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Oggi a Bassano ho visto un dromedario. Non è un’allucinazione, anche se l’ondata di caldo che ci sta soffocando ad ogni latitudine può produrre strani miraggi: l’ho anche fotografato.
È il dromedario decorativo adibito a gioco per bambini e posizionato vicino all’ingresso del Grifone.
Un’immagine perfetta per rappresentare la situazione climatica di questi giorni, anzi di queste settimane, che ci ha trasformato in una sorta di Tuareg della pedemontana, popolo nomade alla spasmodica e continua ricerca di qualche oasi di ombra.
Foto Alessandro Tich
In realtà i Tuareg, quelli veri, nel caldo desertico ci vivono e sanno da sempre come affrontarlo: nell’abbigliamento, nell’alimentazione, negli spostamenti tra le dune.
Noi invece, novelli Tuareg estemporanei e dilettanti, andiamo allo sbaraglio ma perché non possiamo fare diversamente. Ci incrociamo per strada e facciamo a gara a chi ansima più dell’altro per la canicola e invece del tè caldo che rinfresca la traspirazione dei nomadi berberi del Nordafrica ci riempiamo di acqua e di bibite ghiacciate, che continuano a riprodurre lo stimolo della sete. Andare poi a riprendere la macchina dopo che è rimasta per ore in parcheggio sotto il sole, e che sia pure protetta o meno dal parasole per auto appoggiato sul parabrezza, fa provare il cocente effetto del piatto pronto che gira nel forno a microonde.
Non serve il timer: la cottura è immediata.
A Bassano, nella fattispecie, l’afa la fa da padrona. Nella fase diurna l’azione rinfrescante del vento dalla Valsugana risulta non pervenuta e la soglia di attenzione dei livelli di ozono nell’aria - come da rilevamenti Arpav e come dal comunicato stampa del Comune risalente ancora al 18 luglio - è stata superata.
L’altro ieri il Consorzio di Bonifica Brenta ha comunicato la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione di un’ordinanza del presidente della giunta regionale che consente deroghe del 30% ai valori del deflusso minimo vitale (d.m.v.) dei fiumi.
30% in diminuzione, per essere chiari. Il deflusso minimo vitale rilasciato nel fiume Brenta tramite la traversa di derivazione del canale Medoaco a Bassano del Grappa è stato così ridotto del 30% e la corrispondente portata messa a disposizione per fini irrigui e cioè per l’irrigazione dei campi. “Il Consorzio - spiega un comunicato stampa trasmesso al riguardo in redazione - ha coordinato le operazioni insieme alle associazioni dei pescatori, in modo da minimizzare l’impatto del provvedimento.”
Gli stessi pescatori sono stati invitati a monitorare il tratto interessato a valle dal rilascio d’acqua ridotto, a tutela della fauna ittica.
Il provvedimento regionale era comunque atteso e anzi sollecitato da tempo.
La riduzione del d.m.v. era ritenuta necessaria dal Consorzio di Bonifica per un fondamentale motivo. E cioè che il deflusso minimo vitale ordinario “in un momento di siccità conclamata assumeva le caratteristiche di un vero e proprio spreco idrico, visto che il fiume appena a valle della derivazione risultava già in secca”.
“Se la deroga al deflusso minimo vitale fosse stata assunta quando il Consorzio l’aveva richiesta - lamenta l’ente consortile -, si sarebbe risparmiata una quantità d’acqua dai 5 ai 10 milioni di metri cubi, che avrebbe potuto essere messa a disposizione del mondo agricolo. Tale significativa quantità d’acqua invece si è dispersa inutilmente nell’alveo del fiume Brenta, che ha caratteristiche carsiche.”
Sono informazioni che la dicono lunga sul fatto che il vero problema non è l’ondata di caldo in sé stessa, che ripete analoghe condizioni estive di caldo africano verificatesi anche in anni passati, ma il preoccupante prolungarsi - per cause climatiche macroscopiche e complesse che in questa limitata sede non è il caso di approfondire - della mancanza di precipitazioni. Che persisterà ancora da queste parti per una settimana bella e buona.
Basta dare un’occhiata al sito di previsioni meteo locali ilmeteo.it/Bassano del Grappa.
La previsione “sole e caldo” è invariabilmente presente per i prossimi giorni e fino a giovedì 28 luglio. Solo per venerdì 29 spunta l’icona della nuvoletta con una goccia di pioggia. Poi da sabato 30 e per tutti i primi di agosto torna a comparire una serie di “poco nuvoloso”.
Nel frattempo il Comune di Bassano del Grappa, a seguito del superamento della soglia di attenzione della concentrazione di ozono nell’aria, ha pubblicato nel proprio sito internet istituzionale una serie di consigli rivolti alla popolazione.
“In tali condizioni - avverte l’amministrazione comunale -, le precauzioni che possono essere consigliate ai cittadini consistono essenzialmente nell'evitare l'esposizione prolungata all'aperto durante le ore centrali della giornata, ricordando che i soggetti a maggior rischio sono i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza, i soggetti asmatici e i soggetti con patologie polmonari e cardiache.” “Nelle stesse ore - continua l’avviso - è opportuno che tutti i cittadini evitino lo svolgimento di attività fisiche affaticanti (passeggiate in bicicletta, corsa, gare, attività sportive in genere) che comporterebbero un aumento dell'impegno respiratorio.”
Noi invece che non possiamo evitare le ore più calde della giornata - perché sono le ore in cui dobbiamo lavorare - siamo costretti giocoforza ad applicare il principio del massimo (si fa per dire) rendimento con il minimo sforzo, per prevenire sgradevoli e potenzialmente rischiosi affanni canicolari in fascia oraria diurna, prima di andare a prendere il nostro dromedario a quattro ruote per tornare nell’unica vera oasi presente tra le dune e cioè a casa.
Questo è quanto ho scritto oggi, venerdì 22 luglio 2022, con conclusione della battitura del testo alle ore 14:30 circa CET (Central European Time), dalla tenda nel deserto della mia redazione con le finestre aperte per far circolare i pochi e minimi refoli che arrivano da fuori e col ventilatore a palla.
Dal Sahara del Grappa per il momento è tutto, a voi la linea e il condizionatore d’aria.
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