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La solita ministra
Il ministro per le Disabilità Erika Stefani a Rosà per sostenere il candidato sindaco Elena Mezzalira. “Davanti a noi non abbiamo anni ancora facili, abbiamo bisogno di teste e di competenze”
Pubblicato il 28 mag 2022
Visto 8.722 volte
La solita ministra.
Nel senso che ad ogni campagna elettorale è una scena che si ripete regolarmente: l’esponente politico nazionale, solitamente un membro del governo, che arriva nel Comune in cui si vota a sostenere il candidato sindaco di turno, appartenente alla sua stessa area politica.
Ma anche perché Erika Stefani, vicentina, senatrice, ministro leghista per le Disabilità del governo Draghi, interviene all’appuntamento come suo solito: affabile, diretta, senza fronzoli e sempre pronta - qui in Veneto - a colorire alcuni passaggi dei suoi discorsi con qualche frase o battuta in dialetto.
Il candidato sindaco di SìAmo Rosà Elena Mezzalira e il ministro Erika Stefani (foto Alessandro Tich)
L’esponente di governo giunge a Rosà in un piovoso sabato pomeriggio per benedire la candidatura di Elena Mezzalira, l’assessore uscente al Sociale dell’amministrazione Bordignon di cui la lista della Lega “SìAmo Rosà”, che la candida a sindaco, è l’espressione diretta.
Rispetto ad altri colleghi del Consiglio dei Ministri, la Stefani di amministrazioni locali se ne intende: è stata infatti vicesindaco del Comune di Trissino sia col sindaco degli anni passati Claudio Rancan che con quello attuale, Davide Faccio. Una “madrina” credibile, dunque, per l’aspirante prima cittadina rosatese.
All’incontro col ministro alla Birreria Anima di Rosà, oltre ai 16 candidati consiglieri della lista SìAmo Rosà, confluiscono i soliti pezzi da 90, da 60 e da 30 della Lega locale.
Ci sono anche i pezzettini da 15, perché in queste occasioni bisogna fare numero e anche perché mancano ormai, per l’appunto, solo 15 giorni al voto comunale del 12 giugno ed è il momento di serrare le fila per il rush finale della campagna elettorale.
In grande spolvero le Lanzarin Sisters: Barbara segretario comunale della Lega e Manuela assessore regionale alla Sanità e al Sociale. Primus inter pares, visto che è ancora sindaco, oltre che capolista, Paolo Bordignon. Presenziano nell’occasione altri sindaci dell’area Lega: Germano-onorevole-Racchella di Cartigliano, Matteo Mozzo di Marostica, Luigi Pellanda di Tezze sul Brenta, Enrico Costa di Colceresa. Nonché, dalla remota Arsiero, Cristina Meneghini. Conclude il parterre de rois il segretario regionale della Lega Alberto Stefani, che non è parente della Erika, deputato e sindaco di Borgoricco nell’Alta Padovana.
Gli interventi si susseguono con Barbara Lanzarin nel ruolo della brava presentatrice.
Paolo Bordignon riassume il senso dei suoi dieci anni da sindaco: “Credo di averlo fatto con passione e con serietà”.
Prima di presentare i suoi 16 compagni di squadra (si può dire “compagni” per la Lega?), il candidato sindaco Elena Mezzalira rimarca: “Sono stati cinque anni impegnativi ma anche significativi perché c’è stata una pandemia. Ora dobbiamo pensare al futuro e alle tante cose da fare.”
“Rosà - afferma l’assessore Regionale Manuela Lanzarin - va al voto il 12 giugno con la consapevolezza di quello che hanno fatto le amministrazioni, in continuità, dal ‘97 ad oggi.”
Natale Zonta, padre spirituale e coscienza storica della Lega di Rosà, siede accanto a me e mi dice sottovoce: “Non siamo al governo di Rosà dal ‘97, ma dal ‘93. È lei che è arrivata nel ‘97.” E se lo dice Natale…
“Siamo ancora molto giovani e abbiamo ancora tanto da dare, mettendo sempre il cittadino al centro”, aggiunge la Manuela leghista. Poi indossa la veste da assessore veneto alla Sanità e al Sociale: “Abbiamo attraversato due anni che ci hanno temperato, distrutto, fatto arrabbiare. Oggi però c’è un nuovo orizzonte, legato anche a tante sfide. A noi il compito di cogliere queste sfide e tenere la barra ben dritta.”
