Radici Future 2030
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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

Attualità

Benvenuti al Sud

Il Brenta, la crisi idrica, la siccità, l’abbassamento della falda, l’approvvigionamento idrico per i Comuni del Veneto poveri di acqua, l’appello di Carmignano e la preoccupazione di Pozzoleone: ecco che cosa succede a sud di Bassano

Pubblicato il 09-08-2022
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Radici Future 2030

C’è la fontana del Nettuno, c’è la fontana di Trevi e c’è la fontana del Veneto.
È il Comune di Carmignano di Brenta, nell’Alta Padovana. Siamo a pochi chilometri in linea d’aria a sud di Bassano e qui si sta giocando una partita strategica per l’approvvigionamento della risorsa idrica nella nostra Regione, a maggior ragione in questo prolungato periodo di siccità.
Qui in località Camazzole funzionano diciassette pozzi gestiti da Etra che prelevano dalla falda 1300 litri d’acqua al secondo e li immettono nel sistema acquedottistico del Veneto per servire prevalentemente le utenze dei Comuni poveri di acqua del Basso Vicentino, della Bassa Padovana e della Provincia di Rovigo.

Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet

Carmignano è il fulcro logistico del SAVEC (Sistema Acquedottistico del Veneto Centrale), la centrale idrica più importante della Regione.
A fine luglio si è svolto il tavolo tecnico per il monitoraggio dei prelievi dei pozzi che dissetano una parte del Veneto, richiesto dal sindaco di Carmignano di Brenta Eric Pasqualon e a cui hanno partecipato i rappresentanti di Etra, Regione Veneto, Consiglio di Bacino e degli uffici periferici dei ministeri della Transizione ecologica (direzione USSRI - Uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche) e delle Infrastrutture (direzione per le dighe e le infrastrutture idriche).
Nell’occasione, Etra ha comunicato informalmente al municipio che a causa della crisi idrica esistente verrà attivato un pozzo sperimentale dismesso negli anni ‘80 per portare l’emungimento della falda a 1500 litri al secondo. Il limite complessivo massimo previsto dalla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e subordinato all’effettiva ricarica della falda per il campo pozzi di Carmignano di Brenta è di 1750 litri al secondo, quindi il prelievo è ancora ampiamente entro i limiti previsti.
Il sindaco Pasqualon, tuttavia, chiede garanzie alla Regione in materia di ricarica della falda acquifera.
“A garanzia dell’ambiente, dei cittadini, del territorio, delle aziende e del mondo agricolo - dichiara - è assolutamente necessario che la Regione del Veneto riprenda in mano l’accordo di programma scaduto nel 2017 che tutelava i Comuni rivieraschi del Brenta rispetto a tutta una serie di opere di ricarica della falda che andavano a compensare l’effettivo emungimento.” “Va rilanciato l’accordo di programma - aggiunge - che prevede lavori di completamento del nostro acquedotto carmignanese e anche lavori che garantiscano la ricarica della falda: iniziative previste e che oggi sono assolutamente prioritarie.”
Anche perché, a forza di emungere, si sta delineando una nuova problematica, come dai dati forniti al Comune di Carmignano dal CNR, che monitora in tempo reale le falde acquifere.
“Ci vengono forniti periodicamente i dati del livello della falda - sottolinea Pasqualon - e negli ultimi due anni gli esperti ci dicono che c’è stato un progressivo abbassamento dei livelli di falda, ma che nonostante la siccità e la crisi idrica in corso la situazione non è compromessa.” “A Carmignano - ribadisce il sindaco - con i cittadini aspettiamo, come previsto dagli accordi, opere acquedottistiche locali di completamento e la realizzazione di opere di interesse generale affinché sia tutelata la ricarica delle falde.”
Dunque Carmignano di Brenta potrà disporre di maggiori approvvigionamenti d’acqua da distribuire agli acquedotti del Basso Veneto, ma esige una compensazione per la tutela della falda.
Basta però spostarsi di una manciata di chilometri per segnalare una situazione diversa.
È quella del Comune di Pozzoleone, che dal punto di vista idrico è caratterizzato da una particolarità.
“A Pozzoleone non abbiamo acquedotto - spiega il sindaco Edoardo Tomasetto - e ci serviamo di pozzi artesiani regolarmente denunciati sia per uso domestico, sia per le attività economiche, in particolare per gli allevamenti zootecnici.”
A seguito della notizia che verrà potenziato il prelevamento dalla falda nella zona di Carmignano, Tomasetto rilancia quindi l’appello del collega Pasqualon e ribadisce la necessità che la Regione intervenga contro la siccità, l’abbassamento della falda del fiume Brenta e l’impoverimento dei pozzi.
“Secondo gli studi del CNR negli ultimi due anni la falda si è abbassata - rilancia il sindaco di Pozzoleone -, ma anche se non è compromessa siamo preoccupati. Ad esempio gli allevamenti di bovini, che sono parte importante delle attività economiche del nostro Comune, hanno un vitale bisogno di grandi quantità di acqua.” “Per questo - prosegue - chiedo alle autorità competenti e in particolare alla Regione del Veneto di intervenire, monitorare e studiare bene la situazione.”
Tomasetto è concorde anche sulla questione della ricarica della falda .
“Come sottolineato dal sindaco di Carmignano di Brenta - rimarca il primo cittadino pozzoleonese - è assolutamente necessario che la Regione del Veneto riprenda in mano l’accordo di programma scaduto nel 2017 che tutelava i comuni rivieraschi rispetto alle opere finalizzate alla ricarica della falda che andavano a compensare l’effettivo emungimento della stessa.” “Ricordo - riafferma - che qui a Pozzoleone non abbiamo un acquedotto perché fino ad ora non ce n’era bisogno, ma vista la situazione che ci viene comunicata dagli scienziati è necessario che vengano realizzate quelle opere previste dall’accordo di programma per garantire la ricarica della falda.”
“Massima disponibilità per tutto il territorio del Veneto rispetto alla ricchezza del “bene comune acqua” che qui abbiamo sotto i piedi - conclude Tomasetto -, ma in nome dei miei concittadini e degli imprenditori che operano sul territorio, chiedo garanzie di equità sulla distribuzione dell’acqua.”
Benvenuti al Sud, a pochi chilometri più in giù di Bassano, dove l’acqua alimenta ancora la grande fontana del Veneto ma da dove parte anche una forte richiesta di salvaguardia della falda che la origina.

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