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Lourdes 7
Popolarità dell’Ulss 7 Pedemontana ai minimi storici. Centinaia di firme ai gazebo del coordinamento consiglieri e gruppi politici e civici dell’Area Vasta, sul tema del declino della sanità bassanese. Vernillo: “Sindaci assenti”
Pubblicato il 22 mag 2022
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Qualche giorno fa, a Bassano, sono andato dal mio amico tabaccaio a fare una ricarica PostePay.
Per fare la ricarica, mi ha chiesto di mostrargli la mia tessera sanitaria.
Io gli ho detto in tono scherzoso: “Quella che mi serve per l’Ulss 7?”. E lui: “Non è l’Ulss 7...ma Lourdes 7!”.
Il gazebo allestito ieri mattina in viale delle Fosse a Bassano (foto Alessandro Tich)
Mi sono messo a ridere: era una battuta pazzesca. Tanto fulminante quanto significativa del “sentiment” popolare che gira attorno all’Azienda Ulss 7 Pedemontana, attualmente ai minimi storici di popolarità. Fare quella battuta è stato come affermare che per avere un’adeguata risposta dai servizi sanitari - per la prenotazione di una visita in tempi decenti, per disporre di una prestazione medica nella sede più vicina a casa o soltanto per avere un medico di base - non puoi che sperare in un miracolo.
Non serve scomodare i massimi sistemi, basta considerare la quotidianità.
E siccome in campo sanitario vige la regola della privacy e non posso parlare di altre persone, citerò due casi che mi riguardano. Moltiplicabili per tot casi condivisi da chissà quanti altri utenti dell’Ulss nel nostro territorio.
Il primo è quello del medico di famiglia. In appena due anni che abito a Solagna, un Comune dove risiedono 1900 anime, l’Incredibile Ulss mi ha cambiato il medico di base - che in paese è uno solo - per ben 6 volte, di cui 4 nel solo ultimo anno. E anche l’incarico dell’attuale dottoressa facente funzione, come i precedenti, è “provvisorio”.
Ciò vuol dire che tra qualche mese, se non tra qualche settimana, me la cambieranno di nuovo. Amen.
Il secondo è quello di una visita di controllo da effettuare dopo una prestazione al San Bassiano. Allo sportello me l’hanno fissata all’Ospedale di Asiago, primo posto disponibile per non andare a finire ad agosto o perfino a settembre. Ho fatto il conto della serva: tra due ore di viaggio tra andata in Altopiano e ritorno, mezza giornata di lavoro che va a farsi benedire, costo del gasolio per la macchina, più il ticket da pagare, mi converrebbe davvero rivolgermi direttamente al privato. Amen 2.
Evidentemente non sono il solo a trovare da ridire sull’attuale standard di qualità dei servizi erogati dall’Azienda Pedemontana. Prova ne siano le centinaia e centinaia di firme rilasciate dai cittadini ai gazebo del coordinamento consiglieri comunali e gruppi politici e civici dell’Area Vasta del Bassanese sul tema del “declino” della sanità locale, abbinati anche alla petizione online chng.it/tkWLFjtb .
Una scena che si è regolarmente ripetuta, con un incessante viavai di firmatari, al gazebo allestito ieri mattina, in concomitanza col mercato, all’angolo di viale delle Fosse con via da Ponte a Bassano.
L’iniziativa si è riproposta sullo slancio della settimana precedente, in cui al gazebo allestito in via Verci sono state raccolte oltre 400 firme complessive, per una media di 150 firme all’ora.
Durante la settima sono state raccolte un altro centinaio di firme a Rosà. Domani sarà allestito un gazebo al mercato a Tezze sul Brenta e martedì a Marostica.
Da martedì sera l’iniziativa toccherà anche Nove con un punto di raccolta firme presso il locale circolo del PD in piazza.
Tra i volti noti presenti al gazebo bassanese del sabato, cito il consigliere di opposizione Roberto Campagnolo, il presidente di quartiere Gianni Castellan e il consigliere di opposizione Angelo Vernillo, che strappo per qualche minuto dal banchetto delle firme per fargli alcune domande.
Angelo Vernillo, ai gazebo la gente firma soltanto o anche parla?
La gente parla, soprattutto.
E cosa dice?
La gente dice che le cose sono andate progressivamente peggiorando. Nel senso che da un paio d’anni a questa parte, ma soprattutto con l’ultimo cambio della direzione generale è stata notata un’organizzazione diversa. Di disservizi ce ne sono sempre stati, però non così marcati. Soprattutto quello che loro lamentano sono i tempi di attesa che si sono sensibilmente allungati. È vero che c’è stato il Covid, ma tantissime analisi o visite non sono state colpite dal Covid. È proprio un problema organizzativo. Lamentano che nella stessa telefonata la stessa visita o la stessa analisi gliela danno il giorno dopo se si va in libera professione, nello stesso ospedale. Lamentano il fatto che vengono subito indirizzati in ospedali distanti come Santorso e Asiago e lamentano il fatto che ci sono stati dei grandi problemi con i medici di base e le guardie mediche. E non vedono nulla all’orizzonte su cambiamenti in questo senso.
A cosa serve una petizione come questa? Alla fine cosa si vuole fare con questa raccolta firme?
Si vuole fare in modo che l’Asl 7 Pedemontana ritorni ad avere quella qualità di servizi che aveva prima. Non si chiede niente di più. Si chiede un’attenzione particolare in un’ottica di organizzazione e, soprattutto per le fasce anziane della popolazione, capire che una semplice visita o una semplice analisi non può essere delocalizzata in altri ospedali perché ci sono persone che non possono muoversi. Allora questa deve essere una riflessione che deve essere fatta con il direttore generale, in termini organizzativi. Abbiamo chiesto che lo facciano i sindaci. I sindaci non lo stanno facendo, evidentemente, e quindi lo stiamo chiedendo noi. Lo chiederemo a Zaia e lo chiederemo all’assessore regionale Lanzarin il cui silenzio in questo periodo è davvero allucinante. Ci piacerebbe molto poterci incontrare con Bramezza. Noi stiamo studiando i numeri forniti dall’Asl 7 e avremmo tante domande da fare. Domande che i sindaci non stanno facendo.
Perché chiedete un confronto diretto sui numeri forniti dall’Ulss?
Perché quei numeri necessitano di essere interpretati, di avere delle domande e delle spiegazioni. Un discorso è dire che solo una percentuale piccola di persone viene spostata a Santorso. Ma noi vogliamo capire, di ogni impegnativa e di ogni telefonata, quante di queste persone rinunciano alla visita, quante di queste persone si rivolgono al privato, se i tempi di attesa tengono conto di questo oppure no. Perché se io chiamo oggi, mi dicono “ti do la visita fra 6 mesi” e poi la cancello perché vado in libera professione domani, io non solo non ho esaurito la richiesta di un giorno, ma non ho dato la risposta. Quei numeri devono essere interpretati e devono essere fatte delle domande, appunto. Per cui noi speriamo di poter avere anche la possibilità di incontrarci con Bramezza, portandogli le firme e raccogliendo quello che stiamo registrando dalle persone, perché pensiamo che si debba intervenire. E questo non a discapito dell’organizzazione dell’Asl che si può anche fare, nel senso di alcuni interventi particolari che possono essere dislocati in diversi ospedali. Ma le visite, i follow-up, le analisi devono ritornare a com’erano prima.
Da Lourdes 7 per il momento è tutto, a voi la linea.
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