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Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
La questione della leva militare al centro del dibattito europeo
Il servizio di leva obbligatorio in Italia non è mai stato formalmente abolito ma sospeso dal 2005
Pubblicato il 09 feb 2026
Visto 10.335 volte
In un mondo sempre più mutevole e caratterizzato da crescenti minacce alla sicurezza, alcuni Paesi continuano a prevedere il servizio militare obbligatorio in base alle loro politiche e a fattori storici, geografici, culturali, soprattutto in relazione alla percezione di minacce reali o potenziali. I conflitti che si combattono sia in Europa che alle sue porte stanno riportando la questione della leva militare al centro del dibattito pubblico in tutto il Vecchio Continente. L'invasione russa dell'Ucraina ha infatti riacceso il dibattito sul servizio militare e sul ruolo della coscrizione obbligatoria, soprattutto in Europa.
In Europa, attualmente, ci sono nove paesi, appartenenti alla NATO, che hanno la coscrizione obbligatoria: Grecia, Turchia, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lettonia e Lituania. La maggior parte di questi paesi si trova nell'Europa settentrionale e nel Baltico, mentre i restanti si trovano nel Mediterraneo.
In Svizzera le donne rappresentano lo 0,9% del personale militare, mentre in Norvegia la loro presenza è salita al 15% dopo l’introduzione della coscrizione neutrale dal punto di vista del genere nel 2015. Keystone / Yoshiko Kusano
Finlandia, Estonia e Lettonia confinano tutte con la Federazione Russa, da esse percepita, come uno Stato aggressivo nei confronti dei suoi vicini. In questo contesto, l’istituzione della coscrizione obbligatoria appare comprensibile, poiché, secondo una percezione piuttosto diffusa, ciascuna di queste nazioni potrebbe trasformarsi in un campo di battaglia in qualsiasi momento.
Per quanto riguarda la Turchia, sebbene sia vicina alla Russia e il suo stretto rapporto con Mosca abbia scosso la fiducia degli alleati occidentali di Ankara, tende a “coprirsi le spalle” mantenendo la coscrizione obbligatoria.
In Turchia, che possiede il secondo esercito più numeroso dell'Alleanza Atlantica dopo quello degli Stati Uniti, gli uomini di età compresa tra i 20 e i 41 anni sono obbligati a prestare servizio militare per un periodo compreso tra i sei e i 12 mesi. Inoltre, la vicinanza al Medio Oriente, caratterizzato da una profonda e sistemica instabilità, la obbligherebbe a mantenere la leva obbligatoria per rispondere a eventuali minacce.
Anche la Grecia mantiene la leva obbligatoria prevalentemente per ragioni storiche, in particolare legate all'eredità delI’Impero Ottomano e alle guerre combattute prima e durante la Prima Guerra Mondiale. Attualmente, la Turchia, almeno a partire dagli anni Settanta, è considerata la principale minaccia esterna per la sopravvivenza della Grecia. Malgrado la comune appartenenza alla NATO, Atene ha bilanciato politiche di contenimento e di deterrenza per contrastare la percepita minaccia turca.
La Polonia dispone di un esercito di circa 215.000 soldati (esclusi i riservisti), il terzo più grande nella NATO, dopo quello degli Stati Uniti e della Turchia. Nel 2024 ha avviato un addestramento militare di base volontario della durata di un mese, ma starebbe valutando l'opportunità di introdurre una coscrizione obbligatoria nazionale. Quest'anno, il Primo Ministro Donald Tusk ha annunciato l'intenzione di introdurre "un addestramento militare su larga scala per ogni maschio adulto" del Paese. L’obiettivo sarebbe quello di avere un esercito di mezzo milione di uomini, compresi i riservisti".
In Norvegia l’obbligo del servizio militare, mai sospeso, è stato esteso nel 2015 anche alle donne, primo caso in Europa e nella NATO. La durata del servizio, la più lunga in Scandinavia, è di 19 mesi, di cui 12 di ferma iniziale. I restanti 7 mesi sono destinati a successivi richiami addestrativi, partecipazione a grandi esercitazioni o periodi di servizio per particolari crisi o calamità. La percentuale di donne nelle forze armate è aumentata di cinque punti percentuali, raggiungendo il 15% dall'entrata in vigore della coscrizione neutrale dal punto di vista del genere nel 2015.