Presenti all’incontro anche i rappresentanti di alcune associazioni del Comune. Un bacino di voti importante. “Le associazioni - punta il mirino la Lanzarin - sono un pilastro fondamentale quando parliamo di welfare, di servizi sociali, di terzo settore.”
Arriva il momento clou dell’intervento del ministro Stefani.
“Occorre prendere atto che abbiamo una società e dei meccanismi istituzionali molto complessi - esordisce -. Occorre competenza, esperienza, sapere di cosa stai parlando. Il tema delle disabilità è uno dei più complessi a livello istituzionale perché non c’è un ramo dell’amministrazione dello Stato che abbia una competenza esclusiva sul tema. Non è che io domani mattina dico “lì apriamo un centro diurno” e lo apriamo in un giorno. Ci sono delle competenze a livello nazionale, a livello di Regione su entrambi i profili sociale e sanitario, ci sono le competenze comunali e poi vi è un grandissimo partenariato pubblico-privato che è quello che si fa accoglienza del terzo settore.”
“E c’è poi il popolo delle famiglie, delle persone con disabilità, che hanno una competenza straordinaria. Chi ha una dimensione trasversale del problema è solo la famiglia continua la Stefani -. Per questo occorre confrontarsi quotidianamente con i cittadini e con le associazioni. Le soluzioni non le trovi dentro l’armadietto del ministero, ma le trovi confrontandoti con chi conosce la situazione ma sa elaborare anche le progettualità per risolvere.” “C’è bisogno di comunità e relazioni - sottolinea il ministro -. Le relazioni quando si fanno? No quando se speta che chel’altro fasa n’dove che te toca a ti, ma per fare funzionare questo sistema occorre che ciascuno faccia il suo. Che il Parlamento, il Governo, le Regioni, i Comuni rispondano ai loro doveri e lavorino.”
“Girando tutta l’Italia, tu vedi come mai non c’è Rosà, come mai non ci sono realtà come quelle di questo territorio - prosegue -. Perché vedi che sono come uno sgabello a tre gambe dove una gamba la ze rotta, non sta in piedi. Cioè non è possibile che la Regione sopperisca a quello che non fa il Comune e il Comune sopperisca a quello che non fa la Regione e le associazioni sopperiscano a quello che non fanno gli altri due.
Il voto è fondamentale, è l’arma vera che ha in mano il cittadino. Scegliere bene un sindaco, un amministratore locale e la sua squadra è fondamentale.”
“Oggi stiamo facendo un complesso progetto che è quello del PNRR - afferma l’esponente di governo -. Le risorse del PNRR però diventano vero futuro, trasformazione, ripresa e resilienza vera quando ci sono le progettualità. Le progettualità le trovi nelle Regioni, le quali si confrontano con i territori. Se noi abbiamo sindaci che non hanno uno straccio di idee in testa, fai fatica a fare il PNRR.”
“Quindi votare, e votare persone capaci che sanno fare il loro lavoro e soprattutto si sanno raffrontare con i cittadini, non è banale ma sono veramente le fondamenta dello Stato stesso.” È lo spunto per l’endorsement pro Mezzalira della Erika nazionale: “Davanti a noi non abbiamo anni ancora facili, abbiamo bisogno di teste e di competenze.”
Conclude le danze il segretario regionale della Lega Alberto Stefani.
“Questo è un modello, quello di Rosà, che va esportato in tutti i Comuni - dichiara -. La buona amministrazione è il marchio che ci contraddistingue da tutti gli altri partiti.”
Si trappa lo spumante, arrivano gli stuzzichini per un piccolo buffet elettorale.
Tutti a stringere la mano e a farsi una foto con la solita ministra. È il momento delle ciacole e dei capannelli informali, tra un bicchiere e una pizzetta, sempre a sostegno della candidatura di quella Elena Mezzalira che le due Lanzarin Sisters, nei loro interventi, chiamano già “futuro sindaco di Rosà”.
A Rosà, a quanto pare, No Lega No Party.
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