alle domande del presente.
Il legame tra Cassola e la tragedia delle Foibe è diretto e profondo. Tra le vittime figurano infatti Antonio Bordignon e Luigi Pagnon, due carabinieri cassolesi catturati nel 1944 in Istria dalle milizie titine e mai più rientrati. Le loro storie, rimaste sommerse per decenni, sono oggi al centro di un meticoloso lavoro di recupero che l’Amministrazione comunale ha portato avanti con grande determinazione. Grazie a questa volontà, in piazza Aldo Moro è stata collocata una targa commemorativa davanti al monumento ai Caduti: un segno concreto di memoria restituita alla collettività.

Il Giorno del ricordo, una data per non dimenticare le foibe e l'esodo istriano.

Il momento istituzionale è fissato per martedì 10 febbraio, alle ore 11, sempre in piazza Aldo Moro. Qui l’Amministrazione comunale renderà omaggio a Bordignon e Pagnon, collocando come ogni anno una corona d’alloro, così da rinnovare pubblicamente il ricordo e l’impegno a non dimenticare. Alla cerimonia parteciperanno le associazioni combattentistiche e d’arma, le autorità civili e militari e i familiari dei due militari, alcuni dei quali risiedono ancora nel Comune.
Ad affiancare la commemorazione ufficiale sarà anche il linguaggio del teatro. Venerdì 6 febbraio, alle 21, all’Auditorium Vivaldi, andrà in scena lo spettacolo “Foibe. Il Ricordo” a cura del Teatro Bresci, inserito nella stagione di prosa promossa dal Comune in collaborazione con Fondazione Aida.
L’ingresso è libero, per favorire una partecipazione ampia e consapevole.
Il progetto, nato tra il 2019 e il 2020, affronta pagine della storia italiana spesso rimaste ai margini del dibattito pubblico. Per gli interpreti, il lavoro di preparazione è stato un percorso rigoroso dove lo studio delle fonti si è fuso con una profonda componente empatica. «Entrare in queste storie, diventare queste storie, è stato coinvolgente», spiegano gli attori, sottolineando come l'obiettivo sia restituire un volto umano alla tragedia. «Non parliamo di numeri, ma di vite reali: uomini e donne con un volto, una voce, un vissuto. Ogni volta che saliamo sul palco sentiamo il dovere di rispettare chi non c’è più, affinché il pubblico percepisca l’umanità dietro ogni racconto e la memoria che merita di essere custodita».
Per il Teatro Bresci, la scena diventa dunque uno spazio di impegno civile che supera le divisioni: «Non sentiamo solo una responsabilità artistica, ma morale. Ridare dignità a vittime innocenti troppo a lungo dimenticate è un dovere. Crediamo che il teatro sia uno strumento di conoscenza e dialogo: la Storia va raccontata con onestà intellettuale, senza trasformarla in una bandiera di parte. Vorremmo che il pubblico uscisse dalla sala con una domanda: cosa può insegnarci la Storia oggi?».
Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato anche dal sindaco Giannantonio Stangherlin, che ha voluto collocare il Giorno del Ricordo in una prospettiva attuale: «Ricordare i fatti di ottant’anni fa significa oggi rifiutare l’indifferenza. Anche nel nostro presente assistiamo a tragedie di popoli ridotti in condizioni disumane e costretti a lasciare le terre dove sono nati. La semplificazione propagandistica che ieri etichettava gli italiani come fascisti e oggi altri popoli come terroristi è spesso il preludio a crimini contro l’umanità».
La stagione culturale comunale proseguirà con un nuovo appuntamento della rassegna “Cogito Ergo Sum”, dedicato a Tina Anselmi. Il 28 marzo andrà in scena “Gabriella e le ragazze”, uno spettacolo che intende raccontare il concreto impegno della prima donna ministro in Italia a favore delle donne e della loro piena inclusione nel discorso politico, civile e sociale.
In un tempo segnato da conflitti, divisioni e memorie contese, Cassola dimostra come cultura, teatro e memoria condivisa possano diventare strumenti fondamentali per formare cittadini consapevoli e per costruire una comunità che non dimentica.

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