La Croazia prevede di reintrodurre la coscrizione nel corso di quest’anno: per gli uomini dai 19 ai 29 anni diventerà obbligatorio sottoporsi a due mesi di addestramento militare di base.
Gli altri Paesi membri della NATO non prevedono la leva obbligatoria e si affidano a Forze Armate professioniste come per esempio Regno Unito, Francia e Germania; Regno Unito e Francia sono inoltre gli unici Stati membri della NATO in Europa a possedere armi nucleari.
Nel Regno Unito non esiste la coscrizione obbligatoria né l'obbligo di prestare servizio militare; le forze armate britanniche sono infatti composte da volontari professionisti. Attualmente le Forze Armate contano circa 182.000 membri. Il Regno Unito si colloca generalmente tra il terzo e il quarto posto nella classifica delle potenze militari della NATO in termini di forza complessiva, ma occupa una posizione inferiore (tra il quinto e il sesto posto) in termini di numero di personale attivo.
La Germania ha abolito il servizio militare obbligatorio nel 2011. Attualmente, il Parlamento ha votato a favore dell'istituzione di un servizio militare su base volontaria. Se la situazione della sicurezza dovesse peggiorare o il numero di volontari risultasse insufficiente, potrebbe essere presa in considerazione l’introduzione di una forma di servizio militare obbligatorio.
La Francia, con forze armate composte da circa 200.000 militari e altri 47.000 riservisti, ha abolito la coscrizione militare 25 anni fa. Introdurrà, a partire dall'estate di quest’anno, una leva militare su base volontaria della durata di 10 mesi.
Per quanto riguarda il Belgio, secondo un articolo della BBC, nel mese di dicembre dello scorso anno, il Ministero della Difesa di Bruxelles ha inviato lettere ai diciassettenni invitandoli a fare il servizio militare volontariato, con una retribuzione di circa 2.000 euro al mese. Il ministero ha inoltre annunciato l’intenzione di triplicare il numero dei riservisti del Paese, portandoli dagli attuali 6.600 a 20mila.
I Paesi Bassi, invece, hanno lanciato il servizio militare volontario nel 2023 per rafforzare le proprie forze armate professionali.
Nel 2020, la Bulgaria ha introdotto il servizio militare volontario per i cittadini fino a 40 anni , della durata di sei mesi, mentre la Romania prevede di introdurre un servizio militare volontario di quattro mesi a partire dall'anno prossimo.
In Italia il servizio di leva obbligatorio non è mai stato formalmente abolito ma sospeso dal 2005, con la legge 23 agosto 2004, n. 226. Trattandosi di una sospensione e non di una soppressione, il servizio di leva rimane giuridicamente previsto dall’ordinamento. L'articolo 1929 del Codice dell'ordinamento militare di cui al d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, difatti, prevede che questo possa essere ripristinato solo se "il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni.".
Anche Albania, Repubblica Ceca, Ungheria, Lussemburgo, Montenegro, Macedonia del Nord, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna dispongono di forze armate professionali.
L'Islanda non dispone di forze militari regolari, sebbene la sua Guardia Costiera svolga alcune funzioni di difesa.
Altri Paesi europei adottano approcci diversi per quanto riguarda l'organico delle proprie forze armate.
Tra gli stati dell'UE non appartenenti alla NATO:
L'Austria ha un sistema di servizio militare obbligatorio per gli uomini di età compresa tra 18 e 35 anni, che devono prestare servizio per circa sei mesi o, in alternativa, svolgere un servizio sostitutivo. Le donne possono prestare servizio volontariamente.
Cipro ha un servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini maschi di età superiore ai 18 anni. Le donne possono arruolarsi volontariamente a seguito dell'approvazione di una legge da parte del Parlamento.
Irlanda e Malta dispongono di forze armate esclusivamente professionali.
In Svizzera, un paese extra-UE, i cittadini maschi di età compresa tra 18 e 30 anni devono prestare servizio militare oppure, in alternativa, svolgere un servizio nella protezione civile o in un servizio civile alternativo. Le donne rappresentano solo lo 0,9% del personale militare.
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